Questo blog non sarà più aggiornato.
Il Maratoneta continua a pubblicare su http://piovonorunners.blogspot.com/
Ci vediamo lì.
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2011-01-23

Clamoroso a San Gaudenzio.

Nessuno potrà mai togliermi dalla testa che San Gaudenzio non è un paese. Quando racconterò ai miei pronipoti di quello che è successo a San Gaudenzio Casalbeltrame, dirò che San Gaudenzio è un paese. E loro mi ignoreranno per andare a giocare al computer.

Vi prego quindi di sostituire dal titolo San Gaudenzio con Casalbeltrame. L'effetto che si voleva rendere è quello del più celebre: "Clamoroso al Cibali".
Ma ormai l'effetto si è perso. Con tutte queste spiegazioni. Meglio che vada subito a raccontare che cosa è successo a San Gaudenzio Casalbeltrame.

Le premesse non erano esaltanti. Ieri ho fatto le 2 scrivendo post che saranno a breve pubblicati. Spiegheranno come fare per avere Il pugno invisibile (a parte comprarlo per i fatti propri ovviamente).

Stamattina la sveglia era alle 5.40. L'ho staccata. Buona sorte (o San Gaudenzio) ha voluto che alle 6 ho riaperto. L'appuntamento era alle 7.15 in zona Wagner, dove abita Carletto.
Perché ho puntato la sveglia alle 5.40 se tutto era già pronto? Perché per andare veloce bisogna fare le cose con calma.

Il caffè deve essere preparato al momento. Gli indumenti devono essere indossati con cura. La brodaglia a base di orzo pregermogliato e succo di frutta che bevo/mangio prima delle gare, deve essere miscelata. E anche bevuta/mangiata.

Alle 7 sono davanti casa di Carletto. Partiamo alle 7.30 con la macchina di Cristiano. E con Gianluca (non ha un blog, non ci sono link per descriverlo).

Se non si era ancora capito, Carletto e Cristiano sono gli autori di quel geniale blog che è Piovono Runners. E che sostiene la causa. Prima o poi.

(nella foto: gli eroi di San Gaudenzio Casalbeltrame)

Alla partenza della gara tutto fila liscio. Troppo liscio.
4'12'' al km di media. Troppo veloce. Ho creato giusto ieri la pagina sulla mezza maratona Verona. Per spiegare che lì intendo registrare il mio miglior tempo sulla distanza dei 21,097 km. Fermo dal 21 febbraio 2010 a 1 ora 29 minuti e 28 secondi.

Se tengo la velocità a 4'12'' al km arriverò in 1 ora e 28 minuti circa. Ma sto così bene, perché rallentare?
E infatti non rallento.

Faccio però un patto con me stesso. Non troppo veloce. Lascia un po' di tempo per la mezza di Verona. Dalle la possibilità di diventare la tua mezza maratona più veloce.
Va bene bisnonno Valerio. Lo farò.

Al 15° km dei tizi di Busto Arsizio cercano di superarmi. Aumento un poco l'intensità. Adesso la media è di 4'10'' al km.
Valerio, stai esagerando. Lo so, ma posso mai farmi superare da dei podisti di Busto Arsizio? Va bene, ma non esagerare.

Il peggio doveva ancora arrivare. Al 18° km incontro "Gigi di Bergamo".

Dovete sapere che in ogni gara del Nord Ovest che si rispetti corrono i podisti del Runners Bergamo. E vanno forte. Sempre. Hanno stampato sul retro della maglia il logo del loro club podistico e il nome.

Questo si chiamava Luigi. Detto Gigi. Gigi di Bergamo.

Gigi di Bergamo mi supera al 18° km. Sbuca dal nulla. Aveva corso la gara in progressione.

Poco male, penso, adesso c'è il cavalcavia. In salita li supero sempre tutti. E infatti superai Gigi di Bergamo, lasciandogli almeno 50 metri.

Ma al 20° km lo rividi. Poco prima lo risentii. Provai ad accelerare, ma era in una dannatissima e inarrestabile progressione. Chissà da quanto tempo l'aveva pianificata, Gigi di Bergamo.

Non c'è niente da fare. Mi supera. A 500 metri dalla fine ha già 20 metri di vantaggio. E' finita.

Poi penso ai miei pronipoti. A quando racconterò loro di quando ero a San Gaudenzio Casalbeltrame. A correre una mezza maratona. La storia non può finire con la vittoria di Gigi di Bergamo. Non è giusto. Lo devo ai miei pronipoti.

Il sangue siciliano ribolle. Adesso sono a 3'40'' al km. Gigi di Bergamo è vicino e mi sente. Accelera pure lui.

Ma è già troppo tardi per Gigi di Bergamo. Lo supero un attimo prima della curva. Mancano 200 metri. Accelera, ma non può più nulla. E' spacciato.
Cerca, sul rettilineo, di recuperare. Mi sono già alzato sulle punte dei piedi. E le braccia pompano come bielle di locomtiva. E' spacciato.

