Questo blog non sarà più aggiornato.
Il Maratoneta continua a pubblicare su http://piovonorunners.blogspot.com/
Ci vediamo lì.

2011-01-15

Correre con lentezza.

Prima di tutto: comunicazioni di servizio.
Domani mattina (domenica), appuntamento alle 9 a Piazza Cairoli. Corsa a ritmo molto leggero con i Podisti da Marte. Si distribuiranno fiori ai passanti nella migliore tradizione marziana e, soprattutto, si raccoglieranno fondi per la Fondazione de Marchi.

L'evento su facebook.

Il sito dei Podisti da Marte.

Oggi la tabella prevedeva defaticamento. Riposo? No, defaticamento. Non è facile da spiegare a chi non corre. Soprattutto a chi non è un malato-segui-tabelle-leggi-riviste-podista. Si corre, ma non si fatica.

Il segreto sta nell'andare a un'andatura lenta e con un ritmo cardiaco sotto i 140 battiti al minuto (ma dipende dall'età). Non so perché ho scritto "il segreto". Troppa pubblicità del Mulino Bianco da piccolo forse.

La distanza programmata per oggi era di 8 km. Per 7 km ce l'ho fatta a tenere un ritmo lento, sempre sopra i 4'40'' al km. Sempre sotto i 140 battiti al minuto.
In armonia con il mondo e con la natura intorno. Apprezzavo le foglie di Parco Sempione. Appese agli alberi come i soldati in autunno. Gustavo con il respiro la freschezza dell'inverno.
Sorridevo ai bambini che giocavano con la palla. Rassicuravo le madri dei bambini che giocavano con la palla sorridendo anche a loro. E anche ai padri, visto che c'ero.

Poi mi sono rotto e ho corso l'ultimo km in 3'54''.

Oggi ne ho approfittato anche per usare una parte dei nuovi acquisti: un paio di scarpe e due magliette.

nuovi acquisti


Le scarpe, decisamente più pulite delle altre, e la maglietta "I'm training for Milano City Marathon" le ho usate oggi. La maglietta dei Podisti da Marte la userò domani.

Come direbbe mio zio: Shabbath Shalom.

Come direbbe nonna Pina: copritevi.

2011-01-14

I consigli della nonna.


Dov'ero rimasto? Ah, sì, "ci vediamo tra 12 km".

Sceso dall'ufficio, mi trovo davanti al Razzo missile.

 (nella foto: il Razzo missile) 
 
Tolgo il lucchetto rosso. Tolgo il lucchetto nero. Metto le mani in tasca.
"E i guanti?
Azz. Li ho dimenticati su.
Li vado a prendere?
No dai che faccio tardi.
Si dai è meglio così.
Ok, adesso basta pensare che chi legge s'annoia.
Se non ci fossi tu.
"

L'inferno gelato si abbattè sulle mie mani. Fiamme di ghiaccio lambivano la pelle. Penetravano la carne. Aggredivano le ossa. Arrivato al portone di casa, le mani si presentavano come moncherini inutilizzabili.
Forse sto esagerando. Sicuramente erano molto screpolate. Più del solito almeno.

Mi sono tornati alla mente i consigli della nonna. Copriti che è freddo. Ma nonna? E' il 15 di agosto?!? Sì, ma quando finisci la partita c'hai freddo.
Io la schernivo. E finita la partita, attraversavo il paese con il bolide (la bici che ho a Milazzo) a petto scoperto. Perché la maglietta era troppo sudata.
E la mattina dopo tossivo, e tossivo, e tossivo...

(tuu, tuu, tuu)
"Pronto!"

"Nooonnuzza!!"

"Valerio!!!"

"Come stai?"

"Eh, c'amu a fari? (che dobbiamo fare?)"

"T'ho pensato stasera."

"Io sempre ti penso."

"Sì, nonna, anch'io. Ma ti ho pensato perché avevo freddo alle mani perché mi ero scordato i guanti. E mi è sovvenuto di quando mi dicevi di coprirmi."

