Stamattina non avrei dovuto correre. Volevo andare di sera. Poi mi è stata prospettata una cena a base di Pizza da Mimmo (più buona di quella di Spontini). Prima di coricarmi ho puntato la sveglia.
Le gambe erano durissime per via del lungo di ieri. E del "defaticamento" dell'altroieri. E dei 12 km dell'altro altroieri. E dei 73 km totali della settimana scorsa.
La cena iperproteica non ha aiutato. Dovevo correre 9 km veloci stamattina, a tutti i costi. Dopo un giro al Parco Sempione mi sono infilato nei vicoli di Cairoli. Sono sbucato su Via dei Meravigli. Poi ho girato davanti al Litta su Via del Caffellatte (o del Cappuccino, non ricordo).
Non avevo energie. A Piazza Borromeo ho chiesto aiuto al Santo, ma non mi ha ascoltato. Giustamente.
Ho cercato di caricarmi di rabbia, passando dal dito di Cattelan. Vivo era il ricordo dell'altra volta. Ho fatto finta di niente e sono scappato in Cordusio.
Via Dante, di nuovo Parco Sempione e poi casa.
Ho realizzato che la settimana scorsa ho dedicato tre post al "sole". Il primo e il secondo erano sullo sciopero del quotidiano, il terzo una metafora per descrivere l'iniziativa dei Podisti da Marte.
Stamattina la mia corsa è stata caratterizzata dalla nebbia. E non si trattava solo del tempo.
Buon lunedì. Nebbioso.
Questo blog non sarà più aggiornato.
Il Maratoneta continua a pubblicare su http://piovonorunners.blogspot.com/
Ci vediamo lì.
2011-01-17
2011-01-16
Bilanciamento settimanale.
O era bilanciazione?
In ogni caso: domenica, tempo di bilanci provvisori.
Allenamento.
Questa settimana ho caricato molto. Sia come carico delle singole uscite (solo una volta sotto i 12 km) sia come numero di uscite (5). Inizia a farsi sul serio.
Le ginocchia hanno reagito bene. Temevo soprattutto per il lungo della domenica. Ho avuto solo un lieve fastidio al ginocchio sinistro alla fine, quando sono sceso sotto i 4'.
Tabelle.
La settimana prossima si annuncia meno carica ma più veloce. Il fartlek di mercoledì ricorda molto quello dell'altra volta. Almeno questa volta so che m'aspetta.
Problemi per domenica. Devo simulare una mezza maratona. L'ideale sarebbe correrla, ma non ne ho viste di vicine. Se qualcuno ne conosce faccia un fischio, invii un piccione o un'email. Quello che riesce meglio.
Fundraising.
Positivo.
Donazioni significative durante la settimana (anche e soprattutto per il valore affettivo).
Conferma da uno sponsor, del quale vi parlerò non appena riceverò il logo.
I soldi raccolti non si contano prima della fine. Posso dire soltanto che se continua così, potrò evitare di vendere un rene per onorare l'impegno con l'EEIBA.
Grazie di rene.
In ogni caso: domenica, tempo di bilanci provvisori.
Allenamento.
Questa settimana ho caricato molto. Sia come carico delle singole uscite (solo una volta sotto i 12 km) sia come numero di uscite (5). Inizia a farsi sul serio.
Le ginocchia hanno reagito bene. Temevo soprattutto per il lungo della domenica. Ho avuto solo un lieve fastidio al ginocchio sinistro alla fine, quando sono sceso sotto i 4'.
Tabelle.
La settimana prossima si annuncia meno carica ma più veloce. Il fartlek di mercoledì ricorda molto quello dell'altra volta. Almeno questa volta so che m'aspetta.
Problemi per domenica. Devo simulare una mezza maratona. L'ideale sarebbe correrla, ma non ne ho viste di vicine. Se qualcuno ne conosce faccia un fischio, invii un piccione o un'email. Quello che riesce meglio.
Positivo.
Donazioni significative durante la settimana (anche e soprattutto per il valore affettivo).
Conferma da uno sponsor, del quale vi parlerò non appena riceverò il logo.
I soldi raccolti non si contano prima della fine. Posso dire soltanto che se continua così, potrò evitare di vendere un rene per onorare l'impegno con l'EEIBA.
Grazie di rene.
Il lungo della domenica.
Mentre il brodo di gallina biologica bolle nella pentola, mentre i primi leggono "Il sole a Milano", mentre altri attendono di vedere il Milan sconfitto dal Lecce, scrivo questo post.
Sarò breve.
Per questa giornata la tabella prevedeva 14 km. Ne ho fatti 28.
Il perché è semplice: mi andava.
8 km li ho fatto con i Marziani. 2 km con Walter, un amico marziano. 18 km da solo.
Con Walter ci siamo dati il cambio: lui finiva il suo giro, io iniziavo il mio. Ci siamo lasciati a Parco Sempione, all'angolo di Via Pagano.
Da lì ho proseguito fino al Parco delle Cave. Un giro attorno ai laghetti e ritorno a casa. Totale: 18 km.
Stanco? Ho dormito così tanto che la gallina era tornata in vita e stava cercando di scappare. Mannaggia al biologico.
Affamato?
Sarò breve.
Per questa giornata la tabella prevedeva 14 km. Ne ho fatti 28.
Il perché è semplice: mi andava.
8 km li ho fatto con i Marziani. 2 km con Walter, un amico marziano. 18 km da solo.
Con Walter ci siamo dati il cambio: lui finiva il suo giro, io iniziavo il mio. Ci siamo lasciati a Parco Sempione, all'angolo di Via Pagano.
Da lì ho proseguito fino al Parco delle Cave. Un giro attorno ai laghetti e ritorno a casa. Totale: 18 km.
Stanco? Ho dormito così tanto che la gallina era tornata in vita e stava cercando di scappare. Mannaggia al biologico.
Affamato?
(nella foto: la mia cena)
Il sole a Milano.
Oggi a Milano splendeva il sole. Molti milanesi non se ne saranno accorti, ma quelli che erano per strada in centro dalle 9.30 alle 10.40 l'hanno visto.
Oltre 200 persone folleggiavano per le vie della Città. Corsa e camminata. Più la seconda che la prima. Ma eravamo così tanti, e così uniti, che bisognava aspettare tutti. Nessuno escluso.
Stamattina si è svolta la 22° missione dei Podisti da Marte. Per chi non avesse avuto la fortuna di correre con i marziani, o di vederglielo fare, la missione marziana consiste in un giro del centro di Milano, a una velocità non superiore a 6' al km (10km/h).
Le attività principali dei marziani sono: urlare, fischiare, consegnare fiori, correre attorno ai turisti giapponesi.
I marziani hanno due obbiettivi: fare capire ai terrestri che i podisti (esseri alieni) vengono in pace; promuovere un'associazione benefica, di volta in volta diversa.
Il primo degli obbiettivi credo lo si raggiunga sempre. Si consegnano fiori ai passanti, che ci guardano straniti, ma sorridenti. Si spiega, quando ci fermano, che non siamo cattivi. Che siamo come gli altri esseri umani: se siamo tristi piangiamo, se ci tagliano sanguiniamo. Se vediamo i turisti giapponesi urliamo.
