Questo blog non sarà più aggiornato.
Il Maratoneta continua a pubblicare su http://piovonorunners.blogspot.com/
Ci vediamo lì.
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2011-04-28

Qui finisce l'avventura.

Quattro mesi fa iniziò tutto con questo primo post, poi adattato e ripubblicato qui come intro. Ho i brividi a ripensare a quei momenti. Era dicembre.

Allora mi trovavo in Sicilia, a Milazzo. Avevo finito la tre giorni di esami di stato a Milano, salutato i colleghi di studio e tornato a casa, a Milazzo. Tre settimane prima Stefano Perego mi aveva confermato che avrei avuto un pettorale per Londra, e che avrei dovuto raccogliere 1.000 sterline per l'EEIBA per meritarmelo. Avevo già in mente che cosa avrei fatto: il blog, gli sponsor, OK il tempo è giusto!. Non avrei mai potuto immaginare che cosa sarebbe successo dopo.

L'intervista al New York Times? Bazzecole. La sfida con Gigi di Bergamo? Una passeggiata. Il record sulla mezza maratona? Pfff. La staffetta di Milano? Quasi ci siamo. Il record sulla maratona? Sì, ok, ma ancora non l'ho vinta la maratona.

Le persone che ho incontrato. Uno pensa che correre sia un'esperienza solitaria. I cacciatori di teste consigliano di aggiungere uno sport di squadra nel curriculum vitae. "Corri. Interessante, vuol dire che sei uno che lavora per obbiettivi, che sai lavorare da solo. Mi piace. Ma aggiungimi uno sport di squadra, chessò il floorball, che la corsa da sola fa troppo "loner"".

Non mi sono mai sentito così in compagnia come in questi quattro mesi. Email, commenti, telefonate, donazioni, chiacchiere, aperitivi, birre, corse in compagnia, missioni marziane, staffette. Interazione. Comunicazione.

Certo, la maratona l'ho corsa da solo. Ma quella è durata 3 ore 5 minuti e 41 secondi. Per la prima volta da quando ho iniziato a correre maratone, tutto il resto ha avuto più importanza.

E questo grazie all'EEIBA. Alla Fondazione de Marchi. A chi leggeva Milano-Londra.

Ma soprattutto a chi ha cacciato la grana. Che ha potuto vedere in esclusiva le foto della maratona. E che riceverà questi bellissimi souvenir della maratona di Londra (prima o poi).




Non potrò mai ringraziarvi abbastanza.

Il blog Milano-Londra chiude qui.

Giusto il tempo di dare un po' di numeri.
  • 1.008,5 km percorsi.
  • 402,02 euro raccolti per la Fondazione de Marchi dalle squadre di Milano-Londra (e non è ancora finita).
  • 10.950 sterline raccolte dall'EEIBA come squadra (e non è ancora finita).
  • 1.055,55 sterline raccolte per l'EEIBA (e non è ancora finita).
Non potrò mai ringraziarvi abbastanza.





"Voglio Rifarmi una Vita"


Per quattro mesi ha fracassato i corbelli ad amici, conoscenti e persone che passavano per la strada. Adesso che qualcuno iniziava a leggerlo, Valerio Scollo vorrebbe smettere. Illuso.


"Per me va bene"
"Carletto e Nizza che dicono?"
"Carlettoooooo!! Nizzaaaaaa!!! Può scrivere anche Valerio su Piovono Runners?"
"Ma vivete insieme?"
"No. Ma comunque han detto che va bene."
"Grande! Lo vado a dire a Rachel Donadio"

2011-02-01

Correre da fermi.

Correre da fermi è la nuova iniziativa dei Podisti che piovono.

E' un gioco semplice e geniale: si scelgono un libro, un film e una musica che evochino l'esperienza della corsa.

L'obbiettivo è di creare biblioteca, videoteca e playlist ideali per il podista, o per l'aspirante tale.

Ho già comunicato le mie scelte. Qui vorrei motivarle.

