Questa giornata (mercoledì) è stata segnata dal successo e dalla trasgressione (e dalla felicità per entrambi).
Ieri ci eravamo lasciati che avevo appena corso 10 km. I più attenti si saranno accorti che l'uscita di ieri era la seconda consecutiva della settimana. La quarta, contando anche sabato e domenica della settimana scorsa.
Per chiarirci:
Sabato: 10 km.
Domenica: 36 km.
Lunedì: 10 km.
Martedì: 10 km.
Mercoledì: ???
Mercoledì è sempre la giornata delle ripetute. Ma questo mercoledi era anche la giornata in cui un collega di studio organizzava una festicciola dopo il lavoro. Allenamento o festicciola?
Siamo nel paese della terza via. Troviamo una terza via. Allenamento di mattina. Festicciola di sera.
11 km in totale. 2 km di riscaldamento, 4km in 15'53'', 1 km in 4'25'' e 4 km in 16'06''. C'è stato un calo verso la fine. Sera-mattina è un allenamento molto faticoso. Meno di 12 ore tra una seduta e l'altra, le gambe non hanno il tempo di riposare a sufficienza.
Comunque andasse sarebbe stato un successo. E i tempi dei due giri da 4 km sono inferiori a quanto programmato.
Tre allenamenti di seguito sulla settimana. Cinque allenamenti in cinque giorni consecutivi.
Triplete e manita. Chi altro è riuscito in un'impresa simile?
E la trasgressione?
Non posso parlare della festicciola, e della quantità di birra bevuta. Ho una dignità (professionale) da difendere.
La trasgressione è avvenuta questa mattina. Ho violato il confidentiality agreement firmato con lo studio inglese per il quale sto lavorando. Ho fatto una foto dentro l'ufficio. Materiale importantissimo che nessun inglese (o tedesco) vorrebbe che venisse rivelato.
Eccola qui, direttamente dalla mia scrivania:
Questo blog non sarà più aggiornato.
Il Maratoneta continua a pubblicare su http://piovonorunners.blogspot.com/
Ci vediamo lì.
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2011-03-16
2011-03-09
Giro di forza.
Giorni frenetici. Un tour de force.
Londra sta arrivando. Venerdì sera ho l'aereo da Malpensa. Ancora non ho fatto il bagaglio e non ho la minima idea di come riempire la valigia.
Ma parliamo d'altro. Corsa.
Ieri (martedì) ho corso di sera. Per colpa degli incubi. Eccezionalmente l'allenamento di oggi si è tenuto di mattina. Volevo tenermi la serata libera per capire che cosa portarmi a Londra. E per cenare di sfuggita con un amico.
Non avevo mai corso di seguito sera-mattina. Un'esperienza mistica (e sensuale).
Il mercoledì è il giorno del fartlek (o delle ripetute). Il giorno dell'allenamento specifico. Fondamentale per la velocità e la resistenza. Il più duro, dopo il lungo della domenica.
Per oggi erano previsti tre giri da 3 km da tenere sotto i 12'30'' (4'10'' al km), con 1 km di recupero in 4'20''.
Mi sentivo insolitamente vispo. 5 ore di sonno sono sembrate sufficienti al mio corpo. Buon per lui.
I primi 2 km sono andati via tranquilli, a 4'38'' al km. Al bip parte il primo giro.
Tutto l'allenamento si è tenuto a Parco Sempione. Di solito giro per la città, cambio il paesaggio. Oggi volevo godermi il parco di prima mattina. La penultima corsa prima della partenza. Niente più Sempione per due mesi. Il mio bel parco.
Correre dentro al Parco è più pesante che correre fuori. Ci sono i saliscendi del Castello. Ci sono le curve. L'avevo detto che mi sentivo vispo?
Il primo giro si chiude in 11'54'', 3'58'' al km. Non male. 1 km di recupero sotto i 4'20'' e un nuovo giro in 11'39'', 3'53'' al km. Questo l'ho sentito di più.