Oggi ho detto a una signora che a Berlino, Londra e New York la gente fa la fila per vedere correre i maratoneti. Non solo i neri in mutande, che arrivano primi. Anche i gialli, i rossi, i bianchi, i ciccioni e i pelati in mutande.
Fanno la fila. A Milano pure sono in fila. Le macchine. Suonando il clacson e insultando quelli che corrono.
Alla fine la signora ha promesso che il 10 aprile sarebbe venuta a fare il tifo per noi. E senza macchina.
Il secondo degli obbiettivi è la beneficienza. Attaccato ai fiori che si consegnano c'è un bigliettino, nel quale si descrive brevemente la Onlus che si sostiene, e si riporta l'indirizzo internet.
Beneficienza. Un po' come questo blog, ma duecento volte più grande.
Oggi si raccoglievano anche fondi per il progetto "Wall-E". Per acquistare un misuratore di parametri che sarebbe stato donato alla Fondazione G. e D. De Marchi.
Maggiori spiegazioni si trovano qui e qui.
L'obbiettivo erano 1.600 euro. Se ne sono raccolti 2.270.
Capite perché oggi c'era il sole a Milano?
Altre foto, a breve, sul sito dei Podisti da Marte.
O sul blog del fotografo, Antonio Capasso.
2011-01-15
Correre con lentezza.
Prima di tutto: comunicazioni di servizio.
Domani mattina (domenica), appuntamento alle 9 a Piazza Cairoli. Corsa a ritmo molto leggero con i Podisti da Marte. Si distribuiranno fiori ai passanti nella migliore tradizione marziana e, soprattutto, si raccoglieranno fondi per la Fondazione de Marchi.
L'evento su facebook.
Il sito dei Podisti da Marte.
Oggi la tabella prevedeva defaticamento. Riposo? No, defaticamento. Non è facile da spiegare a chi non corre. Soprattutto a chi non è un malato-segui-tabelle-leggi-riviste-podista. Si corre, ma non si fatica.
Il segreto sta nell'andare a un'andatura lenta e con un ritmo cardiaco sotto i 140 battiti al minuto (ma dipende dall'età). Non so perché ho scritto "il segreto". Troppa pubblicità del Mulino Bianco da piccolo forse.
La distanza programmata per oggi era di 8 km. Per 7 km ce l'ho fatta a tenere un ritmo lento, sempre sopra i 4'40'' al km. Sempre sotto i 140 battiti al minuto.
In armonia con il mondo e con la natura intorno. Apprezzavo le foglie di Parco Sempione. Appese agli alberi come i soldati in autunno. Gustavo con il respiro la freschezza dell'inverno.
Sorridevo ai bambini che giocavano con la palla. Rassicuravo le madri dei bambini che giocavano con la palla sorridendo anche a loro. E anche ai padri, visto che c'ero.
Poi mi sono rotto e ho corso l'ultimo km in 3'54''.
Oggi ne ho approfittato anche per usare una parte dei nuovi acquisti: un paio di scarpe e due magliette.
Le scarpe, decisamente più pulite delle altre, e la maglietta "I'm training for Milano City Marathon" le ho usate oggi. La maglietta dei Podisti da Marte la userò domani.
Come direbbe mio zio: Shabbath Shalom.
Come direbbe nonna Pina: copritevi.
Domani mattina (domenica), appuntamento alle 9 a Piazza Cairoli. Corsa a ritmo molto leggero con i Podisti da Marte. Si distribuiranno fiori ai passanti nella migliore tradizione marziana e, soprattutto, si raccoglieranno fondi per la Fondazione de Marchi.
L'evento su facebook.
Il sito dei Podisti da Marte.
Oggi la tabella prevedeva defaticamento. Riposo? No, defaticamento. Non è facile da spiegare a chi non corre. Soprattutto a chi non è un malato-segui-tabelle-leggi-riviste-podista. Si corre, ma non si fatica.
Il segreto sta nell'andare a un'andatura lenta e con un ritmo cardiaco sotto i 140 battiti al minuto (ma dipende dall'età). Non so perché ho scritto "il segreto". Troppa pubblicità del Mulino Bianco da piccolo forse.
La distanza programmata per oggi era di 8 km. Per 7 km ce l'ho fatta a tenere un ritmo lento, sempre sopra i 4'40'' al km. Sempre sotto i 140 battiti al minuto.
In armonia con il mondo e con la natura intorno. Apprezzavo le foglie di Parco Sempione. Appese agli alberi come i soldati in autunno. Gustavo con il respiro la freschezza dell'inverno.
Sorridevo ai bambini che giocavano con la palla. Rassicuravo le madri dei bambini che giocavano con la palla sorridendo anche a loro. E anche ai padri, visto che c'ero.
Poi mi sono rotto e ho corso l'ultimo km in 3'54''.
Oggi ne ho approfittato anche per usare una parte dei nuovi acquisti: un paio di scarpe e due magliette.
nuovi acquisti
Le scarpe, decisamente più pulite delle altre, e la maglietta "I'm training for Milano City Marathon" le ho usate oggi. La maglietta dei Podisti da Marte la userò domani.
Come direbbe mio zio: Shabbath Shalom.
Come direbbe nonna Pina: copritevi.
2011-01-14
I consigli della nonna.
Dov'ero rimasto? Ah, sì, "ci vediamo tra 12 km".
Sceso dall'ufficio, mi trovo davanti al Razzo missile.
(nella foto: il Razzo missile)
Tolgo il lucchetto rosso. Tolgo il lucchetto nero. Metto le mani in tasca.
"E i guanti? Azz. Li ho dimenticati su.
Li vado a prendere?
No dai che faccio tardi.
Si dai è meglio così.
Ok, adesso basta pensare che chi legge s'annoia.
Se non ci fossi tu."
L'inferno gelato si abbattè sulle mie mani. Fiamme di ghiaccio lambivano la pelle. Penetravano la carne. Aggredivano le ossa. Arrivato al portone di casa, le mani si presentavano come moncherini inutilizzabili.
Forse sto esagerando. Sicuramente erano molto screpolate. Più del solito almeno.
Mi sono tornati alla mente i consigli della nonna. Copriti che è freddo. Ma nonna? E' il 15 di agosto?!? Sì, ma quando finisci la partita c'hai freddo.
Io la schernivo. E finita la partita, attraversavo il paese con il bolide (la bici che ho a Milazzo) a petto scoperto. Perché la maglietta era troppo sudata.
E la mattina dopo tossivo, e tossivo, e tossivo...
(tuu, tuu, tuu)
"Pronto!"
"Nooonnuzza!!"
"Valerio!!!"
"Come stai?"
"Eh, c'amu a fari? (che dobbiamo fare?)"
"T'ho pensato stasera."
"Io sempre ti penso."
"Sì, nonna, anch'io. Ma ti ho pensato perché avevo freddo alle mani perché mi ero scordato i guanti. E mi è sovvenuto di quando mi dicevi di coprirmi."
"Ah, e picchì ti scuddasti? (perché te li sei dimenticati?)"
