Questo blog non sarà più aggiornato.
Il Maratoneta continua a pubblicare su http://piovonorunners.blogspot.com/
Ci vediamo lì.
Visualizzazione post con etichetta Hall of Fame. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Hall of Fame. Mostra tutti i post

2011-04-28

Qui finisce l'avventura.

Quattro mesi fa iniziò tutto con questo primo post, poi adattato e ripubblicato qui come intro. Ho i brividi a ripensare a quei momenti. Era dicembre.

Allora mi trovavo in Sicilia, a Milazzo. Avevo finito la tre giorni di esami di stato a Milano, salutato i colleghi di studio e tornato a casa, a Milazzo. Tre settimane prima Stefano Perego mi aveva confermato che avrei avuto un pettorale per Londra, e che avrei dovuto raccogliere 1.000 sterline per l'EEIBA per meritarmelo. Avevo già in mente che cosa avrei fatto: il blog, gli sponsor, OK il tempo è giusto!. Non avrei mai potuto immaginare che cosa sarebbe successo dopo.

L'intervista al New York Times? Bazzecole. La sfida con Gigi di Bergamo? Una passeggiata. Il record sulla mezza maratona? Pfff. La staffetta di Milano? Quasi ci siamo. Il record sulla maratona? Sì, ok, ma ancora non l'ho vinta la maratona.

Le persone che ho incontrato. Uno pensa che correre sia un'esperienza solitaria. I cacciatori di teste consigliano di aggiungere uno sport di squadra nel curriculum vitae. "Corri. Interessante, vuol dire che sei uno che lavora per obbiettivi, che sai lavorare da solo. Mi piace. Ma aggiungimi uno sport di squadra, chessò il floorball, che la corsa da sola fa troppo "loner"".

Non mi sono mai sentito così in compagnia come in questi quattro mesi. Email, commenti, telefonate, donazioni, chiacchiere, aperitivi, birre, corse in compagnia, missioni marziane, staffette. Interazione. Comunicazione.

Certo, la maratona l'ho corsa da solo. Ma quella è durata 3 ore 5 minuti e 41 secondi. Per la prima volta da quando ho iniziato a correre maratone, tutto il resto ha avuto più importanza.

E questo grazie all'EEIBA. Alla Fondazione de Marchi. A chi leggeva Milano-Londra.

Ma soprattutto a chi ha cacciato la grana. Che ha potuto vedere in esclusiva le foto della maratona. E che riceverà questi bellissimi souvenir della maratona di Londra (prima o poi).




Non potrò mai ringraziarvi abbastanza.

Il blog Milano-Londra chiude qui.

Giusto il tempo di dare un po' di numeri.
  • 1.008,5 km percorsi.
  • 402,02 euro raccolti per la Fondazione de Marchi dalle squadre di Milano-Londra (e non è ancora finita).
  • 10.950 sterline raccolte dall'EEIBA come squadra (e non è ancora finita).
  • 1.055,55 sterline raccolte per l'EEIBA (e non è ancora finita).
Non potrò mai ringraziarvi abbastanza.





"Voglio Rifarmi una Vita"


Per quattro mesi ha fracassato i corbelli ad amici, conoscenti e persone che passavano per la strada. Adesso che qualcuno iniziava a leggerlo, Valerio Scollo vorrebbe smettere. Illuso.


"Per me va bene"
"Carletto e Nizza che dicono?"
"Carlettoooooo!! Nizzaaaaaa!!! Può scrivere anche Valerio su Piovono Runners?"
"Ma vivete insieme?"
"No. Ma comunque han detto che va bene."
"Grande! Lo vado a dire a Rachel Donadio"

2011-04-19

Com'è andata.

Com'è andata?

Continuo a chiedermelo. Valerio, che cosa hai fatto in questi quattro mesi? Dove sei stato?

Dove sono stato in questi quattro mesi?


Boh.

Anzi no. Aspetta. Non ricordo bene gli ultimi quattro mesi. Ma quello che è successo ieri, domenica 17 aprile 2011, me lo ricordo bene.

La sveglia è suonata alle 5.30. E l'ho staccata.

Per fortuna ce n'era una seconda.

La solita colazione da gara. Orzo pregermogliato, spremuta d'arancia, caffè.

Esco di casa.

Gli scoiattoli non litigavano questa volta. Le 6 e mezza di domenica. Era presto anche per loro.

L'autobus.