Le gambe erano ancora dure per la sera prima. Il freddo risvegliava la cena. Finito il recupero sotto i 4'20'', il terzo giro parte che non ero ancora pronto.
Il bel parco. Non posso lasciarlo con disonore. Stretti i denti. 11'42'', 3'54'' al km. Esausto e felice.
13 km in totale. 4'06'' al km di media. C'è un modo migliore di iniziare la giornata?
Londra sta arrivando. Venerdì sera ho l'aereo da Malpensa. Ancora non ho fatto il bagaglio e non ho la minima idea di come riempire la valigia.
Ma parliamo d'altro. Corsa.
Ieri (martedì) ho corso di sera. Per colpa degli incubi. Eccezionalmente l'allenamento di oggi si è tenuto di mattina. Volevo tenermi la serata libera per capire che cosa portarmi a Londra. E per cenare di sfuggita con un amico.
Non avevo mai corso di seguito sera-mattina. Un'esperienza mistica (e sensuale).
Il mercoledì è il giorno del fartlek (o delle ripetute). Il giorno dell'allenamento specifico. Fondamentale per la velocità e la resistenza. Il più duro, dopo il lungo della domenica.
Per oggi erano previsti tre giri da 3 km da tenere sotto i 12'30'' (4'10'' al km), con 1 km di recupero in 4'20''.
Mi sentivo insolitamente vispo. 5 ore di sonno sono sembrate sufficienti al mio corpo. Buon per lui.
I primi 2 km sono andati via tranquilli, a 4'38'' al km. Al bip parte il primo giro.
Tutto l'allenamento si è tenuto a Parco Sempione. Di solito giro per la città, cambio il paesaggio. Oggi volevo godermi il parco di prima mattina. La penultima corsa prima della partenza. Niente più Sempione per due mesi. Il mio bel parco.
Correre dentro al Parco è più pesante che correre fuori. Ci sono i saliscendi del Castello. Ci sono le curve. L'avevo detto che mi sentivo vispo?
Il primo giro si chiude in 11'54'', 3'58'' al km. Non male. 1 km di recupero sotto i 4'20'' e un nuovo giro in 11'39'', 3'53'' al km. Questo l'ho sentito di più.
Le gambe erano ancora dure per la sera prima. Il freddo risvegliava la cena. Finito il recupero sotto i 4'20'', il terzo giro parte che non ero ancora pronto.
Il bel parco. Non posso lasciarlo con disonore. Stretti i denti. 11'42'', 3'54'' al km. Esausto e felice.
13 km in totale. 4'06'' al km di media. C'è un modo migliore di iniziare la giornata?
2011-02-09
Un mercoledì da leoni.
Ieri mi sono tenuto sul minimalista. Non volevo creare aspettative, generare ansie. Soprattutto a me stesso.
Ieri è andata bene. Come non succedeva da un po'. Mal di pancia molto contenuto, gambe fluide, respiro e battiti cardiaci stabili.
Se ieri c'era l'antipasto, oggi c'è stato il primo piatto (la portata principale è il lungo di domenica).
1 km di riscaldamento e 13 km di fartlek. Una cura da cavallo. E sono guarito. Forse.
Di solito quando ci sono ripetute mi stretcho subito dopo il riscaldamento. Oggi mi sono cimentato nello stretching dinamico prima della partenza. Per partire già caldo, visto che avevo solo 1 km di riscaldamento. E per non interrompere mai la corsa.
Primi trecento metri e sento una fitta al gluteo destro. Non è possibile, oggi che la pancia non da problemi ci si mette la chiappa destra?! Stringo i denti, dopo un po' il dolore passa. Il primo beep, il primo km e parte il pre fartlek. Un km da correre in meno di 4'20''. Sono 4'11'', le gambe scalpitano.
Il secondo beep del secondo km. Le gambe prendono a muoversi da sole. Aspettavano da due settimane questo momento. Il momento in cui devono pompare con (quasi) tutta la loro forza.