"Perché sono rimbambinutu (rincoglionito). Lavoro, corro, scrivo sul blog."
"Chi? (che cosa?)"
"Il blog, quella cosa su internet."
"Mh."
"Sai, quella cosa per l'EEIBA."
"Chi? (che cosa?)"
"L'EEIBA, l'associazione che aiuta gli elettricisti in difficoltà."
"Gli elettricisti? E che c'ancucchi cu gli elettricisti? (quale collegamento c'è tra te gli elettricisti?)"
"Ma perché sono in difficoltà."
"Ah, allora va bene. E' beneficienza."
"Esatto. Per gli elettricisti inglesi."
"Inglesi?!? Ma cu gl'italiani che moiunu i fami?!? No potivi fari pi i picciridditti malati?"
"E nonna, vediamo quello che si può fare per i bambini malati."
"..."
"Ho fatto anche una donazione a tuo nome. 10 sterline. Una piccola parte del tuo regalo di Natale, per fare vedere come si dona con Justgiving."*
"Vabbuò va, i ora chi fà? (e adesso che fai?)"
"Adesso vado a correre 12 km."
"a st'ura? (a quest'ora?)"
"Eh, stamattina nun mi sbigghiai."
"Copriti che prendi freddo."
"Certo nonna."
"U Signuri mi ti benedici."
"E di tia mi nun si scorda."
(nella foto: i consigli della nonna)
La corsa del venerdì/2
L'ho già detto che c'è di bello a correre il venerdì?
Ci vediamo fra 12km. Maria Diletta Damin
Ci vediamo fra 12km. Maria Diletta Damin
La corsa del venerdì.
Sapete che c'è di bello a correre il venerdì mattina? E' venerdì mattina.
E oggi è uscito anche il Sole.
Stamattina non sono andato a correre. Non mi sono svegliato al primo squillo. Quando ho riaperto gli occhi erano già le 6.30. Il tempo non sarebbe bastato per correre 12 km. E andare a lavoro in orario.
Ieri mi sono coricato tardi. Ho fatto altro. Partita a Scarabeo. Perso, ma ne valeva la pena.
Per correre c'è anche la sera. Maria Diletta Damin
Pronto a ricevere il Sole.
E oggi è uscito anche il Sole.
Stamattina non sono andato a correre. Non mi sono svegliato al primo squillo. Quando ho riaperto gli occhi erano già le 6.30. Il tempo non sarebbe bastato per correre 12 km. E andare a lavoro in orario.
Ieri mi sono coricato tardi. Ho fatto altro. Partita a Scarabeo. Perso, ma ne valeva la pena.
Per correre c'è anche la sera. Maria Diletta Damin
Pronto a ricevere il Sole.
2011-01-13
Tendènze.
Oggi la tabella settimanale prevedeva riposo. E ho rispettato il Suo diktat con mooolta fatica.
Stamattina mi sono svegliato alle 7 e mezza. Stasera ho mangiato alle 20 e 40. Pubblico questo post e vado a letto. Mi guardo un film, leggo un libro, faccio altro.
Noia? No, gioia.
La gioia di essermi imbattuto in questo blog: http://piovonorunners.blogspot.com/
Un amico (che avrei tanto voluto coinvolgere nella Relay Marathon di Milano, grrrr), ha deciso di correre la Relay Marathon di Milano (grrrr) con altri. Aveva già fatto questa scelta prima che glielo chiedessi, sei giorni fa. E per questo perdono lui e i suoi amici. E li assolvo da ogni peccato.
Il post dell'intervista al New York Times aveva anche una funzione esorcizzante. Dopo avere visto il numero di contatti che questo luogo stava avendo (grazie), avere ricevuto email (grazie), citazioni in altri blog ben più prestigiosi (grazie), contributi alla Causa (grazie), cominciavo a pavoneggiarmi troppo (prego). Quantomeno più del solito.
Capitemi, sono un umile ragazzo di provincia, figlio di un falegname. Nato in una stalla insieme a un bue e a un asinello. Adesso la gente legge, interpreta e commenta episodi della mia vita terrena. Che cosa dovrei pensare?
Nella corsa, come nella vita, non è bene farsi trascinare dall'orgoglio e dalla superbia. Aumentano i battiti cardiaci, si dimenticano i veri obbiettivi, si rischia di perdere gli amici.
Poi ho ricevuto il messaggio di Carlo, che mi annunciava l'apertura del suo blog. Dopo essere rimasto "affascinato" dal mio.
Per i miracoli: race4charity@gmail.com
Per le indulgenze: Un fiorino!
Stamattina mi sono svegliato alle 7 e mezza. Stasera ho mangiato alle 20 e 40. Pubblico questo post e vado a letto. Mi guardo un film, leggo un libro, faccio altro.
Noia? No, gioia.
La gioia di essermi imbattuto in questo blog: http://piovonorunners.blogspot.com/
Un amico (che avrei tanto voluto coinvolgere nella Relay Marathon di Milano, grrrr), ha deciso di correre la Relay Marathon di Milano (grrrr) con altri. Aveva già fatto questa scelta prima che glielo chiedessi, sei giorni fa. E per questo perdono lui e i suoi amici. E li assolvo da ogni peccato.
Il post dell'intervista al New York Times aveva anche una funzione esorcizzante. Dopo avere visto il numero di contatti che questo luogo stava avendo (grazie), avere ricevuto email (grazie), citazioni in altri blog ben più prestigiosi (grazie), contributi alla Causa (grazie), cominciavo a pavoneggiarmi troppo (prego). Quantomeno più del solito.
Capitemi, sono un umile ragazzo di provincia, figlio di un falegname. Nato in una stalla insieme a un bue e a un asinello. Adesso la gente legge, interpreta e commenta episodi della mia vita terrena. Che cosa dovrei pensare?
Nella corsa, come nella vita, non è bene farsi trascinare dall'orgoglio e dalla superbia. Aumentano i battiti cardiaci, si dimenticano i veri obbiettivi, si rischia di perdere gli amici.
Poi ho ricevuto il messaggio di Carlo, che mi annunciava l'apertura del suo blog. Dopo essere rimasto "affascinato" dal mio.
Per i miracoli: race4charity@gmail.com
Per le indulgenze: Un fiorino!
(nella foto: il maratoneta si prepara a trasformare l'acqua in caffè)
2011-01-12
Dreaming a New Hope.
Una Nuova Speranza per l'Italia
Valerio Scollo ha una laurea in legge, parla un italiano stentato e lavora a Milano. La sua vita è cambiata da quando ha deciso di correre per l' EEIBA.
By RACHEL DONADIO
Published: January 12, 2011
Milano, Italy — Valerio Scollo, 26 anni e una laurea in legge. Si occupa di diritto d'autore, derivati finanziari e operazioni straordinarie (addizioni e sottrazioni ndr). Ma un giorno la sua vita è cambiata. Ha deciso di correre la relay marathon di Milano e la maratona di Londra per l'EEIBA, una onlus inglese per la quale si è impegnato a raccogliere almeno 1.000 sterline. Noi del New York Times l'abbiamo intervistato nella sua casa a Milano, appena rientrato dalla corsa.