Chi mostra il pettorale viaggia gratis. Mi è capitato anche in altre gare. Ma non mi era mai successo che l'autista sorridesse e dicesse "good luck".

La metro. Un altro maratoneta la aspetta. Uno solo. Su 37mila. Mi sono svegliato davvero presto.

Il treno. Autobus, metropolitana, treno. Una partenza più vicina al centro no?

I maratoneti aumentano. Ce n'è anche uno vestito da ballerina. Nella mia carrozza sono tutti ultra sessantenni. Ci siamo ritrovati.

Maze Hill. La nostra fermata. Come automi scendiamo dal treno e ci dirigiamo alla partenza.

Le 7.30. Si parte alle 9.45. Forse potevo stare ancora un poco a letto.

L'osservatorio di Greenwich. Gli scoiattoli. I rinoceronti.




Il dirigibile della partenza rossa. L'ingresso della partenza rossa.


La maratona di Londra ha tre partenze. Le strade non sono abbastanza larghe per contenerci tutti. Partenza verde per i top runners, partenza rossa per chi corre per una charity, partenza blu per gli altri.

Arrivo davanti al furgone dove un'ora e mezza dopo avrei depositato la borsa.

(nella foto: la solitudine)

7.45. Si parte tra due ore.

Vado a bermi un tè caldo.

Lo finisco. Mi sdraio sull'erba.

7.55. L'adrenalina sale.

E' ancora troppo presto.

Respiro. Molto lentamente. Molto lentamente. Molto lentamente.

8.30. L'appuntamento con gli altri della squadra. Il primo ad arrivare è Vincent.

Sorride, ma è più agitato di me. Almeno questo è quello che voglio credere.

Where is Stef?

8.45. Mi spoglio. Per indossare la maglia della nostra squadra. Si avvicina Simon, che riconosce la maglia. E' completamente diverso dalla foto.

Siamo in tre e manca un'ora alla partenza. E dobbiamo ancora scattare le foto. Come si fa a tenere il cuore sotto agli 80 battiti al minuto in queste condizioni?

Respiro molto lentamente. Molto lentamente.

Arriva Big Rich. Cazzarola se è Big. Subito dopo Stefano. Neil dopo cinque minuti.

Ci siamo. Posso rilassarmi. Posso risvegliare la bestia. E spalmare la vaselina.


Che bestia!

Ci mettiamo in posa per le foto ricordo.

(nella foto: da sinistra a destra Big Rich, Simon, Vincent, Stef, Neil, V...)

Per vedere il davanti bisogna andare sulla nostra pagina di Justgiving. Così chi non l'ha ancora fatto può lasciare una donazione all'EEIBA, la nostra charity:

Saluto gli altri e vado alla partenza. Terza batteria su nove. Sarò abbastanza avanti? Ero abbastanza avanti.

L'ultimo passaggio dalla toilette (il terzo da quando sono a Greenwich) e posso mettermi in fila per partire.

9.35.

9.36.

9.37.

9.38.

9.39.

9.40.

9.41.

9.42.

9.43.

9.44.

9.45.

Poum.

Si parte.

Ero davvero vicino. Dopo 2 minuti dallo sparo passo il traguardo. A Berlino erano passati 15 minuti.

Il primo tratto è ripido. Corro fluido e senza nessuno che mi intralcia. Posso davvero fare un gran tempo.

Non sono passati neanche 50 metri e c'è già la gente che fa il tifo.

Consumo energie per dare il cinque ai bambini? Ovviamente sì.

Il primo miglio si corre in 6 minuti e 25 secondi. 30 secondi in meno del previsto, il ritmo per stare sotto le 3 ore.

Esatto. Punto a stare sotto le 3 ore. Non l'avevo detto a nessuno. Neanche a me stesso, per non tradirmi. Il mio obbiettivo adesso sono le 3 ore. Non le 3 ore 22 minuti e qualcosa di Firenze. Non le 3 ore e 10 minuti, come continuavo a ripetere ai colleghi inglesi.

3 ore. Cifra tonda.

Am I ready?

Secondo miglio in 6 minuti e 30 secondi. Sto viaggiando forte, ah!!

Corro, corro, corro. Il pubblico applaude, urla, canta, balla, suona. Regala arance. Regala caramelle. Regala birra. Quella no, è ancora presto.