Il primo giro da 2 km completato in 8'01''. Il secondo giro in 7'58''. Il terzo in 7'54''. All'11° km partono i due giri da 1 km. Per il primo impiego 3'54'', il secondo si conclude in 3'45''. Urlo liberatorio e si riprende la strada di casa.
Anche i recuperi da 1 km da tabella: tutti sotto i 4'20'', a 4'17'' al km di media. Sei finito Kingpin.
Il bello/brutto del fartlek è che non ti riposi mai. Finisci il giro veloce e parte il giro di recupero, a una velocità comunque sostenuta.
Solo alla fine, dopo l'ultimo giro veloce puoi far sciogliere le gambe e tenere un'andatura da crociera in direzione casa. Durante l'allenamento sono muscoli scattanti, fiatone, sudore e affanno.
Mi mancavano queste sensazioni. Mi mancava il piacere della corsa.
Per chi non prova l'esperienza mistica della corsa è difficile credere che ci sia piacere dietro questo genere di fatica. Il piacere di alzare l'asticella dei propri limiti. Il piacere di saper gestire il proprio corpo e le proprie esigenze. Il piacere di rilassarsi a casa scofanandosi la propria cena dopo la corsa.
E non è un caso se il mercoledì è il giorno delle ripetute e del fatlek. E' il mercoledì da leoni.
"Bella Vale, grintoso sto post. Avevo una domanda. Se il mercoledì sera fai il leone, la mattina dopo che fai?"
Ieri è andata bene. Come non succedeva da un po'. Mal di pancia molto contenuto, gambe fluide, respiro e battiti cardiaci stabili.
Se ieri c'era l'antipasto, oggi c'è stato il primo piatto (la portata principale è il lungo di domenica).
1 km di riscaldamento e 13 km di fartlek. Una cura da cavallo. E sono guarito. Forse.
Di solito quando ci sono ripetute mi stretcho subito dopo il riscaldamento. Oggi mi sono cimentato nello stretching dinamico prima della partenza. Per partire già caldo, visto che avevo solo 1 km di riscaldamento. E per non interrompere mai la corsa.
Primi trecento metri e sento una fitta al gluteo destro. Non è possibile, oggi che la pancia non da problemi ci si mette la chiappa destra?! Stringo i denti, dopo un po' il dolore passa. Il primo beep, il primo km e parte il pre fartlek. Un km da correre in meno di 4'20''. Sono 4'11'', le gambe scalpitano.
Il secondo beep del secondo km. Le gambe prendono a muoversi da sole. Aspettavano da due settimane questo momento. Il momento in cui devono pompare con (quasi) tutta la loro forza.
Il primo giro da 2 km completato in 8'01''. Il secondo giro in 7'58''. Il terzo in 7'54''. All'11° km partono i due giri da 1 km. Per il primo impiego 3'54'', il secondo si conclude in 3'45''. Urlo liberatorio e si riprende la strada di casa.
Anche i recuperi da 1 km da tabella: tutti sotto i 4'20'', a 4'17'' al km di media. Sei finito Kingpin.
Il bello/brutto del fartlek è che non ti riposi mai. Finisci il giro veloce e parte il giro di recupero, a una velocità comunque sostenuta.
Solo alla fine, dopo l'ultimo giro veloce puoi far sciogliere le gambe e tenere un'andatura da crociera in direzione casa. Durante l'allenamento sono muscoli scattanti, fiatone, sudore e affanno.
Mi mancavano queste sensazioni. Mi mancava il piacere della corsa.
Per chi non prova l'esperienza mistica della corsa è difficile credere che ci sia piacere dietro questo genere di fatica. Il piacere di alzare l'asticella dei propri limiti. Il piacere di saper gestire il proprio corpo e le proprie esigenze. Il piacere di rilassarsi a casa scofanandosi la propria cena dopo la corsa.
