Happy St. Patrick's Day!!
Con qualche giorno di ritardo.
La festa di San Patrizio si tiene il 17 marzo. San Patrizio è il santo patrono dell'Irlanda. Festeggiare la sua festa a Londra è un po' come festeggiare l'Unità di Italia a Vienna.
Due Guinness, grazie.
San Patrizio è stato giovedì. Giovedì riposo dall'allenamento, ci si può tranquillamente ubriacare con colleghi e amici. Il problema è il venerdì.
Il venerdì a Londra è sacro. Si finisce di lavorare e si va al pub a ubriacarsi.
(se sono monotematico ditelo).
Come conciliare le sane tradizioni anglo-irlandesi e l'allenamento per Londra? Considerato anche che il 17 marzo mancava un mese alla maratona di Londra? E che ancora non è stata raggiunta quota mille? (questo non c'entra molto, era solo per ricordare che questo blog esiste per una causa. E che ci sono modi molto semplici per aiutare la causa: donate! donate! donate!).
Si diceva. Come ci si può ubriacare di giovedì sera (San Patrizio/Unità d'Italia) e di venerdì sera (fine della settimana lavorativa), salvando l'allenamento del venerdì?
Se fossi a Milano non saprei rispondere. A Londra è molto semplice: si corre in pausa pranzo.
Era la prima volta che usavo gli spogliatoi dello studio di Londra. Ci ho messo un po' di tempo a capire come funzionava il sistema.
Tutto tempo sottratto alla corsa, purtroppo. Tutto tempo sottratto alla visita della città.
La prima tappa è stato il Tamigi. Da dove mi trovo, vicino a Holborn, è piuttosto vicino. Peccato che in mezzo ci siano tante persone.
La fortuna di correre a Londra all'ora di pranzo, quando i marciapiedi sono pieni di gente, è che è Londra. Non se ne curano più di tanto. Avrei potuto correre nudo. Se solo fosse stata estate...
Superata la marea di gente, ho preso direzione est. Volevo vedere il numero 10 di Downing Street, l'abitazione del Premier inglese. Mi ha molto colpito. Intanto non si vedevano 17enni procaci, entrare scortate da Scotland Yard (per inciso, tutti i colleghi hanno fatto commenti poco lusinghieri su Berlusconi).
Era una casa molto normale. In una strada molto normale. L'unica differenza rispetto alle foto è che è circondata da sbarre e sorvegliata dall'esercito. L'esercito e le sbarre erano comunque molto normali.
Da lì sono andato a St. James Park, passando per il ministero degli esteri.
Il parco è molto carino. Ed è pieno di volatili (volevo scrivere uccelli, ma stasera mi hanno detto che faccio battute sceme). L'ansia di tornare in ufficio non me l'ha fatto godere più di tanto (il parco, non il volatile), ma merita altre puntate.
A quel punto c'erano due possibilità. Ripetere il percorso di prima, oppure continuare a esplorare la City of Westminster. Viva l'avventura.
La prima tappa di questo nuovo ritorno è stata la statua dell'Ammiraglio Nelson, Trafalgar Square.
Non ho idea di ciò che c'era dopo lungo la strada. Casette molto carine. Vicoli e viottoli caratteristici. Poi per fortuna la stazione di Holborn.
L'arrivo all'ufficio è stato in mega ritardo rispetto a quanto programmato. E solo 8 km corsi. In definitiva, per rispondere alla domanda iniziale: come ci si può ubriacare di giovedì sera (San Patrizio) e di venerdì sera (fine della settimana lavorativa), salvando l'allenamento del venerdì?
La risposta è semplice: non lavorando.
E comunque la Sacher fa schifo. Viva l'Italia!!!
Questo blog non sarà più aggiornato.
Il Maratoneta continua a pubblicare su http://piovonorunners.blogspot.com/
Ci vediamo lì.
Visualizzazione post con etichetta Riposo. Mostra tutti i post
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2011-03-18
2011-01-27
Il terzo giorno.
Sono passati tre giorni dal furto del Razzo missile. E chi legge ne ha giustamente le scatole piene.
Indi per cui, oggi si cambia ritmo. Basta piagnistei, basta rabbia, basta tragedie.
Ho ricevuto abbastanza sostegno e abbastanza consigli per superare anche questo trauma.
Non me ne abbiano a male gli altri, ma il consiglio che ho apprezzato di più viene da Gino. Lo trovate ai commenti del post di ieri, "Che mondo difficile.". E' così bello che deve essere riportato per esteso qui sotto:
E' tempo di comprare un tronchese. E' tempo di salutare con gioia l'aggiornamento della Hall of Fame (grazie podisti che piovono). E' tempo di andarmi a riposare.