Perdo il conto delle miglia. Da venerdì avevo iniziato a ragionare in miglia, non più in chilometri. Le segnalazioni lungo il percorso sono in miglia. La maratona è 26,2 miglia. Miglia, miglia, miglia.

E' il tredicesimo miglio quando arriviamo al Tower Bridge.


Due ali di folla esultante ci accolgono. Urlo e batto i pugni al petto. Thanks. Thanks. Thanks.

Quante energie consumate in questo modo. Ma quando mi ricapita quest'esperienza?

Superato il ponte c'è il passaggio della mezza maratona. 1 ora e 28 minuti. Se tengo questo ritmo la chiudo in 2 ore e 56 minuti. Se... Tze.

Al quattordicesimo miglio comincio a perdere lucidità. Rallento un poco, ma tanto ho un margine enorme.

Passiamo Canary Wharf, il distretto finanziario di Londra. La Londra 2.

Ho un conato di vomito. No, non durante la gara, mentre scrivo. Londra 2, Milano 2. Niente va, torniamo alla corsa che è meglio.

Canary Wharf. Avevo letto che era la parte più difficile. Invece c'è tanta gente a fare il tifo per noi. E' arrivata fino a qua. Ci sono solo uffici, la domenica è un deserto. E' stracolma di persone urlanti.

A Londra urlano il nome dei podisti. Te lo scrivi davanti sulla maglietta e ti incitano per nome. "Go John!!" "Go Adam!!" "Go Mike, come on, you can do it!!!"

Il mio nome è stampato sul retro della maglietta. Fondoretro. "Look at my ass!" "Stare my ass!" "Look at my bottom!! (se ci sono bambini)".

Niente. Tutti a incitare Adam e Mike. Perfino Carlos viene incitato.

Usciamo da Canary Wharf. No man's land. Fin qui l'unico tratto senza folla. Niente metropolitana, niente case, niente marciapiede. Solo strada.

20esimo miglio. 32esimo chilometro. La bestia nera. Mi sono sempre fermato qui. Ho sempre perso almeno 3 minuti.

Fitta ai reni, mi fermo. Così è andata a Berlino e a Firenze. A Roma è stato al 30esimo, perché non ero allenato.

Fitta ai reni, mi fermo. Londra.

I am ready. I am ready. I am ready.

Mi aggrappo al mio pensiero positivo. L'avevo conservato fino a quel momento. Appare nella mia mente. 10 secondi e riparto. Cammino spedito 30/40 secondi. Corricchio.

Corro.

Non ai ritmi di prima, ma il dolore va scemando.

Respiro. Molto lentamente. Molto lentamente. Pensiero positivo.

Si gira una curva e ritorna il pubblico. Più di prima. Mancano 8 km alla fine. Chissenefrega delle miglia. Chissenefrega delle 3 ore.

A sinistra, nell'altra direzione, corre il gruppo che finirà in 4 ore e 15 minuti. E' all'altezza della mezza maratona. Beati loro, che hanno ancora tanta strada da correre. Tanto pubblico da salutare.

Sono felice. Sto bene. I ritmi velocissimi dei primi 30 km me li scordo. Seguo l'andatura che riesco a tenere. E mi godo il momento.

"Look at my ass!!"

"Go Adam!!"

'tacci loro.

Si passa dentro a una galleria. Anche qui niente folla, ma chissenefrega.

Cento metri e torniamo alla luce. Destra e sinistra una fila continua di gente. 3 km all'arrivo.

Puro divertimento. "I can't hear you!!!" Mentre mimo l'orecchio di Toni.


A quest'altezza dovrebbero esserci Elisa e Sarah, le mie coinquiline. E anche Alessandra. Chissà se si sono incontrate.

"Valerio!!"

Qualcuno ha guardato il mio fondoschiena?!?

Sono Sarah ed Elisa. UAAAAAARGGGGHHHHH!!!!


E accelero!!!

"Valerio!!"

Qualcuno ha guardato il mio fondoschiena?!?

E' Alessandra. UAAAARGGHHH!!!!

L'urlo e l'accelerazione erano più moderate. Avevo già finito le energie.

Riprendiamo con l'orecchio di Toni. "I can't hear you!!!"

2 chilometri al traguardo. 2 ore 55 minuti e qualche secondo.

Azz, me la sono presa un po' troppo comoda con sto oreccho di Toni.

Accelero tranquillo. Sto bene. Sono felice.

Un fiore mi supera. Un fiore! E' una ragazza. Travestita da fiore. Che onta. Che disonore. Chissenefrega.