E non è un caso se il mercoledì è il giorno delle ripetute e del fatlek. E' il mercoledì da leoni.
"Bella Vale, grintoso sto post. Avevo una domanda. Se il mercoledì sera fai il leone, la mattina dopo che fai?"
2011-01-19
Oltre la collina.
E' un post ricco di storie. Lo deve essere. Da ieri sono successe molte cose.
La più importante è che siamo finalmente arrivati a Rovereto (TN). Un caro amico dell'università mi ha citato nel suo blog. Ed essendo roveretano D.O.C., il suo sito è spesso visitato da altri roveretani D.O.C.. Ergo, adesso anche i roveretani D.O.C. conoscono questo blog. Un giorno forse arriveremo anche a Mori (TN).
Ho conosciuto Roberto all'Opera Universitaria di Trento. L'Opera è stata la mia acchiappatrice. Mi ha sostenuto economicamente con le sue borse di studio, mi ha dato vitto e alloggio (mi ha anche cacciato dai suoi alloggi, ma è un'altra storia), mi ha fatto crescere.
Ha contribuito a evitare che uno scalmanato e debosciato siculo, dalla chioma fluente, si perdesse all'università.
Grazie a lei sono riuscito a non cadere dalla collina. E a restare al mondo per l'eternità.*
Poi mi sono trasferito a Milano. Dove ho cominciato a correre.
Oggi, per esempio, ho corso il mio bel fartlek. Il programma prevedeva 2 km di riscaldamento, 4 volte 500m in 1'50'' (con recupero di 500m in 2'15''), 1 km in 4'30'' e 1 km in 3'50''. Ho decisamente esagerato nei primi 500m. E l'ho pagato negli ultimi recuperi. In ogni caso, sono riuscito a restare tra 1'41'' e 1'49'' nelle ripetute. 3'44'' nell'ultimo km.
7,5 km in tutto. Allenamento breve ma intenso. Come il racconto di questa storia.
L'ultima storia è che domenica correrò la mezza maratona di San Gaudenzio (che storia!).
Fino a pochi secondi fa ero convinto che San Gaudenzio fosse un comune in provincia di Novara. Invece è un santo, protettore della diocesi di Novara. C'è un capo indiano che saprebbe commentare bene questa scoperta.
Ma non posso nominarlo. Ho lettrici che potrebbero scandalizzarsi.
Il paese da dove parte la gara è Casalbeltrame (NO). Dico "parte", perché ovviamente 21,095 km non possono essere corsi tutti a Casalbeltrame. Wikipedia scrive che è un paese così piccolo che le case non hanno neanche i bagni. Li hanno costruiti nel paese accanto, Biandrate (NO), perché a Casalbeltrame non c'è spazio.
Forse non c'è scritto proprio così. Ma è un errore di Wikipedia.
L'idea di correre questa mezza è venuta ai podisti che piovono. E li ringrazio di ciò. Anche del passaggio in macchina. E anche delle royalties su Milano-Londra che prima o poi verseranno alla causa.
Casalbeltrame è così lontana da Milano che domenica dovrò svegliarmi almeno alle 4 di notte per arrivare in tempo all'appuntamento.
E' così lontana da Milano che i panettoni hanno le confezioni in cinese.
Questa battuta era migliore quando l'avevo scritta questa mattina in un'email. Sti panettoni cinesi devono essere già andati a male.**
La più importante è che siamo finalmente arrivati a Rovereto (TN). Un caro amico dell'università mi ha citato nel suo blog. Ed essendo roveretano D.O.C., il suo sito è spesso visitato da altri roveretani D.O.C.. Ergo, adesso anche i roveretani D.O.C. conoscono questo blog. Un giorno forse arriveremo anche a Mori (TN).
Ho conosciuto Roberto all'Opera Universitaria di Trento. L'Opera è stata la mia acchiappatrice. Mi ha sostenuto economicamente con le sue borse di studio, mi ha dato vitto e alloggio (mi ha anche cacciato dai suoi alloggi, ma è un'altra storia), mi ha fatto crescere.