1) Il libro è, ovviamente, Il pugno invisibile di Roberto Torti e Silvia Parisi. Non solo perché è il primo libro in palio con OK il tempo è giusto!

La vita di Giovanni Parisi è una maratona infinita. Due passaggi del libro sono particolarmente evocativi: il racconto di quando deve perdere tre chili per poter partecipare alle olimpiadi, e la scoperta di avere pugnato con una frattura longitudinale del metacarpo.
Che non so esattamente che cosa sia, ma deve fare molto male. Un po' come correre cinque chilometri con i crampi per arrivare al traguardo. Moltiplicato per mille.



2) Il film è Il maratoneta con Dustin Hoffman, Laurence Olivier e Roy Scheyder.
Lo so, è banale. Ma tutte le volte che corro le ripetute penso alla scena in cui Dustin Hoffman si fa cronometrare a Central Park.

Scena così importante che non viene minimamente considerata nel trailer. Deve averlo fatto un marciatore sto trailer.



3) Sulla musica non ho dubbi nè esitazioni: Gobbledigook dei Sigur Rós.

I Sigur Rós sono un gruppo islandese piuttosto eccentrico. Nel loro repertorio ci sono canzoni orecchiabili (ad es. Hoppipolla), sperimentazioni futuristiche, e registrazioni di rumori affini a quelli che fa il cucchiaio strisciato sulla grattugia.

Gobbledigook è mooolto sperimentale. Non so definirla esattamente. Mi da l'idea di un chiasso organizzato e melodico.

Con Gobbledigook nelle orecchie riesco a correre le ripetute da 1 km in 3'20''.

Il video della canzone non è adatto a un pubblico minorenne.

2011-01-23

Clamoroso a San Gaudenzio.

Nessuno potrà mai togliermi dalla testa che San Gaudenzio non è un paese. Quando racconterò ai miei pronipoti di quello che è successo a San Gaudenzio Casalbeltrame, dirò che San Gaudenzio è un paese. E loro mi ignoreranno per andare a giocare al computer.

Vi prego quindi di sostituire dal titolo San Gaudenzio con Casalbeltrame. L'effetto che si voleva rendere è quello del più celebre: "Clamoroso al Cibali".
Ma ormai l'effetto si è perso. Con tutte queste spiegazioni. Meglio che vada subito a raccontare che cosa è successo a San Gaudenzio Casalbeltrame.

Le premesse non erano esaltanti. Ieri ho fatto le 2 scrivendo post che saranno a breve pubblicati. Spiegheranno come fare per avere Il pugno invisibile (a parte comprarlo per i fatti propri ovviamente).

Stamattina la sveglia era alle 5.40. L'ho staccata. Buona sorte (o San Gaudenzio) ha voluto che alle 6 ho riaperto. L'appuntamento era alle 7.15 in zona Wagner, dove abita Carletto.
Perché ho puntato la sveglia alle 5.40 se tutto era già pronto? Perché per andare veloce bisogna fare le cose con calma.

Il caffè deve essere preparato al momento. Gli indumenti devono essere indossati con cura. La brodaglia a base di orzo pregermogliato e succo di frutta che bevo/mangio prima delle gare, deve essere miscelata. E anche bevuta/mangiata.

Alle 7 sono davanti casa di Carletto. Partiamo alle 7.30 con la macchina di Cristiano. E con Gianluca (non ha un blog, non ci sono link per descriverlo).

Se non si era ancora capito, Carletto e Cristiano sono gli autori di quel geniale blog che è Piovono Runners. E che sostiene la causa. Prima o poi.

(nella foto: gli eroi di San Gaudenzio Casalbeltrame)

Alla partenza della gara tutto fila liscio. Troppo liscio.
4'12'' al km di media. Troppo veloce. Ho creato giusto ieri la pagina sulla mezza maratona Verona. Per spiegare che lì intendo registrare il mio miglior tempo sulla distanza dei 21,097 km. Fermo dal 21 febbraio 2010 a 1 ora 29 minuti e 28 secondi.