Westminster. Meno di un chilometro alla fine.

Accelero. Gli ultimi 100 metri. Sul maxischermo sopra l'arrivo si vede il fiore arrivare. Brava!!

Mi giro e corro all'indietro per 50 metri. Come on! Come on!!

Urlano.

Mi giro.

Il traguardo.

La gioia.

Fermo l'orologio.

3 ore 5 minuti e 43 secondi.

Il tempo ufficiale è di 3 ore 5 minuti e 41 secondi. Ma 2 secondi di incoscienza al traguardo ci stanno.

Una ragazza si avvicina per darmi la medaglia. L'abbraccio forte forte. "Well done! Well done!". Mi dice, mentre con lo sguardo probabilmente cerca qualcuno della security.

La lascio andare prima di superare il limite delle molestie sessuali.

Cammino. Lentamente.

Foto ricordo.

Cammino. Lentamente.

Una lacrima.

Cammino. Lentamente.

Ritiro il bagaglio e mi fanno l'applauso. "You're the first of this track".

Vado all'ombra.

Tiro fuori la maglietta asciutta.

Stendo il telo.

Scoppio a piangere. 4 mesi per arrivare qui. Sveglie prima dell'alba. Corse sotto la pioggia.

Ma anche esperienze meno piacevoli. Erano dieci giorni che non bevevo birra. A Londra.

Dove sono stato in questi 4 mesi?

Adesso ricordo.

Sono tornato in Sicilia e in Trentino. Sono stato a San Gaudenzio in provincia di Novara. A Verona. A Milano. A Londra.

E in tanti altri luoghi.

Ero lì. Finita l'ultima impresa. Mi ero svegliato prima dell'alba. Avevo preso il treno giusto. Avevo corso. Tanto.

Esce tutto in un colpo.

E fa quasi male al cuore.

Oh, mi fa proprio male. Mi fa male il petto. Cammino e respiro. Lentamente. Mi ero fermato troppo in fretta all'arrivo.

Passa anche quello.

Si può festeggiare!!

Chiacchiero con altri Finishers. Mangio (quasi) tutto quello che mi hanno dato all'arrivo. Tutto quello che avevo nello zaino.

E vado in cerca di Tamsyn, la ragazza che doveva preparare le torte. La trovo dopo circa mezz'ora, insieme a Stefano.

Torte e birra. London Pride, conservata in ghiaccio per l'occasione.


Poffarbacco se è dura la maratona!!
(c'è un bambino)

2011-03-09

Giro di forza.

Giorni frenetici. Un tour de force.

Londra sta arrivando. Venerdì sera ho l'aereo da Malpensa. Ancora non ho fatto il bagaglio e non ho la minima idea di come riempire la valigia.

Ma parliamo d'altro. Corsa.

Ieri (martedì) ho corso di sera. Per colpa degli incubi. Eccezionalmente l'allenamento di oggi si è tenuto di mattina. Volevo tenermi la serata libera per capire che cosa portarmi a Londra. E per cenare di sfuggita con un amico.

Non avevo mai corso di seguito sera-mattina. Un'esperienza mistica (e sensuale).

Il mercoledì è il giorno del fartlek (o delle ripetute). Il giorno dell'allenamento specifico. Fondamentale per la velocità e la resistenza. Il più duro, dopo il lungo della domenica.

Per oggi erano previsti tre giri da 3 km da tenere sotto i 12'30'' (4'10'' al km), con 1 km di recupero in 4'20''.

Mi sentivo insolitamente vispo. 5 ore di sonno sono sembrate sufficienti al mio corpo. Buon per lui.

I primi 2 km sono andati via tranquilli, a 4'38'' al km. Al bip parte il primo giro.

Tutto l'allenamento si è tenuto a Parco Sempione. Di solito giro per la città, cambio il paesaggio. Oggi volevo godermi il parco di prima mattina. La penultima corsa prima della partenza. Niente più Sempione per due mesi. Il mio bel parco.

Correre dentro al Parco è più pesante che correre fuori. Ci sono i saliscendi del Castello. Ci sono le curve. L'avevo detto che mi sentivo vispo?

Il primo giro si chiude in 11'54'', 3'58'' al km. Non male. 1 km di recupero sotto i 4'20'' e un nuovo giro in 11'39'', 3'53'' al km. Questo l'ho sentito di più.