Ha contribuito a evitare che uno scalmanato e debosciato siculo, dalla chioma fluente, si perdesse all'università.
Grazie a lei sono riuscito a non cadere dalla collina. E a restare al mondo per l'eternità.*
Poi mi sono trasferito a Milano. Dove ho cominciato a correre.
Oggi, per esempio, ho corso il mio bel fartlek. Il programma prevedeva 2 km di riscaldamento, 4 volte 500m in 1'50'' (con recupero di 500m in 2'15''), 1 km in 4'30'' e 1 km in 3'50''. Ho decisamente esagerato nei primi 500m. E l'ho pagato negli ultimi recuperi. In ogni caso, sono riuscito a restare tra 1'41'' e 1'49'' nelle ripetute. 3'44'' nell'ultimo km.
7,5 km in tutto. Allenamento breve ma intenso. Come il racconto di questa storia.
L'ultima storia è che domenica correrò la mezza maratona di San Gaudenzio (che storia!).
Fino a pochi secondi fa ero convinto che San Gaudenzio fosse un comune in provincia di Novara. Invece è un santo, protettore della diocesi di Novara. C'è un capo indiano che saprebbe commentare bene questa scoperta.
Ma non posso nominarlo. Ho lettrici che potrebbero scandalizzarsi.
Il paese da dove parte la gara è Casalbeltrame (NO). Dico "parte", perché ovviamente 21,095 km non possono essere corsi tutti a Casalbeltrame. Wikipedia scrive che è un paese così piccolo che le case non hanno neanche i bagni. Li hanno costruiti nel paese accanto, Biandrate (NO), perché a Casalbeltrame non c'è spazio.
Forse non c'è scritto proprio così. Ma è un errore di Wikipedia.
L'idea di correre questa mezza è venuta ai podisti che piovono. E li ringrazio di ciò. Anche del passaggio in macchina. E anche delle royalties su Milano-Londra che prima o poi verseranno alla causa.
Casalbeltrame è così lontana da Milano che domenica dovrò svegliarmi almeno alle 4 di notte per arrivare in tempo all'appuntamento.
E' così lontana da Milano che i panettoni hanno le confezioni in cinese.
Questa battuta era migliore quando l'avevo scritta questa mattina in un'email. Sti panettoni cinesi devono essere già andati a male.**
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2011-01-06
Justrunning.
Grandi novità. E' stata aggiornata la pagina di Justgiving. Per chi non lo sapesse, Justgiving è il modo diretto per contribuire alla causa.
La pagina della squadra per Londra è questa: http://www.justgiving.com/Rexel-UK-Green-Team
Dato che è in inglese, ho pubblicato le istruzioni qui.
Come dicevo, è stata aggiornata la pagina della squadra. Da ieri è presente anche questa fotografia.
Ne ho di migliori, ma questa era l'unica in cui si vedeva bene il simbolo del nostro grande club.
Mi è stato chiesto anche di scrivere una frase che rappresenti la mia preparazione per Londra. Di solito ho due mantra che ripeto durante la maratona: "don't dream it, be it" e "no one can stop us now, 'cause we are all made of stars". Il primo è il finale di The Rocky Horror Picture Show. Il secondo è il ritornello di una canzone di Moby. Mi sembravano banali per lo scopo.
Quindi me ne sono uscito con questa frase: "I don't know how to run a marathon. I can just dream it, plan it, be it!" (trad.: "Non so come correre una maratona. Posso solo sognarla, pianificarla, esserla"). Presuntuosa. Mi descrive bene. Però se ne avete in mente di migliori, posso cambiarla con una che mi faccia sembrare meno "prick" (trad1, trad2). Fatemi sapere.
Prosegue la preparazione per Milano-Londra. Ieri (mercoledì 5 gennaio) ripetute/fartlek. Ho eliminato un chilometro dal riscaldamento. Sarei arrivato in ritardo al cinema. American Life, stupendo film di Sam Mendes. Stile Juno per intenderci, ma più maturo. E gli attori protagonisti erano davvero bravi.