Come stai Valerio?
Bene grazie.
Potresti immaginarti delle domande più intelligenti.
Hai ragione. Chiedo scusa ai lettori del New York Times.
Puoi raccontarci del tuo progetto?
Veramente l'ho già fatto. Chiunque può leggere nell'intro (in alto a sinistra) e in un fiorino! (in alto a destra), qual è lo scopo del blog. Prima o poi riempirò anche le pagine in mezzo. Vi avviso quando lo faccio.
Il tuo blog sta avendo un enorme successo in giro per il mondo.
Abbiamo contatti da tutta Europa, dagli Stati Uniti e perfino dall'Indonesia.
Hai tanti amici su facebook allora.
Sì, ma non solo. Del progetto se n'è già parlato nel blog della Gazzetta dello Sport dedicato alla corsa. E dicono che presto se ne parlerà anche a Rovereto (TN). Superiamo i confini nazionali.
Da quando hai iniziato a usare il plurale maiestatis?
Da quando il nostro ego è diventato così grande che un bilocale non basta più. Pensa che ultimamente pubblichiamo un post al giorno. A volte anche quattro. Valerio non può fare tutto questo da solo, evidentemente.
Anche la terza persona?
Perché no?
Sii sincero, conti di vincere il premio Nobel per la pace grazie a questo blog?
Se devo essere sincero, punto all'Oscar. Il Nobel è troppo inflazionato.
Avrai il nostro endorsement.
Grazie.
Dicono che scrivi delle battute molto divertenti, e si chiedono il perché altri non ci riescono. Come riesci a creare battute così divertenti?
E' molto semplice. Una battuta è un micro-racconto e quindi vanno considerati anche funzione comica e ruoli attanziali.
Ma stai copiando le risposte di Luttazzi al Fatto Quotidiano?
Se si considera che le variazioni possono vertere inoltre su ampiezza degli scarti (basta sostituire una parola che attivi isotopie più distanti e l'effetto comico aumenta), sulle figure delle sostanze dell'espressione, sulle figure dell'espressione, sulle figure della forma del contenuto (nuclei, indizi, informanti: luoghi, oggetti, gesti), sulle figure del tempo, sugli orientamenti semantici del testo eccetera, si capirà perché è più semplice dire 'Scollo copia!'. Un po' di competenza però non guasterebbe, per diffamazioni così pesanti.
Ok, ma qualcosa di tuo?
Il segreto sta nell'usare la parola culo in mezzo alla frase. Se è usata troppo presto si perde l'effetto comico.
Ci puoi parlare dell'allenamento di oggi? Interesserebbe molto ai lettori del New York Times.
Certo Rachel. Oggi ripetute classiche, sulla distanza di un chilometro. Ho corso 1 km di riscaldamento, 1 km a 4'20''/km e poi 6 volte 1 km a 4'/km, con 1 km di recupero a 4'40''/km. In totale 13 km.
E sei riuscito a farle tutte?
Ehm.
I lettori del New York Times meritano di sapere la verità.
Va bene Rachel. La verità è dolorosa, ma va raccontata. I lettori del New York Times la meritano. Mi sono svegliato con un po' di pesantezza di stomaco. C'era la nebbia. L'umidità. Le prime due ripetute sono andate bene. Alla terza ho avuto un po' di fastidio. Comunque le prime cinque le ho finite tutte sotto i 4' al km.
Poi?
Devo dirlo?
La verità.
La cucina cingalese è molto buona. Ma non va mangiata la sera se la mattina dopo si corre. Soprattutto quando sono previste ripetute.
Sei riuscito almeno a completare il percorso?
La sesta ripetuta si è interrotta a 300m dalla fine. Ho corso solo 12,7 km. Per fortuna non c'erano persone intorno.
Adesso come ti senti?
Pronto per un altro Wattalappan.
Un grande uomo una volta ha scritto: "Nel linguaggio silenzi e parole hanno pari dignità. Nella corsa no. La parola (il lavoro) è più importante del silenzio (la pausa). Però a volte le pause aiutano." Tu che ne pensi?
Sono pienamente d'accordo con lui. Non lo conosco personalmente, ma da quello che scrive deve essere molto bello.
A nome dei lettori del New York Times ti ringrazio. Forse è il caso che adesso tu esca dalla doccia.
Eh?
"Valerio, è mezz'ora che sei nella doccia. Esci che sono già le 8 e un quarto."
"..."
"Adesso esco"
"Che è questa puzza in bagno? Che hai combinato questa volta?"
"Niente, niente. Ero solo un po' culo. Adesso esco."
2011-01-11
Pausa.
Nel linguaggio silenzi e parole hanno pari dignità. Nella corsa no. La parola (il lavoro) è più importante del silenzio (la pausa). Però a volte le pause aiutano.
Le pause consentono di apprezzare il lavoro. E danno a corpo e mente tempo per il recupero.
Oggi pausa. Oggi niente nebbia, pioggia o fatica di altro genere da raccontare.
Lascio la parola a un articolo apparso sul numero di dicembre di Runner's World Italia. Nell'articolo si parla della poca "internazionalizzazione" dei podisti italiani. E' interessante soprattutto un passaggio, che ho evidenziato.
Si ricollega idealmente a quello che ieri Manlio ha scritto qui. E che riporto in estratto qui sotto.
Consoliamoci, almeno siamo puliti. Al contrario di inglesi e francesi.
Vi lascio alle parole del direttore di Runner's World Italia. Buona lettura. E buona pausa.
p.s.
Per leggere cliccare sull'articolo.
Le pause consentono di apprezzare il lavoro. E danno a corpo e mente tempo per il recupero.
Oggi pausa. Oggi niente nebbia, pioggia o fatica di altro genere da raccontare.
Lascio la parola a un articolo apparso sul numero di dicembre di Runner's World Italia. Nell'articolo si parla della poca "internazionalizzazione" dei podisti italiani. E' interessante soprattutto un passaggio, che ho evidenziato.
Si ricollega idealmente a quello che ieri Manlio ha scritto qui. E che riporto in estratto qui sotto.
"Valerio, tra parentesi atleta GRC..., sta preparando la maratona di Londra alla quale è riuscito a iscriversi con una onlus inglese alla quale destinerà il denaro che sta raccogliendo. Il suo è un bel progetto, anche perché dimostra che anche noi italiani sappiamo correre per beneficenza e non soltanto sui tracciati di casa: qui c'è molto da fare perché all'estero si stanno facendo una brutta idea del runner italiano, ma ci torneremo. Per ora vi invito a far girare la voce sulla maratona di Valerio e sulla sua iniziativa, che lui descrive e aggiorna sul suo blog nato per l'occasione: fare del bene (anche con la maratona di Milano, dove organizzerà una staffetta)"Non che me ne freghi tanto di quello che pensano all'estero. Non hanno neanche il bidet. Però dispiace essere ritenuti per principio inaffidabili. Solo perché italiani.
Consoliamoci, almeno siamo puliti. Al contrario di inglesi e francesi.