E' il traguardo. E' finita. Gigi dei Runners Bergamo è battuto. Valerio del Gazzetta Runners Club ha vinto. Mi giro per fargli i complimenti. E vado a godermi il trionfo.

Sono 126°. Gigi di Bergamo è 127°. Il cronometro dice 1 ora 27 minuti e 01 secondi. 4'08'' al km di media.


Sarà dura battere questo tempo a Verona. Speriamo che venga anche Gigi.


2011-01-11

Pausa.

Nel linguaggio silenzi e parole hanno pari dignità. Nella corsa no. La parola (il lavoro) è più importante del silenzio (la pausa). Però a volte le pause aiutano.

Le pause consentono di apprezzare il lavoro. E danno a corpo e mente tempo per il recupero.

Oggi pausa. Oggi niente nebbia, pioggia o fatica di altro genere da raccontare.

Lascio la parola a un articolo apparso sul numero di dicembre di Runner's World Italia. Nell'articolo si parla della poca "internazionalizzazione" dei podisti italiani. E' interessante soprattutto un passaggio, che ho evidenziato.

Si ricollega idealmente a quello che ieri Manlio ha scritto qui. E che riporto in estratto qui sotto.
"Valerio, tra parentesi atleta GRC..., sta preparando la maratona di Londra alla quale è riuscito a iscriversi con una onlus inglese alla quale destinerà il denaro che sta raccogliendo. Il suo è un bel progetto, anche perché dimostra che anche noi italiani sappiamo correre per beneficenza e non soltanto sui tracciati di casa: qui c'è molto da fare perché all'estero si stanno facendo una brutta idea del runner italiano, ma ci torneremo. Per ora vi invito a far girare la voce sulla maratona di Valerio e sulla sua iniziativa, che lui descrive e aggiorna sul suo blog nato per l'occasione: fare del bene (anche con la maratona di Milano, dove organizzerà una staffetta)"
Non che me ne freghi tanto di quello che pensano all'estero. Non hanno neanche il bidet. Però dispiace essere ritenuti per principio inaffidabili. Solo perché italiani.
Consoliamoci, almeno siamo puliti. Al contrario di inglesi e francesi.

Vi lascio alle parole del direttore di Runner's World Italia. Buona lettura. E buona pausa.


p.s.
Per leggere cliccare sull'articolo.

2011-01-10

Scarpe pulite.

Stasera a Milano pioveva. Che buona sorte.

No, sul serio. La tapasciata in Brianza di ieri mi aveva lasciato le scarpe tutte incrostate di fango.

prima

Ho corso 12 km sotto l'acqua continua e scrosciante. I primi 2 km a 4'40''/km, poi sempre sotto i 4'30''/km. Gli ultimi 3 km sono sceso sotto i 4'10''/km. Questa volta non era un istinto qualsiasi a farmi correre così veloce. Era l'istinto di sopravvivenza.

Per fortuna avevo un obbiettivo ulteriore. Centrare tutte le pozzanghere che c'erano sul percorso. Per pulire le scarpe. Non certo perché era divertente (ciaf ciaf ciaf).

Non è stato facile trovare pozzanghere. Erano quasi tutti i laghi. Ma il risultato è premiante.

dopo

O no?

p.s.
Oggi questo blog è stato citato. Qui.
Grazie.

2011-01-09

Brianza Alcoolica.

Tapasciata in Brianza. Dicesi tapasciata la corsa non competitiva che attraversa ameni paesini, campagne, boschi e affini, con punti di ristoro non convenzionali. Di solito servono acqua, tè, biscotti, salamella, e roba simile.

Oggi dovevo correre 20 km. Anziché correrli in città, mi sono aggregato a un gruppo di amici e li ho corsi nei paesini attorno a Monticello Brianza (LC).

Mi sono svegliato alle 5.50, ho preso due metropolitane, e ho fatto 40 km di macchina. C'era nebbia, fango (tanto), salite spezzafiato e tratti ghiacciati. Non c'erano neanche le salamelle.

Mi sono divertito tantissimo. E' difficile da spiegare a chi non corre. La tapasciata è un momento in cui i podisti, esseri alienati e, tendenzialmente, solitari, incontrano altri podisti (tanti) in un contesto scanzonato e non competitivo. Si chiacchiera, si corre, si corricchia, si fa qualche garetta. Si affrontano salite impervie cercando di sopravvivere e, se possibile, di arrivare in fondo sempre correndo. Si commenta quanto dura fosse quella o quell'altra salita.

E soprattutto si vedono paesaggi bellissimi e non convenzionali.

la collina di Perego

la vista dalla collina di Perego


Ovviamente le foto sopra sono boutade. Uno scherzo. La foto della collina di Perego è questa.

