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2011-01-09

Regole del mercante in fiera.

Un amico, leggendo il post "Mercante in fiera.", mi ha chiesto come mai non avessi inserito le regole.
Un'amica ricordava con nostalgia le partite che facevamo da piccoli. E rifletteva, amaramente, che ne aveva oramai dimenticato le regole.

Sperando di fare cosa gradita a entrambi:

Il mercante in fiera
Le regole descritte sono quelle in uso a Milazzo (ME). Ma immagino che siano uguali in tutta Italia.

Si gioca a mercante in fiera con due mazzi di quaranta carte, raffiguranti persone (ad es. il lattante), animali (ad es. la foca) o cose (ad es. la gondola). Le figure dei due mazzi sono uguali, mentre il dorso è di colore differente.

Uno dei giocatori fa il mercante. Il mercante prende uno dei due mazzi e distribuisce, a modico prezzo (ad es. 1 euro), una carta a tutti i partecipanti. Le altre carte sono vendute all'asta. Il mercante decide quante carte vendere di volta in volta (di solito un numero compreso tra 1 e 4). Più il mercante è bravo, più soldi riesce a raccogliere con l'asta. E a far divertire i partecipanti. A Milazzo abbiamo Pippo, un'istituzione. Temo che non sia disponibile per trasferte. Però se volete mi informo.

Esaurite le carte del primo mazzo, si prende il secondo mazzo. Da questo vengono estratte 5 carte, senza che nessuno ne veda le relative figure. Le carte vengono posizionate una accanto all'altra al centro del tavolo. I soldi raccolti con la vendita iniziale e con l'asta vengono distribuiti su ciascuna delle 5 carte, in ordine crescente. Il quinto premio è la beffa (u chiaccu). Il valore è solitamente pari al prezzo della prima carta (1 euro).

Le carte del secondo mazzo che avanzano, quelle non vincenti, vengono estratte una ad una. Con grande sadismo del mercante. Alla fine resteranno solo 5 carte in mano ai partecipanti. Il primo e l'ultimo premio vengono estratti insieme.

Credo di avere detto tutto. Se manca qualcosa, o avete domande, commentate pure.

Buon divertimento.

2010-12-26

Mercante in fiera.

Avrei voluto scrivere che il lattante era arrivato alla fine. E aveva vinto il secondo premio. Sarebbe stato un evento storico. Avrebbe attirato visitatori a questo blog come mosche al miele.

Il primo premio l'avrebbe invece dovuto vincere il pappagallo. O la giraffa. Le carte che avevo comprato all'asta. O perfino l'ananas. Anche se in questo caso avrei dovuto dividere il premio con Fabio, partner della joint venture (operazioni di finanza straordinaria in Sicilia!!).

Purtroppo tutte queste carte hanno perso. Nel primo caso, il caro Gino, ennesimo temerario, non l'ha avuta vinta con la maledizione del lattante. La carta è uscita tra le prime venti. Delle cinque carte che aveva, nessuna ha vinto un premio.

Nel caso di pappagallo, giraffa e ananas, l'EEIBA non ha ricevuto alcun premio. Fin dall'inizio, infatti, avevo dichiarato che avrei giocato per beneficienza. E' stato il primo anno che non ho vinto qualcosa. Solo negli ultimi due anni mi ero aggiudicato due primi premi, un secondo e un terzo premio. Partivo come favorito. Nulla. Mai dichiarare come si intende spendere il premio. Mai farsi aspettative.

In compenso, con grande generosità, il vincitore del primo e terzo premio (un totale di 50 euro) ha donato 10 euro alla causa (8,50 sterline).

E' così che mio cugino, sempre quello, è diventato il primo a donare per l'EEIBA.
Non solo, avendo donato 10 euro, entra di diritto nella Hall of Fame, e si aggiudica il souvenir ricordo della maratona. Quando si dice culo.
(nella foto: un ragazzo fortunato. Riceverà un souvenir della maratona)

P.S.
A fine serata il Dott. Venuto ci teneva a segnalare la sua presenza.