Vi lascio alle parole del direttore di Runner's World Italia. Buona lettura. E buona pausa.
p.s.
Per leggere cliccare sull'articolo.
2011-01-10
Scarpe pulite.
Stasera a Milano pioveva. Che buona sorte.
No, sul serio. La tapasciata in Brianza di ieri mi aveva lasciato le scarpe tutte incrostate di fango.
Ho corso 12 km sotto l'acqua continua e scrosciante. I primi 2 km a 4'40''/km, poi sempre sotto i 4'30''/km. Gli ultimi 3 km sono sceso sotto i 4'10''/km. Questa volta non era un istinto qualsiasi a farmi correre così veloce. Era l'istinto di sopravvivenza.
Per fortuna avevo un obbiettivo ulteriore. Centrare tutte le pozzanghere che c'erano sul percorso. Per pulire le scarpe. Non certo perché era divertente (ciaf ciaf ciaf).
Non è stato facile trovare pozzanghere. Erano quasi tutti i laghi. Ma il risultato è premiante.
O no?
p.s.
Oggi questo blog è stato citato. Qui.
Grazie.
No, sul serio. La tapasciata in Brianza di ieri mi aveva lasciato le scarpe tutte incrostate di fango.
prima
Ho corso 12 km sotto l'acqua continua e scrosciante. I primi 2 km a 4'40''/km, poi sempre sotto i 4'30''/km. Gli ultimi 3 km sono sceso sotto i 4'10''/km. Questa volta non era un istinto qualsiasi a farmi correre così veloce. Era l'istinto di sopravvivenza.
Per fortuna avevo un obbiettivo ulteriore. Centrare tutte le pozzanghere che c'erano sul percorso. Per pulire le scarpe. Non certo perché era divertente (ciaf ciaf ciaf).
Non è stato facile trovare pozzanghere. Erano quasi tutti i laghi. Ma il risultato è premiante.
dopo
O no?
p.s.
Oggi questo blog è stato citato. Qui.
Grazie.
2011-01-09
Sensazioni e programmi.
Lo so. Quattro post in un giorno sono troppi. Sarà l'aria brianzola respirata stamattina. Non riesco a fermarmi.
Per chi si fosse perso i precedenti della giornata, di seguito i link diretti: "Brianza Alcoolica.", "Perego.", "Regole del mercante in fiera.".
E' domenica. Tempo di bilanci e programmi.
La settimana appena trascorsa è stata piuttosto impegnativa. Lunedì sci, da martedì a giovedì corsa e venerdì piscina. Domenica corsa.
La tabella è stata più o meno rispettata. Ho spostato un chilometro da mercoledì a giovedì e domenica ho corso a ritmo libero. Ho aggiunto il lavoro in piscina.
In totale sono stati corsi circa 59KM. Per voi, un estratto del mio diario:
Le gambe e le ginocchia hanno retto lo sforzo. Il corpo e la mente anche. Quindi tutto bene.
Una settimana del genere non è ripetibile. Da domani riprende il lavoro serio, quello che impegna almeno dalle 9 meno un quarto alle 20. Quello che assorbe la mente anche dopo l'uscita dallo studio. Quello che amo fare.
Sono necessari almeno due giorni di riposo fisico completo. E sarà più difficile rispettare la tabella. Conto di farcela. Se si prende un impegno lo si rispetta.
Domenica, 22° missione dei Podisti da Marte. Per chi è interessato a partecipare, tutte le informazioni sono qui e qui.
Ecco la tabella della quarta settimana. Buona ripartenza. E buona fortuna.
Per chi si fosse perso i precedenti della giornata, di seguito i link diretti: "Brianza Alcoolica.", "Perego.", "Regole del mercante in fiera.".
E' domenica. Tempo di bilanci e programmi.
La settimana appena trascorsa è stata piuttosto impegnativa. Lunedì sci, da martedì a giovedì corsa e venerdì piscina. Domenica corsa.
La tabella è stata più o meno rispettata. Ho spostato un chilometro da mercoledì a giovedì e domenica ho corso a ritmo libero. Ho aggiunto il lavoro in piscina.
In totale sono stati corsi circa 59KM. Per voi, un estratto del mio diario:
Le gambe e le ginocchia hanno retto lo sforzo. Il corpo e la mente anche. Quindi tutto bene.
Una settimana del genere non è ripetibile. Da domani riprende il lavoro serio, quello che impegna almeno dalle 9 meno un quarto alle 20. Quello che assorbe la mente anche dopo l'uscita dallo studio. Quello che amo fare.
Sono necessari almeno due giorni di riposo fisico completo. E sarà più difficile rispettare la tabella. Conto di farcela. Se si prende un impegno lo si rispetta.
Domenica, 22° missione dei Podisti da Marte. Per chi è interessato a partecipare, tutte le informazioni sono qui e qui.
Ecco la tabella della quarta settimana. Buona ripartenza. E buona fortuna.
Regole del mercante in fiera.
Un amico, leggendo il post "Mercante in fiera.", mi ha chiesto come mai non avessi inserito le regole.
Un'amica ricordava con nostalgia le partite che facevamo da piccoli. E rifletteva, amaramente, che ne aveva oramai dimenticato le regole.
Sperando di fare cosa gradita a entrambi:
Un'amica ricordava con nostalgia le partite che facevamo da piccoli. E rifletteva, amaramente, che ne aveva oramai dimenticato le regole.
Sperando di fare cosa gradita a entrambi:
Il mercante in fiera
Le regole descritte sono quelle in uso a Milazzo (ME). Ma immagino che siano uguali in tutta Italia.
Si gioca a mercante in fiera con due mazzi di quaranta carte, raffiguranti persone (ad es. il lattante), animali (ad es. la foca) o cose (ad es. la gondola). Le figure dei due mazzi sono uguali, mentre il dorso è di colore differente.
Uno dei giocatori fa il mercante. Il mercante prende uno dei due mazzi e distribuisce, a modico prezzo (ad es. 1 euro), una carta a tutti i partecipanti. Le altre carte sono vendute all'asta. Il mercante decide quante carte vendere di volta in volta (di solito un numero compreso tra 1 e 4). Più il mercante è bravo, più soldi riesce a raccogliere con l'asta. E a far divertire i partecipanti. A Milazzo abbiamo Pippo, un'istituzione. Temo che non sia disponibile per trasferte. Però se volete mi informo.
Esaurite le carte del primo mazzo, si prende il secondo mazzo. Da questo vengono estratte 5 carte, senza che nessuno ne veda le relative figure. Le carte vengono posizionate una accanto all'altra al centro del tavolo. I soldi raccolti con la vendita iniziale e con l'asta vengono distribuiti su ciascuna delle 5 carte, in ordine crescente. Il quinto premio è la beffa (u chiaccu). Il valore è solitamente pari al prezzo della prima carta (1 euro).
Le carte del secondo mazzo che avanzano, quelle non vincenti, vengono estratte una ad una. Con grande sadismo del mercante. Alla fine resteranno solo 5 carte in mano ai partecipanti. Il primo e l'ultimo premio vengono estratti insieme.
Credo di avere detto tutto. Se manca qualcosa, o avete domande, commentate pure.