Se tengo la velocità a 4'12'' al km arriverò in 1 ora e 28 minuti circa. Ma sto così bene, perché rallentare?
E infatti non rallento.

Faccio però un patto con me stesso. Non troppo veloce. Lascia un po' di tempo per la mezza di Verona. Dalle la possibilità di diventare la tua mezza maratona più veloce.
Va bene bisnonno Valerio. Lo farò.

Al 15° km dei tizi di Busto Arsizio cercano di superarmi. Aumento un poco l'intensità. Adesso la media è di 4'10'' al km.
Valerio, stai esagerando. Lo so, ma posso mai farmi superare da dei podisti di Busto Arsizio? Va bene, ma non esagerare.

Il peggio doveva ancora arrivare. Al 18° km incontro "Gigi di Bergamo".

Dovete sapere che in ogni gara del Nord Ovest che si rispetti corrono i podisti del Runners Bergamo. E vanno forte. Sempre. Hanno stampato sul retro della maglia il logo del loro club podistico e il nome.

Questo si chiamava Luigi. Detto Gigi. Gigi di Bergamo.

Gigi di Bergamo mi supera al 18° km. Sbuca dal nulla. Aveva corso la gara in progressione.

Poco male, penso, adesso c'è il cavalcavia. In salita li supero sempre tutti. E infatti superai Gigi di Bergamo, lasciandogli almeno 50 metri.

Ma al 20° km lo rividi. Poco prima lo risentii. Provai ad accelerare, ma era in una dannatissima e inarrestabile progressione. Chissà da quanto tempo l'aveva pianificata, Gigi di Bergamo.

Non c'è niente da fare. Mi supera. A 500 metri dalla fine ha già 20 metri di vantaggio. E' finita.

Poi penso ai miei pronipoti. A quando racconterò loro di quando ero a San Gaudenzio Casalbeltrame. A correre una mezza maratona. La storia non può finire con la vittoria di Gigi di Bergamo. Non è giusto. Lo devo ai miei pronipoti.

Il sangue siciliano ribolle. Adesso sono a 3'40'' al km. Gigi di Bergamo è vicino e mi sente. Accelera pure lui.

Ma è già troppo tardi per Gigi di Bergamo. Lo supero un attimo prima della curva. Mancano 200 metri. Accelera, ma non può più nulla. E' spacciato.
Cerca, sul rettilineo, di recuperare. Mi sono già alzato sulle punte dei piedi. E le braccia pompano come bielle di locomtiva. E' spacciato.

E' il traguardo. E' finita. Gigi dei Runners Bergamo è battuto. Valerio del Gazzetta Runners Club ha vinto. Mi giro per fargli i complimenti. E vado a godermi il trionfo.

Sono 126°. Gigi di Bergamo è 127°. Il cronometro dice 1 ora 27 minuti e 01 secondi. 4'08'' al km di media.


Sarà dura battere questo tempo a Verona. Speriamo che venga anche Gigi.


2011-01-19

Oltre la collina.

E' un post ricco di storie. Lo deve essere. Da ieri sono successe molte cose.

La più importante è che siamo finalmente arrivati a Rovereto (TN). Un caro amico dell'università mi ha citato nel suo blog. Ed essendo roveretano D.O.C., il suo sito è spesso visitato da altri roveretani D.O.C.. Ergo, adesso anche i roveretani D.O.C. conoscono questo blog. Un giorno forse arriveremo anche a Mori (TN).

Ho conosciuto Roberto all'Opera Universitaria di Trento. L'Opera è stata la mia acchiappatrice. Mi ha sostenuto economicamente con le sue borse di studio, mi ha dato vitto e alloggio (mi ha anche cacciato dai suoi alloggi, ma è un'altra storia), mi ha fatto crescere.

Ha contribuito a evitare che uno scalmanato e debosciato siculo, dalla chioma fluente, si perdesse all'università.

Grazie a lei sono riuscito a non cadere dalla collina. E a restare al mondo per l'eternità.*


Poi mi sono trasferito a Milano. Dove ho cominciato a correre.