Le gambe erano ancora dure per la sera prima. Il freddo risvegliava la cena. Finito il recupero sotto i 4'20'', il terzo giro parte che non ero ancora pronto.

Il bel parco. Non posso lasciarlo con disonore. Stretti i denti. 11'42'', 3'54'' al km. Esausto e felice.

13 km in totale. 4'06'' al km di media. C'è un modo migliore di iniziare la giornata?



2011-02-14

Come sconfiggere l'ansia.

Oggi (lunedì) sono stato messo sotto processo. Il processo del lunedì. Il mio corpo ha deciso di punirmi per la condotta scriteriata di ieri. Non mi riferisco ai 30 km corsi velocemente, ma all'impresa da titani.

Tutto quel bendidio preparato da Nonna Leonia esigeva il mio impegno. E mi impegnai. Ma forse (e sottolineo forse) i muscoli addominali non erano pronti a tanto lavoro.

Terminato il processo (digestivo), e il lavoro, ho ripreso a correre. Che novità, starete pensando ironicamente. Ed è qui che vi sbagliate.

Questa settimana è particolare. E' la settimana prima della mezza maratona di Verona, il primo importante impegno della stagione.

La corsa di stasera assume un ruolo ed una fisionomia diversi. Inizia a farsi viva l'ansia e la pressione della gara. In ogni movimento temo che si possa celare un infortunio. Durante l'allenamento temo di essere troppo lento (e se mi abituo ad andare piano?!?) o troppo veloce (e se brucio tutte le energie che ho?!?).

Questo atteggiamento non è di per sé sbagliato. Potrebbe aiutarmi ad evitare altri comportamenti edonisticamente suicidi come quello di domenica (mmm, pasticcio ai funghi). Però un eccesso d'ansia potrebbe compromettere lo stato mentale e la preparazione.

Come evitare gli eccessi? Come trovare la giusta via di mezzo? Qual è il giusto equilibrio tra svacco totale e ansia? Come, in definitiva, sconfiggere l'ansia?

Se lo sapessi avrei molti più capelli e domenica scorsa non mi sarei ingozzato come un'anatra da foie gras. Pensavi di trovare risposte e invece ci sono solo gli sproloqui di un ansioso per la gara di domenica. Che alterna svacco ad agitazione.

Niente risposte. In compenso puoi trovare un invito ad andare su Justgiving e fare una donazione all'EEIBA, se non l'hai già fatto.

Puoi trovare anche le informazioni sull'allenamento di oggi: stasera ho corso 12 km per le strade del centro a 4'40'' al km di media. Qui per il giusto commento.

Buon lunedì.


2011-02-07

Odiavo i lunedì.

Odio i lunedì!
Recita Garfield. O era Bob Geldof?

Anyway.

Questo lunedì parte moscio. Kingpin continua ad assestare pugni allo stomaco.

(nella foto: a destra Kingpin. A sinistra il padre, orgoglioso della carriera del figlio)

Sono riuscito in ogni caso a correre i miei tranquilli e onesti 10 km. 8 km in centro a 4'32'' al km di media e 2 km intorno a Parco Sempione a 4'15'' al km.

Ultimo km, dritto a casa. Doccia, cena e sotto le coperte. Ad aggiornare il blog.

In realtà non avrei neanche voluto aggiornarlo. Volevo precipitare direttamente nel sonno. Recuperare per le fatiche lavorative e podistiche di domani. 10 km si possono raccontare anche il giorno dopo.

Poi ho visto la pagina di Justgiving e mi sono reso conto che c'erano due nuove persone da ringraziare.

Il lunedì assume nuovi colori. Beneamati colori.

Hall of Fame aggiornata. Grazie.

2011-02-06

Rinascita.

Tra i fumetti di Frank Miller (300, Sin City), quello che preferisco in assoluto è Daredevil-Rinascita.

Il fumetto parla della caduta in disgrazia di Devil (il supereroe cieco) a causa di Kingpin (il ciccione pelato cattivo). Kingpin scopre la vera identità di Devil e ne distrugge l'esistenza. Dopo essere caduto nell'abisso, Devil ... ok. Non vi voglio rovinare il finale.

Il mio Kingpin si chiama influenza intestinale. Ha scoperto chi c'è dietro il maratoneta e l'ha massacrato.