Buon divertimento.
Perego.
Scusate. Ho fatto vedere le foto della collina di Perego.
Un tributo ad Antonio Albanese è d'obbligo.
Un tributo ad Antonio Albanese è d'obbligo.
Brianza Alcoolica.
Tapasciata in Brianza. Dicesi tapasciata la corsa non competitiva che attraversa ameni paesini, campagne, boschi e affini, con punti di ristoro non convenzionali. Di solito servono acqua, tè, biscotti, salamella, e roba simile.
Oggi dovevo correre 20 km. Anziché correrli in città, mi sono aggregato a un gruppo di amici e li ho corsi nei paesini attorno a Monticello Brianza (LC).
Mi sono svegliato alle 5.50, ho preso due metropolitane, e ho fatto 40 km di macchina. C'era nebbia, fango (tanto), salite spezzafiato e tratti ghiacciati. Non c'erano neanche le salamelle.
Mi sono divertito tantissimo. E' difficile da spiegare a chi non corre. La tapasciata è un momento in cui i podisti, esseri alienati e, tendenzialmente, solitari, incontrano altri podisti (tanti) in un contesto scanzonato e non competitivo. Si chiacchiera, si corre, si corricchia, si fa qualche garetta. Si affrontano salite impervie cercando di sopravvivere e, se possibile, di arrivare in fondo sempre correndo. Si commenta quanto dura fosse quella o quell'altra salita.
E soprattutto si vedono paesaggi bellissimi e non convenzionali.
Ovviamente le foto sopra sono boutade. Uno scherzo. La foto della collina di Perego è questa.
Anche se non ho seguito affatto la tabella, l'allenamento è stato positivo. Ho corso i primi 2 km con Oliviero a 4'40'' al km. Poi ho seguito per un po' Manlio, a una velocità più moderata. Poi ho ripreso Oliviero, e siamo arrivati insieme al traguardo.
Oliviero è un ragazzo di 55 anni che corre con la società sportiva Atleti Campo Giuriati. In meno di quindici anni ha corso una cinquantina di maratone e diverse 100 km. Ci eravamo conosciuti sul pullman del Gazzetta Runners Club per la maratona di Firenze. Qui per il racconto di quell'avventura,
Manlio è Manlio Gasparotto. Un mito fatto blog. Trascinatore di tanti sedentari, fondatore del Gazzetta Runners Club e organizzatore di grandi avventure. Delle tante, ho partecipato a quella di Firenze, di cui sopra e, soprattutto, alla Strongman Run. Una gara che aveva così tanto fango in cui correre, che al confronto la tapasciata di oggi sembrava il deserto del Sahara.
Qui il racconto della Strongman Run (in fondo, un contributo del sottoscritto).
Sto divagando troppo. Colpa della Brianza. E dell'ottimo brunch che è seguito. Brianza nebbiosa. Brianza fangosa. Brianza ghiacciata. Per fortuna c'è anche Brianza Alcoolica.
Oggi dovevo correre 20 km. Anziché correrli in città, mi sono aggregato a un gruppo di amici e li ho corsi nei paesini attorno a Monticello Brianza (LC).
Mi sono svegliato alle 5.50, ho preso due metropolitane, e ho fatto 40 km di macchina. C'era nebbia, fango (tanto), salite spezzafiato e tratti ghiacciati. Non c'erano neanche le salamelle.
Mi sono divertito tantissimo. E' difficile da spiegare a chi non corre. La tapasciata è un momento in cui i podisti, esseri alienati e, tendenzialmente, solitari, incontrano altri podisti (tanti) in un contesto scanzonato e non competitivo. Si chiacchiera, si corre, si corricchia, si fa qualche garetta. Si affrontano salite impervie cercando di sopravvivere e, se possibile, di arrivare in fondo sempre correndo. Si commenta quanto dura fosse quella o quell'altra salita.
E soprattutto si vedono paesaggi bellissimi e non convenzionali.
la collina di Perego
la vista dalla collina di Perego
Ovviamente le foto sopra sono boutade. Uno scherzo. La foto della collina di Perego è questa.
(nella foto: la collina di Perego. Tutta da immaginare)
(nella foto: il maratoneta osserva la collina di Perego, basito)
Anche se non ho seguito affatto la tabella, l'allenamento è stato positivo. Ho corso i primi 2 km con Oliviero a 4'40'' al km. Poi ho seguito per un po' Manlio, a una velocità più moderata. Poi ho ripreso Oliviero, e siamo arrivati insieme al traguardo.
Oliviero è un ragazzo di 55 anni che corre con la società sportiva Atleti Campo Giuriati. In meno di quindici anni ha corso una cinquantina di maratone e diverse 100 km. Ci eravamo conosciuti sul pullman del Gazzetta Runners Club per la maratona di Firenze. Qui per il racconto di quell'avventura,
(nella foto: l'atleta con il maratoneta)
Manlio è Manlio Gasparotto. Un mito fatto blog. Trascinatore di tanti sedentari, fondatore del Gazzetta Runners Club e organizzatore di grandi avventure. Delle tante, ho partecipato a quella di Firenze, di cui sopra e, soprattutto, alla Strongman Run. Una gara che aveva così tanto fango in cui correre, che al confronto la tapasciata di oggi sembrava il deserto del Sahara.
Qui il racconto della Strongman Run (in fondo, un contributo del sottoscritto).
Sto divagando troppo. Colpa della Brianza. E dell'ottimo brunch che è seguito. Brianza nebbiosa. Brianza fangosa. Brianza ghiacciata. Per fortuna c'è anche Brianza Alcoolica.
2011-01-08
Allenamento incrociato.
1 km nuoto.
500 m trasporto spesa.
8 camicie, 5 maglie, 2 pantaloni ferro da stiro.
Domani, 21 km a Monticello di Brianza (Lecco), con Oliviero e Manlio. Spero di avere ancora energie. Il ferro da stiro è stato provante. Basteranno le alghe che mangio stasera?
p.s.
La Hall of Fame è stata aggiornata. Grazie, davvero.
p.p.s.
Sul ferro da stiro volevo fare una battuta sull'ironman. Ma l'avrebbero capita in pochi. Chi la immagina (e l'ha capita) è autorizzato a ridere. O a piangere.
500 m trasporto spesa.
8 camicie, 5 maglie, 2 pantaloni ferro da stiro.
(nella foto: cross-training)
Domani, 21 km a Monticello di Brianza (Lecco), con Oliviero e Manlio. Spero di avere ancora energie. Il ferro da stiro è stato provante. Basteranno le alghe che mangio stasera?
p.s.
La Hall of Fame è stata aggiornata. Grazie, davvero.
p.p.s.
Sul ferro da stiro volevo fare una battuta sull'ironman. Ma l'avrebbero capita in pochi. Chi la immagina (e l'ha capita) è autorizzato a ridere. O a piangere.
2011-01-07
Pull the finger.
Il meteo di Repubblica si sbagliava. Alle 6.10 del mattino c'è troppo freddo per la pioggia.
Parco Sempione ghiacciato, anche oggi giro in città. Al contrario dell'altra volta c'era più gente. Non le ho contate tutte, ma saranno state almeno tre persone.