Oggi, per esempio, ho corso il mio bel fartlek. Il programma prevedeva 2 km di riscaldamento, 4 volte 500m in 1'50'' (con recupero di 500m in 2'15''), 1 km in 4'30'' e 1 km in 3'50''. Ho decisamente esagerato nei primi 500m. E l'ho pagato negli ultimi recuperi. In ogni caso, sono riuscito a restare tra 1'41'' e 1'49'' nelle ripetute. 3'44'' nell'ultimo km.
7,5 km in tutto. Allenamento breve ma intenso. Come il racconto di questa storia.

L'ultima storia è che domenica correrò la mezza maratona di San Gaudenzio (che storia!).
Fino a pochi secondi fa ero convinto che San Gaudenzio fosse un comune in provincia di Novara. Invece è un santo, protettore della diocesi di Novara. C'è un capo indiano che saprebbe commentare bene questa scoperta.
Ma non posso nominarlo. Ho lettrici che potrebbero scandalizzarsi.

Il paese da dove parte la gara è Casalbeltrame (NO). Dico "parte", perché ovviamente 21,095 km non possono essere corsi tutti a Casalbeltrame. Wikipedia scrive che è un paese così piccolo che le case non hanno neanche i bagni. Li hanno costruiti nel paese accanto, Biandrate (NO), perché a Casalbeltrame non c'è spazio.

Forse non c'è scritto proprio così. Ma è un errore di Wikipedia.

L'idea di correre questa mezza è venuta ai podisti che piovono. E li ringrazio di ciò. Anche del passaggio in macchina. E anche delle royalties su Milano-Londra che prima o poi verseranno alla causa.

Casalbeltrame è così lontana da Milano che domenica dovrò svegliarmi almeno alle 4 di notte per arrivare in tempo all'appuntamento.

E' così lontana da Milano che i panettoni hanno le confezioni in cinese.


Questa battuta era migliore quando l'avevo scritta questa mattina in un'email. Sti panettoni cinesi devono essere già andati a male.**



2011-01-13

Tendènze.

Oggi la tabella settimanale prevedeva riposo. E ho rispettato il Suo diktat con mooolta fatica.

Stamattina mi sono svegliato alle 7 e mezza. Stasera ho mangiato alle 20 e 40. Pubblico questo post e vado a letto. Mi guardo un film, leggo un libro, faccio altro.

Noia? No, gioia.

La gioia di essermi imbattuto in questo blog: http://piovonorunners.blogspot.com/

Un amico (che avrei tanto voluto coinvolgere nella Relay Marathon di Milano, grrrr), ha deciso di correre la Relay Marathon di Milano (grrrr) con altri. Aveva già fatto questa scelta prima che glielo chiedessi, sei giorni fa. E per questo perdono lui e i suoi amici. E li assolvo da ogni peccato.

Il post dell'intervista al New York Times aveva anche una funzione esorcizzante. Dopo avere visto il numero di contatti che questo luogo stava avendo (grazie), avere ricevuto email (grazie), citazioni in altri blog ben più prestigiosi (grazie), contributi alla Causa (grazie), cominciavo a pavoneggiarmi troppo (prego). Quantomeno più del solito.

Capitemi, sono un umile ragazzo di provincia, figlio di un falegname. Nato in una stalla insieme a un bue e a un asinello. Adesso la gente legge, interpreta e commenta episodi della mia vita terrena. Che cosa dovrei pensare?

Nella corsa, come nella vita, non è bene farsi trascinare dall'orgoglio e dalla superbia. Aumentano i battiti cardiaci, si dimenticano i veri obbiettivi, si rischia di perdere gli amici.

Poi ho ricevuto il messaggio di Carlo, che mi annunciava l'apertura del suo blog. Dopo essere rimasto "affascinato" dal mio.

Per i miracoli: race4charity@gmail.com
Per le indulgenze: Un fiorino!

(nella foto: il maratoneta si prepara a trasformare l'acqua in caffè)