"Ah, e picchì ti scuddasti? (perché te li sei dimenticati?)"

"Perché sono rimbambinutu (rincoglionito). Lavoro, corro, scrivo sul blog."

"Chi? (che cosa?)"

"Il blog, quella cosa su internet."

"Mh."

"Sai, quella cosa per l'EEIBA."

"Chi? (che cosa?)"

"L'EEIBA, l'associazione che aiuta gli elettricisti in difficoltà."

"Gli elettricisti? E che c'ancucchi cu gli elettricisti? (quale collegamento c'è tra te gli elettricisti?)"

"Ma perché sono in difficoltà."

"Ah, allora va bene. E' beneficienza."

"Esatto. Per gli elettricisti inglesi."

"Inglesi?!? Ma cu gl'italiani che moiunu i fami?!? No potivi fari pi i picciridditti malati?"

"E nonna, vediamo quello che si può fare per i bambini malati."

"..."

"Ho fatto anche una donazione a tuo nome. 10 sterline. Una piccola parte del tuo regalo di Natale, per fare vedere come si dona con Justgiving."*

"Vabbuò va, i ora chi fà? (e adesso che fai?)"

"Adesso vado a correre 12 km."

"a st'ura? (a quest'ora?)"

"Eh, stamattina nun mi sbigghiai."

"Copriti che prendi freddo."

"Certo nonna."

"U Signuri mi ti benedici."

"E di tia mi nun si scorda."
 
(nella foto: i consigli della nonna)





La corsa del venerdì/2

L'ho già detto che c'è di bello a correre il venerdì?
Ci vediamo fra 12km. Maria Diletta Damin

La corsa del venerdì.

Sapete che c'è di bello a correre il venerdì mattina? E' venerdì mattina.

E oggi è uscito anche il Sole.


Stamattina non sono andato a correre. Non mi sono svegliato al primo squillo. Quando ho riaperto gli occhi erano già le 6.30. Il tempo non sarebbe bastato per correre 12 km. E andare a lavoro in orario.

Ieri mi sono coricato tardi. Ho fatto altro. Partita a Scarabeo. Perso, ma ne valeva la pena.
Per correre c'è anche la sera. Maria Diletta Damin

Pronto a ricevere il Sole.


2011-01-13

Tendènze.

Oggi la tabella settimanale prevedeva riposo. E ho rispettato il Suo diktat con mooolta fatica.

Stamattina mi sono svegliato alle 7 e mezza. Stasera ho mangiato alle 20 e 40. Pubblico questo post e vado a letto. Mi guardo un film, leggo un libro, faccio altro.

Noia? No, gioia.

La gioia di essermi imbattuto in questo blog: http://piovonorunners.blogspot.com/

Un amico (che avrei tanto voluto coinvolgere nella Relay Marathon di Milano, grrrr), ha deciso di correre la Relay Marathon di Milano (grrrr) con altri. Aveva già fatto questa scelta prima che glielo chiedessi, sei giorni fa. E per questo perdono lui e i suoi amici. E li assolvo da ogni peccato.

Il post dell'intervista al New York Times aveva anche una funzione esorcizzante. Dopo avere visto il numero di contatti che questo luogo stava avendo (grazie), avere ricevuto email (grazie), citazioni in altri blog ben più prestigiosi (grazie), contributi alla Causa (grazie), cominciavo a pavoneggiarmi troppo (prego). Quantomeno più del solito.

Capitemi, sono un umile ragazzo di provincia, figlio di un falegname. Nato in una stalla insieme a un bue e a un asinello. Adesso la gente legge, interpreta e commenta episodi della mia vita terrena. Che cosa dovrei pensare?

Nella corsa, come nella vita, non è bene farsi trascinare dall'orgoglio e dalla superbia. Aumentano i battiti cardiaci, si dimenticano i veri obbiettivi, si rischia di perdere gli amici.