Prima visita: Montenapoleone. Per i saldi. Poi un saluto agli Omenoni e passaggio alla marziana in Galleria.
Da tempo volevo vedere il dito di quel genio di Cattelan (laurea honoris causa a Trento, in sociologia). Quale migliore occasione? Ci ho messo un poco a trovare la Borsa, tra i vicoli vicino Piazza Cordusio. Ma alla fine, eccolo lì, in tutta la sua metaforica profondità.
Mi trovavo già al 9° km e decisi di riprendere la strada di casa. Fu a quel punto che, complice il freddo al pancino, si fece sentire la cena della sera prima. Anche se ancora non pioveva, cominciò a tuonare.
(nella foto: il pensiero positivo visualizzato per 12 km)
Parco Sempione ghiacciato, anche oggi giro in città. Al contrario dell'altra volta c'era più gente. Non le ho contate tutte, ma saranno state almeno tre persone.
Prima visita: Montenapoleone. Per i saldi. Poi un saluto agli Omenoni e passaggio alla marziana in Galleria.
Da tempo volevo vedere il dito di quel genio di Cattelan (laurea honoris causa a Trento, in sociologia). Quale migliore occasione? Ci ho messo un poco a trovare la Borsa, tra i vicoli vicino Piazza Cordusio. Ma alla fine, eccolo lì, in tutta la sua metaforica profondità.
(nella foto: un saluto dai fratelli Lehman)
Mi trovavo già al 9° km e decisi di riprendere la strada di casa. Fu a quel punto che, complice il freddo al pancino, si fece sentire la cena della sera prima. Anche se ancora non pioveva, cominciò a tuonare.
2011-01-06
Justrunning.
Grandi novità. E' stata aggiornata la pagina di Justgiving. Per chi non lo sapesse, Justgiving è il modo diretto per contribuire alla causa.
La pagina della squadra per Londra è questa: http://www.justgiving.com/Rexel-UK-Green-Team
Dato che è in inglese, ho pubblicato le istruzioni qui.
Come dicevo, è stata aggiornata la pagina della squadra. Da ieri è presente anche questa fotografia.
Ne ho di migliori, ma questa era l'unica in cui si vedeva bene il simbolo del nostro grande club.
Mi è stato chiesto anche di scrivere una frase che rappresenti la mia preparazione per Londra. Di solito ho due mantra che ripeto durante la maratona: "don't dream it, be it" e "no one can stop us now, 'cause we are all made of stars". Il primo è il finale di The Rocky Horror Picture Show. Il secondo è il ritornello di una canzone di Moby. Mi sembravano banali per lo scopo.
Quindi me ne sono uscito con questa frase: "I don't know how to run a marathon. I can just dream it, plan it, be it!" (trad.: "Non so come correre una maratona. Posso solo sognarla, pianificarla, esserla"). Presuntuosa. Mi descrive bene. Però se ne avete in mente di migliori, posso cambiarla con una che mi faccia sembrare meno "prick" (trad1, trad2). Fatemi sapere.
Prosegue la preparazione per Milano-Londra. Ieri (mercoledì 5 gennaio) ripetute/fartlek. Ho eliminato un chilometro dal riscaldamento. Sarei arrivato in ritardo al cinema. American Life, stupendo film di Sam Mendes. Stile Juno per intenderci, ma più maturo. E gli attori protagonisti erano davvero bravi.
Allenamento. Come dicevo: ripetute/fartlek. Ho accelerato un poco il recupero per le ragioni di cui sopra. Quindi da ripetute si sono trasformate in fartlek. Alla fine stavo bene. E il film era davvero appagante. Quasi come il panino alla porchetta che ho mangiato prima.
Oggi (giovedì 6 gennaio) ho aggiunto il chilometro perso ieri. La tabella diceva corsa media. 9 km in leggero crescendo, da 4'40'' a 4'20'' al km. Ho deciso di guardare poco il cronometro e di seguire soprattutto l'istinto. Alla fine, sui 10 km, ho tenuto una media di 4'21'' al km. Il mio istinto mi vuole fare correre veloce. E non va bene. Cattivo istinto.
Domani ci sono i leoni (hic sunt leones). Sveglia alle 5 e 40 per correre 12 km prima di andare a lavoro. Un po' come l'altra volta. In fondo poteva andare peggio. Poteva piovere.
La pagina della squadra per Londra è questa: http://www.justgiving.com/Rexel-UK-Green-Team
Dato che è in inglese, ho pubblicato le istruzioni qui.
Come dicevo, è stata aggiornata la pagina della squadra. Da ieri è presente anche questa fotografia.
(nella foto: 33° km di Firenze. Un sorriso "spontaneo" per il fotografo)
Ne ho di migliori, ma questa era l'unica in cui si vedeva bene il simbolo del nostro grande club.
Mi è stato chiesto anche di scrivere una frase che rappresenti la mia preparazione per Londra. Di solito ho due mantra che ripeto durante la maratona: "don't dream it, be it" e "no one can stop us now, 'cause we are all made of stars". Il primo è il finale di The Rocky Horror Picture Show. Il secondo è il ritornello di una canzone di Moby. Mi sembravano banali per lo scopo.
Quindi me ne sono uscito con questa frase: "I don't know how to run a marathon. I can just dream it, plan it, be it!" (trad.: "Non so come correre una maratona. Posso solo sognarla, pianificarla, esserla"). Presuntuosa. Mi descrive bene. Però se ne avete in mente di migliori, posso cambiarla con una che mi faccia sembrare meno "prick" (trad1, trad2). Fatemi sapere.
Allenamento
Prosegue la preparazione per Milano-Londra. Ieri (mercoledì 5 gennaio) ripetute/fartlek. Ho eliminato un chilometro dal riscaldamento. Sarei arrivato in ritardo al cinema. American Life, stupendo film di Sam Mendes. Stile Juno per intenderci, ma più maturo. E gli attori protagonisti erano davvero bravi.
Allenamento. Come dicevo: ripetute/fartlek. Ho accelerato un poco il recupero per le ragioni di cui sopra. Quindi da ripetute si sono trasformate in fartlek. Alla fine stavo bene. E il film era davvero appagante. Quasi come il panino alla porchetta che ho mangiato prima.
Oggi (giovedì 6 gennaio) ho aggiunto il chilometro perso ieri. La tabella diceva corsa media. 9 km in leggero crescendo, da 4'40'' a 4'20'' al km. Ho deciso di guardare poco il cronometro e di seguire soprattutto l'istinto. Alla fine, sui 10 km, ho tenuto una media di 4'21'' al km. Il mio istinto mi vuole fare correre veloce. E non va bene. Cattivo istinto.
Domani ci sono i leoni (hic sunt leones). Sveglia alle 5 e 40 per correre 12 km prima di andare a lavoro. Un po' come l'altra volta. In fondo poteva andare peggio. Poteva piovere.
(nella foto: il peggio)
2011-01-05
Tabelle. Terza settimana.
Terza settimana dall'inizio ufficiale dell'allenamento per Milano e Londra.