Allenamento. Come dicevo: ripetute/fartlek. Ho accelerato un poco il recupero per le ragioni di cui sopra. Quindi da ripetute si sono trasformate in fartlek. Alla fine stavo bene. E il film era davvero appagante. Quasi come il panino alla porchetta che ho mangiato prima.
Oggi (giovedì 6 gennaio) ho aggiunto il chilometro perso ieri. La tabella diceva corsa media. 9 km in leggero crescendo, da 4'40'' a 4'20'' al km. Ho deciso di guardare poco il cronometro e di seguire soprattutto l'istinto. Alla fine, sui 10 km, ho tenuto una media di 4'21'' al km. Il mio istinto mi vuole fare correre veloce. E non va bene. Cattivo istinto.
Domani ci sono i leoni (hic sunt leones). Sveglia alle 5 e 40 per correre 12 km prima di andare a lavoro. Un po' come l'altra volta. In fondo poteva andare peggio. Poteva piovere.
La pagina della squadra per Londra è questa: http://www.justgiving.com/Rexel-UK-Green-Team
Dato che è in inglese, ho pubblicato le istruzioni qui.
Come dicevo, è stata aggiornata la pagina della squadra. Da ieri è presente anche questa fotografia.
(nella foto: 33° km di Firenze. Un sorriso "spontaneo" per il fotografo)
Ne ho di migliori, ma questa era l'unica in cui si vedeva bene il simbolo del nostro grande club.
Mi è stato chiesto anche di scrivere una frase che rappresenti la mia preparazione per Londra. Di solito ho due mantra che ripeto durante la maratona: "don't dream it, be it" e "no one can stop us now, 'cause we are all made of stars". Il primo è il finale di The Rocky Horror Picture Show. Il secondo è il ritornello di una canzone di Moby. Mi sembravano banali per lo scopo.
Quindi me ne sono uscito con questa frase: "I don't know how to run a marathon. I can just dream it, plan it, be it!" (trad.: "Non so come correre una maratona. Posso solo sognarla, pianificarla, esserla"). Presuntuosa. Mi descrive bene. Però se ne avete in mente di migliori, posso cambiarla con una che mi faccia sembrare meno "prick" (trad1, trad2). Fatemi sapere.
Allenamento
Prosegue la preparazione per Milano-Londra. Ieri (mercoledì 5 gennaio) ripetute/fartlek. Ho eliminato un chilometro dal riscaldamento. Sarei arrivato in ritardo al cinema. American Life, stupendo film di Sam Mendes. Stile Juno per intenderci, ma più maturo. E gli attori protagonisti erano davvero bravi.
Allenamento. Come dicevo: ripetute/fartlek. Ho accelerato un poco il recupero per le ragioni di cui sopra. Quindi da ripetute si sono trasformate in fartlek. Alla fine stavo bene. E il film era davvero appagante. Quasi come il panino alla porchetta che ho mangiato prima.
Oggi (giovedì 6 gennaio) ho aggiunto il chilometro perso ieri. La tabella diceva corsa media. 9 km in leggero crescendo, da 4'40'' a 4'20'' al km. Ho deciso di guardare poco il cronometro e di seguire soprattutto l'istinto. Alla fine, sui 10 km, ho tenuto una media di 4'21'' al km. Il mio istinto mi vuole fare correre veloce. E non va bene. Cattivo istinto.
Domani ci sono i leoni (hic sunt leones). Sveglia alle 5 e 40 per correre 12 km prima di andare a lavoro. Un po' come l'altra volta. In fondo poteva andare peggio. Poteva piovere.
(nella foto: il peggio)
2010-12-28
-4.
Fra quattro giorni sarà il primo dell'anno nuovo!!! No, non era questa la notizia.