Poi ho ricevuto il messaggio di Carlo, che mi annunciava l'apertura del suo blog. Dopo essere rimasto "affascinato" dal mio.

Per i miracoli: race4charity@gmail.com
Per le indulgenze: Un fiorino!

(nella foto: il maratoneta si prepara a trasformare l'acqua in caffè)


Lo Sciopero del Sole.

Un tempo l'associazione immediata sarebbe stata questa.


Oggi è questa.

2011-01-12

Dreaming a New Hope.

Una Nuova Speranza per l'Italia


Valerio Scollo ha una laurea in legge, parla un italiano stentato e lavora a Milano. La sua vita è cambiata da quando ha deciso di correre per l' EEIBA.


"Scusa, stavo rispondendo alle domande di Rachel Donadio del New York Times"
"..."
"Adesso esco"
"Che è questa puzza in bagno? Che hai combinato questa volta?"
"Niente, niente. Ero solo un po' culo. Adesso esco."


2011-01-11

Pausa.

Nel linguaggio silenzi e parole hanno pari dignità. Nella corsa no. La parola (il lavoro) è più importante del silenzio (la pausa). Però a volte le pause aiutano.

Le pause consentono di apprezzare il lavoro. E danno a corpo e mente tempo per il recupero.

Oggi pausa. Oggi niente nebbia, pioggia o fatica di altro genere da raccontare.

Lascio la parola a un articolo apparso sul numero di dicembre di Runner's World Italia. Nell'articolo si parla della poca "internazionalizzazione" dei podisti italiani. E' interessante soprattutto un passaggio, che ho evidenziato.

Si ricollega idealmente a quello che ieri Manlio ha scritto qui. E che riporto in estratto qui sotto.
"Valerio, tra parentesi atleta GRC..., sta preparando la maratona di Londra alla quale è riuscito a iscriversi con una onlus inglese alla quale destinerà il denaro che sta raccogliendo. Il suo è un bel progetto, anche perché dimostra che anche noi italiani sappiamo correre per beneficenza e non soltanto sui tracciati di casa: qui c'è molto da fare perché all'estero si stanno facendo una brutta idea del runner italiano, ma ci torneremo. Per ora vi invito a far girare la voce sulla maratona di Valerio e sulla sua iniziativa, che lui descrive e aggiorna sul suo blog nato per l'occasione: fare del bene (anche con la maratona di Milano, dove organizzerà una staffetta)"
Non che me ne freghi tanto di quello che pensano all'estero. Non hanno neanche il bidet. Però dispiace essere ritenuti per principio inaffidabili. Solo perché italiani.
Consoliamoci, almeno siamo puliti. Al contrario di inglesi e francesi.

Vi lascio alle parole del direttore di Runner's World Italia. Buona lettura. E buona pausa.


p.s.
Per leggere cliccare sull'articolo.

2011-01-10

Scarpe pulite.

Stasera a Milano pioveva. Che buona sorte.

No, sul serio. La tapasciata in Brianza di ieri mi aveva lasciato le scarpe tutte incrostate di fango.

prima

Ho corso 12 km sotto l'acqua continua e scrosciante. I primi 2 km a 4'40''/km, poi sempre sotto i 4'30''/km. Gli ultimi 3 km sono sceso sotto i 4'10''/km. Questa volta non era un istinto qualsiasi a farmi correre così veloce. Era l'istinto di sopravvivenza.

Per fortuna avevo un obbiettivo ulteriore. Centrare tutte le pozzanghere che c'erano sul percorso. Per pulire le scarpe. Non certo perché era divertente (ciaf ciaf ciaf).

Non è stato facile trovare pozzanghere. Erano quasi tutti i laghi. Ma il risultato è premiante.

dopo

O no?

p.s.
Oggi questo blog è stato citato. Qui.
Grazie.

2011-01-09

Sensazioni e programmi.