Adesso sto rinascendo. E devo farlo in fretta, la mezza maratona di Verona è fra due settimane. Fino a martedì scorso pensavo che me la sarei bevuta in meno di 1 ora e 27 minuti. Adesso è una sfida non da poco riuscire a correre lì il mio miglior tempo. Forse è meglio così, il gioco Ok il tempo è giusto! diventa più interessante.

Oggi (domenica) è stata la prima uscita da lunedì. Avrei dovuto correre 16 km tranquilli. Ma avevo bisogno di una scossa.

(nella foto: il maratoneta va ad approfittare del blocco del traffico, del sole e dei 16° a febbraio)

Per oggi mi ero posto l'obbiettivo di correre 20 km sotto i 4'20''. Ne ho corsi 19. Kingpin si è rifatto vivo e ho preferito non sfidarlo adesso, che sono ancora debole. Comunque sono riuscito a tenere 4'18'' al km di media, cedendo solo negli ultimi due km.

Ancora non sono rinato. Ma si intravede una luce in fondo al tunnel. Speriamo non sia un tir.

Mentre correvo sul Naviglio Grande avevo in mente "I'm shipping up to Boston" dei Dropkick Murphys. Il video non è proprio pacifista. La musica da una grande carica.
Eccola.


A breve: tabelle.


2011-02-03

Note di servizio.

Lo spazio di stasera è dedicato al Mondo dei Podisti.

Queste brevi note per comunicare che sto meglio. L'influenza sembra essere passata. Domani andrò a lavorare e, spero, domenica riprenderanno gli allenamenti.

Grandi notizie, infine. Ho finalmente aggiornato la pagina "cosa portate?".

Aggiornata anche la Hall of Fame. E non solo con Runner's World. Grazie.

2011-01-17

Bollettino meteo.

Stamattina non avrei dovuto correre. Volevo andare di sera. Poi mi è stata prospettata una cena a base di Pizza da Mimmo (più buona di quella di Spontini). Prima di coricarmi ho puntato la sveglia.

Le gambe erano durissime per via del lungo di ieri. E del "defaticamento" dell'altroieri. E dei 12 km dell'altro altroieri. E dei 73 km totali della settimana scorsa.

La cena iperproteica non ha aiutato. Dovevo correre 9 km veloci stamattina, a tutti i costi. Dopo un giro al Parco Sempione mi sono infilato nei vicoli di Cairoli. Sono sbucato su Via dei Meravigli. Poi ho girato davanti al Litta su Via del Caffellatte (o del Cappuccino, non ricordo).

Non avevo energie. A Piazza Borromeo ho chiesto aiuto al Santo, ma non mi ha ascoltato. Giustamente.
Ho cercato di caricarmi di rabbia, passando dal dito di Cattelan. Vivo era il ricordo dell'altra volta. Ho fatto finta di niente e sono scappato in Cordusio.

Via Dante, di nuovo Parco Sempione e poi casa.

Ho realizzato che la settimana scorsa ho dedicato tre post al "sole". Il primo e il secondo erano sullo sciopero del quotidiano, il terzo una metafora per descrivere l'iniziativa dei Podisti da Marte.

Stamattina la mia corsa è stata caratterizzata dalla nebbia. E non si trattava solo del tempo.

Buon lunedì. Nebbioso.



2011-01-12

Dreaming a New Hope.

Una Nuova Speranza per l'Italia


Valerio Scollo ha una laurea in legge, parla un italiano stentato e lavora a Milano. La sua vita è cambiata da quando ha deciso di correre per l' EEIBA.


"Scusa, stavo rispondendo alle domande di Rachel Donadio del New York Times"
"..."
"Adesso esco"
"Che è questa puzza in bagno? Che hai combinato questa volta?"
"Niente, niente. Ero solo un po' culo. Adesso esco."


2011-01-08

Allenamento incrociato.

1 km nuoto.
500 m trasporto spesa.
8 camicie, 5 maglie, 2 pantaloni ferro da stiro.

(nella foto: cross-training)

Domani, 21 km a Monticello di Brianza (Lecco), con Oliviero e Manlio. Spero di avere ancora energie. Il ferro da stiro è stato provante. Basteranno le alghe che mangio stasera?

p.s.
La Hall of Fame è stata aggiornata. Grazie, davvero.

p.p.s.
Sul ferro da stiro volevo fare una battuta sull'ironman. Ma l'avrebbero capita in pochi. Chi la immagina (e l'ha capita) è autorizzato a ridere. O a piangere.