Come dissi una volta a una sfegatanda lettrice di Milano-Londra: non ho giornate di 48 ore. Aggiungo stasera: e ogni tanto devo far riposare le membra.
Indi per cui, non mi resta che cliccare "pubblica post". E andare a letto a leggere Il pugno invisibile. Poscia, mi addormenterò, per svegliarmi alle 5.30 e correre 14 km. Ma questa sarà un'altra storia. E soprattutto, un altro giorno.
Indi per cui, oggi si cambia ritmo. Basta piagnistei, basta rabbia, basta tragedie.
Ho ricevuto abbastanza sostegno e abbastanza consigli per superare anche questo trauma.
Non me ne abbiano a male gli altri, ma il consiglio che ho apprezzato di più viene da Gino. Lo trovate ai commenti del post di ieri, "Che mondo difficile.". E' così bello che deve essere riportato per esteso qui sotto:
"[C]onsiglio rapido ed economico rimedio. Acquista un tronchese (o una tranchese, che dir si voglia) che possa tagliare cavi d'acciaio fino a uno spessore di 5-6 mm e infilalo in uno zaino. Fai una passeggiata in zone poco illuminate e il gioco è fatto.
Il bello sarà che, in caso di ulteriore furto, non avrai bisogno di spendere altro denaro, potrai riutilizzare il tronchese..."
E' tempo di comprare un tronchese. E' tempo di salutare con gioia l'aggiornamento della Hall of Fame (grazie podisti che piovono). E' tempo di andarmi a riposare.
Come dissi una volta a una sfegatanda lettrice di Milano-Londra: non ho giornate di 48 ore. Aggiungo stasera: e ogni tanto devo far riposare le membra.
Indi per cui, non mi resta che cliccare "pubblica post". E andare a letto a leggere Il pugno invisibile. Poscia, mi addormenterò, per svegliarmi alle 5.30 e correre 14 km. Ma questa sarà un'altra storia. E soprattutto, un altro giorno.
2011-01-22
Il primo mese.
Oggi Milano-Londra compie un mese. Sembra passato un anno.
Ricordo ancora quando ripubblicavo ogni post sul mio profilo facebook. I primi: "Qui comincia l'avventura...", "La piscina era chiusa.", "Lasagne e corsa.", e tutti gli altri a seguire. Tormentavo chiunque affinché leggesse e mi desse opinioni sull'ultimo post pubblicato. Sembra passato un giorno.
Avrei voluto scrivere qualcosa di grandioso per questo evento. Parlare dell'EEIBA, scrivere le pagine che ancora portano la scritta "[in costruzione]" nella barra in alto. Per intenderci, la barra con Un fiorino!
Sono in ufficio a lavorare. E quando (rectius: se) uscirò, vorrò godermi questa splendida giornata.
Ho giusto il tempo di scrivere "QUALCOSA DI GRANDIOSO".
Per festeggiare ci saranno altre occasioni. Ma se proprio volete ballare:
Anticipazioni.
Per domani si prevede il racconto della mezza maratona di San Gaudenzio, come ricevere Il pugno invisibile e le tabelle della sesta settimana.
Lo so, lo so. L'attesa è durissima.
Potete ingannarla leggendo i post in archivio. E dandomi opinioni a riguardo.
Ricordo ancora quando ripubblicavo ogni post sul mio profilo facebook. I primi: "Qui comincia l'avventura...", "La piscina era chiusa.", "Lasagne e corsa.", e tutti gli altri a seguire. Tormentavo chiunque affinché leggesse e mi desse opinioni sull'ultimo post pubblicato. Sembra passato un giorno.
Avrei voluto scrivere qualcosa di grandioso per questo evento. Parlare dell'EEIBA, scrivere le pagine che ancora portano la scritta "[in costruzione]" nella barra in alto. Per intenderci, la barra con Un fiorino!
Sono in ufficio a lavorare. E quando (rectius: se) uscirò, vorrò godermi questa splendida giornata.
Ho giusto il tempo di scrivere "QUALCOSA DI GRANDIOSO".
Per festeggiare ci saranno altre occasioni. Ma se proprio volete ballare:
Anticipazioni.
Per domani si prevede il racconto della mezza maratona di San Gaudenzio, come ricevere Il pugno invisibile e le tabelle della sesta settimana.
Lo so, lo so. L'attesa è durissima.
Potete ingannarla leggendo i post in archivio. E dandomi opinioni a riguardo.
2011-01-20
Note di servizio.
Lo spazio di oggi è dedicato a Nati per correre.
Per chi vuole proprio sapere come procede l'allenamento: oggi riposo. Totale, non come l'altra volta.
Questa settimana prevede solo quattro allenamenti. Il terzo è domani, il quarto è domenica, con la mezza maratona di San Gaudenzio.