(nella foto: la collina di Perego. Tutta da immaginare)

(nella foto: il maratoneta osserva la collina di Perego, basito)

Anche se non ho seguito affatto la tabella, l'allenamento è stato positivo. Ho corso i primi 2 km con Oliviero a 4'40'' al km. Poi ho seguito per un po' Manlio, a una velocità più moderata. Poi ho ripreso Oliviero, e siamo arrivati insieme al traguardo.

Oliviero è un ragazzo di 55 anni che corre con la società sportiva Atleti Campo Giuriati. In meno di quindici anni ha corso una cinquantina di maratone e diverse 100 km. Ci eravamo conosciuti sul pullman del Gazzetta Runners Club per la maratona di Firenze. Qui per il racconto di quell'avventura,

(nella foto: l'atleta con il maratoneta)

Manlio è Manlio Gasparotto. Un mito fatto blog. Trascinatore di tanti sedentari, fondatore del Gazzetta Runners Club e organizzatore di grandi avventure. Delle tante, ho partecipato a quella di Firenze, di cui sopra e, soprattutto, alla Strongman Run. Una gara che aveva così tanto fango in cui correre, che al confronto la tapasciata di oggi sembrava il deserto del Sahara.
Qui il racconto della Strongman Run (in fondo, un contributo del sottoscritto).

Sto divagando troppo. Colpa della Brianza. E dell'ottimo brunch che è seguito. Brianza nebbiosa. Brianza fangosa. Brianza ghiacciata. Per fortuna c'è anche Brianza Alcoolica.

2011-01-08

Allenamento incrociato.

1 km nuoto.
500 m trasporto spesa.
8 camicie, 5 maglie, 2 pantaloni ferro da stiro.

(nella foto: cross-training)

Domani, 21 km a Monticello di Brianza (Lecco), con Oliviero e Manlio. Spero di avere ancora energie. Il ferro da stiro è stato provante. Basteranno le alghe che mangio stasera?

p.s.
La Hall of Fame è stata aggiornata. Grazie, davvero.

p.p.s.
Sul ferro da stiro volevo fare una battuta sull'ironman. Ma l'avrebbero capita in pochi. Chi la immagina (e l'ha capita) è autorizzato a ridere. O a piangere.

2011-01-06

Justrunning.

Grandi novità. E' stata aggiornata la pagina di Justgiving. Per chi non lo sapesse, Justgiving è il modo diretto per contribuire alla causa.

La pagina della squadra per Londra è questa: http://www.justgiving.com/Rexel-UK-Green-Team

Dato che è in inglese, ho pubblicato le istruzioni qui.

Come dicevo, è stata aggiornata la pagina della squadra. Da ieri è presente anche questa fotografia.

(nella foto: 33° km di Firenze. Un sorriso "spontaneo" per il fotografo)

Ne ho di migliori, ma questa era l'unica in cui si vedeva bene il simbolo del nostro grande club.

Mi è stato chiesto anche di scrivere una frase che rappresenti la mia preparazione per Londra. Di solito ho due mantra che ripeto durante la maratona: "don't dream it, be it" e "no one can stop us now, 'cause we are all made of stars". Il primo è il finale di The Rocky Horror Picture Show. Il secondo è il ritornello di una canzone di Moby. Mi sembravano banali per lo scopo.

Quindi me ne sono uscito con questa frase: "I don't know how to run a marathon. I can just dream it, plan it, be it!" (trad.: "Non so come correre una maratona. Posso solo sognarla, pianificarla, esserla"). Presuntuosa. Mi descrive bene. Però se ne avete in mente di migliori, posso cambiarla con una che mi faccia sembrare meno "prick" (trad1, trad2). Fatemi sapere.


Allenamento

Prosegue la preparazione per Milano-Londra. Ieri (mercoledì 5 gennaio) ripetute/fartlek. Ho eliminato un chilometro dal riscaldamento. Sarei arrivato in ritardo al cinema. American Life, stupendo film di Sam Mendes. Stile Juno per intenderci, ma più maturo. E gli attori protagonisti erano davvero bravi.

Allenamento. Come dicevo: ripetute/fartlek. Ho accelerato un poco il recupero per le ragioni di cui sopra. Quindi da ripetute si sono trasformate in fartlek. Alla fine stavo bene. E il film era davvero appagante. Quasi come il panino alla porchetta che ho mangiato prima.

Oggi (giovedì 6 gennaio) ho aggiunto il chilometro perso ieri. La tabella diceva corsa media. 9 km in leggero crescendo, da 4'40'' a 4'20'' al km. Ho deciso di guardare poco il cronometro e di seguire soprattutto l'istinto. Alla fine, sui 10 km, ho tenuto una media di 4'21'' al km. Il mio istinto mi vuole fare correre veloce. E non va bene. Cattivo istinto.

Domani ci sono i leoni (hic sunt leones). Sveglia alle 5 e 40 per correre 12 km prima di andare a lavoro. Un po' come l'altra volta. In fondo poteva andare peggio. Poteva piovere.

(nella foto: il peggio)