Quindi (rullo di tamburi) TERZA TABELLA!!!
Questa settimana, complici ferie ed Epifania, il carico è piuttosto elevato.
Del primo e del secondo giorno si è già parlato.
Oggi: ripetute. Giovedì e venerdì: uscite a ritmo medio. Domenica: lungo.
Vediamo se questa volta ce la faccio. AH.
Quindi (rullo di tamburi) TERZA TABELLA!!!
(nell'immagine: la mia morte)
Questa settimana, complici ferie ed Epifania, il carico è piuttosto elevato.
Del primo e del secondo giorno si è già parlato.
Oggi: ripetute. Giovedì e venerdì: uscite a ritmo medio. Domenica: lungo.
Vediamo se questa volta ce la faccio. AH.
Capodanno trentino.
Buon anno.
Che bello scrivere con una tastiera pulita. Beh, non è proprio pulita. Ma almeno so che c'ho fatto.
Quest'anno grande festa in Trentino. Pochi ma buoni, ospiti di una grande amica.
Il primo di gennaio, sveglia presto per visitare la città di Bressanone. Desideravo farlo da tempo, dicono che ci sia lo strudel più buono della regione.
Visita all'abbazia di Novacella, consigliatami nientepopodimenoche dal Prof. Diego Quaglioni ai tempi dell'Università (i trentini sanno di che parlo). Pomeriggio di riposo all'Acquarena.
Quello che ho fatto il 2 gennaio lo sapete già.
Il 3 gennaio, altro grande evento (per il sottoscritto). Dopo più di tre anni ho rimesso gli sci ai piedi. Come alcuni di voi sanno già, giocando a calcetto, nel marzo 2008 lacerai il legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Fui operato ad agosto 2008 dal Dott. Andrea Cescatti, dell'ospedale di Rovereto. Da allora ho corso tre maratone, diverse mezze maratone e ho ripreso a giocare a calcetto. Ma non avevo più sciato.
Con un amico, del quale sentirete parlare, la sua famiglia, e altri due amici trentini, abbiamo affrontato il Sellaronda.
Il Sellaronda (o giro dei quattro passi), è un giro sciistico. Sci ai piedi, si percorrono quattro passi dolomitici intorno al massiccio del Gruppo Sella. La vista è mozzafiato e le piste sono tra le più belle al mondo. Alla partenza c'erano -12°.
Ero piuttosto preoccupato per la difficoltà del percorso. Ci ha pensato la nostra guida a rassicurarmi: "non ti preoccupare Vale, le piste nere bisogna andarsele a cercare". Ne abbiamo trovate sei. Che fortunelli!
Nonostante la difficoltà del percorso e il freddo, la giornata è stata fantastica. I muscoli non hanno sofferto troppo il mio stile "violento" (d'altra parte sono stato azzurro di sci). E alla fine mi è anche passato il fastidio al ginocchio sinistro.
Il giorno dopo, 4 gennaio, 3 km a 4'40'', 5 km a 4'30 e 1 km a 4'20''. Si inizia a fare sul serio.
Che bello scrivere con una tastiera pulita. Beh, non è proprio pulita. Ma almeno so che c'ho fatto.
Quest'anno grande festa in Trentino. Pochi ma buoni, ospiti di una grande amica.
(nella foto: quel che resta del 2010)
Il primo di gennaio, sveglia presto per visitare la città di Bressanone. Desideravo farlo da tempo, dicono che ci sia lo strudel più buono della regione.
Visita all'abbazia di Novacella, consigliatami nientepopodimenoche dal Prof. Diego Quaglioni ai tempi dell'Università (i trentini sanno di che parlo). Pomeriggio di riposo all'Acquarena.
Quello che ho fatto il 2 gennaio lo sapete già.
Il 3 gennaio, altro grande evento (per il sottoscritto). Dopo più di tre anni ho rimesso gli sci ai piedi. Come alcuni di voi sanno già, giocando a calcetto, nel marzo 2008 lacerai il legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Fui operato ad agosto 2008 dal Dott. Andrea Cescatti, dell'ospedale di Rovereto. Da allora ho corso tre maratone, diverse mezze maratone e ho ripreso a giocare a calcetto. Ma non avevo più sciato.
Con un amico, del quale sentirete parlare, la sua famiglia, e altri due amici trentini, abbiamo affrontato il Sellaronda.
(nella foto: in verde, 26 km di piste)
Il Sellaronda (o giro dei quattro passi), è un giro sciistico. Sci ai piedi, si percorrono quattro passi dolomitici intorno al massiccio del Gruppo Sella. La vista è mozzafiato e le piste sono tra le più belle al mondo. Alla partenza c'erano -12°.
(nella foto: fisica sperimentale. Gli effetti sull'acqua minerale della permanenza per sei ore in una macchina parcheggiata a Santa Cristina il 3 gennaio 2011. Esito dell'esperimento: si ghiaccia)
Ero piuttosto preoccupato per la difficoltà del percorso. Ci ha pensato la nostra guida a rassicurarmi: "non ti preoccupare Vale, le piste nere bisogna andarsele a cercare". Ne abbiamo trovate sei. Che fortunelli!
Nonostante la difficoltà del percorso e il freddo, la giornata è stata fantastica. I muscoli non hanno sofferto troppo il mio stile "violento" (d'altra parte sono stato azzurro di sci). E alla fine mi è anche passato il fastidio al ginocchio sinistro.
(nella foto: un uomo felice nonostante i -15° in cima al Pordoi. Ha contribuito alla causa)
Il giorno dopo, 4 gennaio, 3 km a 4'40'', 5 km a 4'30 e 1 km a 4'20''. Si inizia a fare sul serio.
2011-01-02
Notizie dal fronte settentrionale.
Fronte del Brennero STOP Trento STOP internet point STOP corso 14 km STOP 2 km 4'40'' STOP 12 km 4'02 STOP tabelle rispettate STOP prossime tabelle 5 gennaio STOP torno Milano STOP tastiera appiccicaticcia STOP che schifo
(Traduzione: sono a Trento in vacanza. Sto scrivendo da un internet point.
Stamattina ho corso 14 km. Sono incredibilmente riuscito a rispettare la tabella della settimana. Pubblicherò la prossima il 5 gennaio, quando tornerò a Milano.
Per ogni lettera che batto provo un grande disgusto. La tastiera è appiccicaticcia, non voglio immaginare che cosa c'ha fatto il tipo di prima. E non vi dico che cosa sta guardando il tizio accanto a me. Blah. Ok, ve lo dico: un video dei Tokyo Hotel)
(Traduzione: sono a Trento in vacanza. Sto scrivendo da un internet point.
Stamattina ho corso 14 km. Sono incredibilmente riuscito a rispettare la tabella della settimana. Pubblicherò la prossima il 5 gennaio, quando tornerò a Milano.
Per ogni lettera che batto provo un grande disgusto. La tastiera è appiccicaticcia, non voglio immaginare che cosa c'ha fatto il tipo di prima. E non vi dico che cosa sta guardando il tizio accanto a me. Blah. Ok, ve lo dico: un video dei Tokyo Hotel)
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