Per domani, 10 km veloci. 8 km a 4'30'' al km e 2 km a 4'20'' al km. Sveglia masochistica alle 5.40.
Adesso scusate ma devo andare a eseguire la manovra Tafazzi. Ma prima: Nati per correre.
Per chi vuole proprio sapere come procede l'allenamento: oggi riposo. Totale, non come l'altra volta.
Questa settimana prevede solo quattro allenamenti. Il terzo è domani, il quarto è domenica, con la mezza maratona di San Gaudenzio.
Per domani, 10 km veloci. 8 km a 4'30'' al km e 2 km a 4'20'' al km. Sveglia masochistica alle 5.40.
Adesso scusate ma devo andare a eseguire la manovra Tafazzi. Ma prima: Nati per correre.
2011-01-18
Yabadabadoo.
Dopo quattro giorni di corsa un giorno di riposo fisico ci può stare.
Qualcosa del genere, ma senza le sigarette.
Poi ho realizzato che l'ultimo allenamento è stato ieri mattina (lunedì). Il prossimo sarà domani sera (mercoledì). Oltre 60 ore senza nessuna attività legata alla maratona?!?
Non è ammissibile.
Ho preso la corda e ho cominciato a saltare. Raggiunto quello che ritenevo essere il limite di sopportazione dei vicini (120 salti), sono passato ad addominali, spalle, schiena e braccia.
Flessioni, piegamenti, sollevamenti. Tutto quanto possa aiutare a mantenere stabile il busto durante la corsa. Gli anglofoni la chiamano "core stability". Fondamentale per aumentare l'efficienza del passo. E per continuare a correre quando finiscono le energie. E per fare colpo sulle pulzelle.
Infine, per non farsi mancare nulla, ho stirato due camicie.
Adesso sono davvero in gran forma. Mi guardo allo specchio e penso: "certo che le camicie che non si stirano sono davvero una grande invenzione".
Domani mattina non riuscirò ad alzarmi dal letto.
Qualcosa del genere, ma senza le sigarette.
Poi ho realizzato che l'ultimo allenamento è stato ieri mattina (lunedì). Il prossimo sarà domani sera (mercoledì). Oltre 60 ore senza nessuna attività legata alla maratona?!?
Non è ammissibile.
Ho preso la corda e ho cominciato a saltare. Raggiunto quello che ritenevo essere il limite di sopportazione dei vicini (120 salti), sono passato ad addominali, spalle, schiena e braccia.
Flessioni, piegamenti, sollevamenti. Tutto quanto possa aiutare a mantenere stabile il busto durante la corsa. Gli anglofoni la chiamano "core stability". Fondamentale per aumentare l'efficienza del passo. E per continuare a correre quando finiscono le energie. E per fare colpo sulle pulzelle.
Infine, per non farsi mancare nulla, ho stirato due camicie.
Adesso sono davvero in gran forma. Mi guardo allo specchio e penso: "certo che le camicie che non si stirano sono davvero una grande invenzione".
Domani mattina non riuscirò ad alzarmi dal letto.
(nella foto: il tentativo n. 128)
2011-01-13
Tendènze.
Oggi la tabella settimanale prevedeva riposo. E ho rispettato il Suo diktat con mooolta fatica.
Stamattina mi sono svegliato alle 7 e mezza. Stasera ho mangiato alle 20 e 40. Pubblico questo post e vado a letto. Mi guardo un film, leggo un libro, faccio altro.
Noia? No, gioia.
La gioia di essermi imbattuto in questo blog: http://piovonorunners.blogspot.com/
Un amico (che avrei tanto voluto coinvolgere nella Relay Marathon di Milano, grrrr), ha deciso di correre la Relay Marathon di Milano (grrrr) con altri. Aveva già fatto questa scelta prima che glielo chiedessi, sei giorni fa. E per questo perdono lui e i suoi amici. E li assolvo da ogni peccato.
Il post dell'intervista al New York Times aveva anche una funzione esorcizzante. Dopo avere visto il numero di contatti che questo luogo stava avendo (grazie), avere ricevuto email (grazie), citazioni in altri blog ben più prestigiosi (grazie), contributi alla Causa (grazie), cominciavo a pavoneggiarmi troppo (prego). Quantomeno più del solito.
Capitemi, sono un umile ragazzo di provincia, figlio di un falegname. Nato in una stalla insieme a un bue e a un asinello. Adesso la gente legge, interpreta e commenta episodi della mia vita terrena. Che cosa dovrei pensare?
Nella corsa, come nella vita, non è bene farsi trascinare dall'orgoglio e dalla superbia. Aumentano i battiti cardiaci, si dimenticano i veri obbiettivi, si rischia di perdere gli amici.