A Milano stasera c'erano -4°. E ho fatto quattro ripetute.
"Stasera esco prima, alle 19. Massimo alle 19.30". Alle 19 ricevo una telefonata. Alle 21 esco dall'ufficio. Non mi do per vinto, una promessa è una promessa. Oggi ripetute.
Arrivo a casa, mi cambio, un bacione alla nonna-preoccupata-che-non-rispondevo, esco. 21.32.
Primi 2 km a 4'50'' tranquilli. Sbuffo come un cavallo per scacciare la sensazione di freddo. Al secondo bip dell'orologio parte la prima ripetuta. 1'50'' per 500 m. Un po' veloce a pensarci bene, fa 3'40'' al km. E a quanto il recupero? 500 m in 2'15''. Eh? 4'30'' al km?
Alla fine non erano ripetute, ma fartlek. Non me n'ero accorto. Non che cambi qualcosa, ma almeno potevo farci caso mentre ricopiavo l'esercizio nella tabella. Cos'è il fartlek?
Cerchiamo su google una definizione da copincollare... C'è una pagina di wikipedia!! Grazie Jimmy Wales. Chi è Jimmy Wales? Per fortuna c'è una pagina anche su di lui.
Alla fine ero distrutto. C'ho aggiunto 2 km di recupero e sono rientrato a casa che avevo ripreso a sentire freddo. 8km a 4'30'' di media.
Ma il bello doveva ancora arrivare. Erano le 22.20. Fame, fame, fame. Apro una busta di lattughino e ne verso il contenuto in una ciotola. Lancio due fette di petto di pollo nella padella calda. Verso nella ciotola una scatoletta di tonno. Irroro il pollo con salsa di soia mentre è nella padella. Sminuzzo il pollo e sei pomodori secchi nella ciotola. Che cosa manca? Alghe. Sì alghe. Fonte di proteine, ferro e sali minerali. Comprate nel negozio cinese sotto casa. Viscide e gommose. Slurp.
A Milano stasera c'erano -4°. E ho fatto quattro ripetute.
"Stasera esco prima, alle 19. Massimo alle 19.30". Alle 19 ricevo una telefonata. Alle 21 esco dall'ufficio. Non mi do per vinto, una promessa è una promessa. Oggi ripetute.
Arrivo a casa, mi cambio, un bacione alla nonna-preoccupata-che-non-rispondevo, esco. 21.32.
Primi 2 km a 4'50'' tranquilli. Sbuffo come un cavallo per scacciare la sensazione di freddo. Al secondo bip dell'orologio parte la prima ripetuta. 1'50'' per 500 m. Un po' veloce a pensarci bene, fa 3'40'' al km. E a quanto il recupero? 500 m in 2'15''. Eh? 4'30'' al km?
Alla fine non erano ripetute, ma fartlek. Non me n'ero accorto. Non che cambi qualcosa, ma almeno potevo farci caso mentre ricopiavo l'esercizio nella tabella. Cos'è il fartlek?
Cerchiamo su google una definizione da copincollare... C'è una pagina di wikipedia!! Grazie Jimmy Wales. Chi è Jimmy Wales? Per fortuna c'è una pagina anche su di lui.
Alla fine ero distrutto. C'ho aggiunto 2 km di recupero e sono rientrato a casa che avevo ripreso a sentire freddo. 8km a 4'30'' di media.
Ma il bello doveva ancora arrivare. Erano le 22.20. Fame, fame, fame. Apro una busta di lattughino e ne verso il contenuto in una ciotola. Lancio due fette di petto di pollo nella padella calda. Verso nella ciotola una scatoletta di tonno. Irroro il pollo con salsa di soia mentre è nella padella. Sminuzzo il pollo e sei pomodori secchi nella ciotola. Che cosa manca? Alghe. Sì alghe. Fonte di proteine, ferro e sali minerali. Comprate nel negozio cinese sotto casa. Viscide e gommose. Slurp.
(nella foto: la globalizzazione)
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