Poi ho ricevuto il messaggio di Carlo, che mi annunciava l'apertura del suo blog. Dopo essere rimasto "affascinato" dal mio.
Per i miracoli: race4charity@gmail.com
Per le indulgenze: Un fiorino!
Stamattina mi sono svegliato alle 7 e mezza. Stasera ho mangiato alle 20 e 40. Pubblico questo post e vado a letto. Mi guardo un film, leggo un libro, faccio altro.
Noia? No, gioia.
La gioia di essermi imbattuto in questo blog: http://piovonorunners.blogspot.com/
Un amico (che avrei tanto voluto coinvolgere nella Relay Marathon di Milano, grrrr), ha deciso di correre la Relay Marathon di Milano (grrrr) con altri. Aveva già fatto questa scelta prima che glielo chiedessi, sei giorni fa. E per questo perdono lui e i suoi amici. E li assolvo da ogni peccato.
Il post dell'intervista al New York Times aveva anche una funzione esorcizzante. Dopo avere visto il numero di contatti che questo luogo stava avendo (grazie), avere ricevuto email (grazie), citazioni in altri blog ben più prestigiosi (grazie), contributi alla Causa (grazie), cominciavo a pavoneggiarmi troppo (prego). Quantomeno più del solito.
Capitemi, sono un umile ragazzo di provincia, figlio di un falegname. Nato in una stalla insieme a un bue e a un asinello. Adesso la gente legge, interpreta e commenta episodi della mia vita terrena. Che cosa dovrei pensare?
Nella corsa, come nella vita, non è bene farsi trascinare dall'orgoglio e dalla superbia. Aumentano i battiti cardiaci, si dimenticano i veri obbiettivi, si rischia di perdere gli amici.
Poi ho ricevuto il messaggio di Carlo, che mi annunciava l'apertura del suo blog. Dopo essere rimasto "affascinato" dal mio.
Per i miracoli: race4charity@gmail.com
Per le indulgenze: Un fiorino!
(nella foto: il maratoneta si prepara a trasformare l'acqua in caffè)
2011-01-11
Pausa.
Nel linguaggio silenzi e parole hanno pari dignità. Nella corsa no. La parola (il lavoro) è più importante del silenzio (la pausa). Però a volte le pause aiutano.
Le pause consentono di apprezzare il lavoro. E danno a corpo e mente tempo per il recupero.
Oggi pausa. Oggi niente nebbia, pioggia o fatica di altro genere da raccontare.
Lascio la parola a un articolo apparso sul numero di dicembre di Runner's World Italia. Nell'articolo si parla della poca "internazionalizzazione" dei podisti italiani. E' interessante soprattutto un passaggio, che ho evidenziato.
Si ricollega idealmente a quello che ieri Manlio ha scritto qui. E che riporto in estratto qui sotto.
Consoliamoci, almeno siamo puliti. Al contrario di inglesi e francesi.
Vi lascio alle parole del direttore di Runner's World Italia. Buona lettura. E buona pausa.
p.s.
Per leggere cliccare sull'articolo.
Le pause consentono di apprezzare il lavoro. E danno a corpo e mente tempo per il recupero.
Oggi pausa. Oggi niente nebbia, pioggia o fatica di altro genere da raccontare.
Lascio la parola a un articolo apparso sul numero di dicembre di Runner's World Italia. Nell'articolo si parla della poca "internazionalizzazione" dei podisti italiani. E' interessante soprattutto un passaggio, che ho evidenziato.
Si ricollega idealmente a quello che ieri Manlio ha scritto qui. E che riporto in estratto qui sotto.
"Valerio, tra parentesi atleta GRC..., sta preparando la maratona di Londra alla quale è riuscito a iscriversi con una onlus inglese alla quale destinerà il denaro che sta raccogliendo. Il suo è un bel progetto, anche perché dimostra che anche noi italiani sappiamo correre per beneficenza e non soltanto sui tracciati di casa: qui c'è molto da fare perché all'estero si stanno facendo una brutta idea del runner italiano, ma ci torneremo. Per ora vi invito a far girare la voce sulla maratona di Valerio e sulla sua iniziativa, che lui descrive e aggiorna sul suo blog nato per l'occasione: fare del bene (anche con la maratona di Milano, dove organizzerà una staffetta)"Non che me ne freghi tanto di quello che pensano all'estero. Non hanno neanche il bidet. Però dispiace essere ritenuti per principio inaffidabili. Solo perché italiani.
Consoliamoci, almeno siamo puliti. Al contrario di inglesi e francesi.
Vi lascio alle parole del direttore di Runner's World Italia. Buona lettura. E buona pausa.
p.s.
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