Lo so. Quattro post in un giorno sono troppi. Sarà l'aria brianzola respirata stamattina. Non riesco a fermarmi.
Per chi si fosse perso i precedenti della giornata, di seguito i link diretti: "Brianza Alcoolica.", "Perego.", "Regole del mercante in fiera.".

E' domenica. Tempo di bilanci e programmi.
La settimana appena trascorsa è stata piuttosto impegnativa. Lunedì sci, da martedì a giovedì corsa e venerdì piscina. Domenica corsa.

La tabella è stata più o meno rispettata. Ho spostato un chilometro da mercoledì a giovedì e domenica ho corso a ritmo libero. Ho aggiunto il lavoro in piscina.
In totale sono stati corsi circa 59KM. Per voi, un estratto del mio diario:

Le gambe e le ginocchia hanno retto lo sforzo. Il corpo e la mente anche. Quindi tutto bene.

Una settimana del genere non è ripetibile. Da domani riprende il lavoro serio, quello che impegna almeno dalle 9 meno un quarto alle 20. Quello che assorbe la mente anche dopo l'uscita dallo studio. Quello che amo fare.

Sono necessari almeno due giorni di riposo fisico completo. E sarà più difficile rispettare la tabella. Conto di farcela. Se si prende un impegno lo si rispetta.

Domenica, 22° missione dei Podisti da Marte. Per chi è interessato a partecipare, tutte le informazioni sono qui e qui.

Ecco la tabella della quarta settimana. Buona ripartenza. E buona fortuna.

Regole del mercante in fiera.

Un amico, leggendo il post "Mercante in fiera.", mi ha chiesto come mai non avessi inserito le regole.
Un'amica ricordava con nostalgia le partite che facevamo da piccoli. E rifletteva, amaramente, che ne aveva oramai dimenticato le regole.

Sperando di fare cosa gradita a entrambi:

Il mercante in fiera
Le regole descritte sono quelle in uso a Milazzo (ME). Ma immagino che siano uguali in tutta Italia.

Si gioca a mercante in fiera con due mazzi di quaranta carte, raffiguranti persone (ad es. il lattante), animali (ad es. la foca) o cose (ad es. la gondola). Le figure dei due mazzi sono uguali, mentre il dorso è di colore differente.

Uno dei giocatori fa il mercante. Il mercante prende uno dei due mazzi e distribuisce, a modico prezzo (ad es. 1 euro), una carta a tutti i partecipanti. Le altre carte sono vendute all'asta. Il mercante decide quante carte vendere di volta in volta (di solito un numero compreso tra 1 e 4). Più il mercante è bravo, più soldi riesce a raccogliere con l'asta. E a far divertire i partecipanti. A Milazzo abbiamo Pippo, un'istituzione. Temo che non sia disponibile per trasferte. Però se volete mi informo.

Esaurite le carte del primo mazzo, si prende il secondo mazzo. Da questo vengono estratte 5 carte, senza che nessuno ne veda le relative figure. Le carte vengono posizionate una accanto all'altra al centro del tavolo. I soldi raccolti con la vendita iniziale e con l'asta vengono distribuiti su ciascuna delle 5 carte, in ordine crescente. Il quinto premio è la beffa (u chiaccu). Il valore è solitamente pari al prezzo della prima carta (1 euro).

Le carte del secondo mazzo che avanzano, quelle non vincenti, vengono estratte una ad una. Con grande sadismo del mercante. Alla fine resteranno solo 5 carte in mano ai partecipanti. Il primo e l'ultimo premio vengono estratti insieme.

Credo di avere detto tutto. Se manca qualcosa, o avete domande, commentate pure.

Buon divertimento.

Perego.

Scusate. Ho fatto vedere le foto della collina di Perego.
Un tributo ad Antonio Albanese è d'obbligo.

Brianza Alcoolica.

Tapasciata in Brianza. Dicesi tapasciata la corsa non competitiva che attraversa ameni paesini, campagne, boschi e affini, con punti di ristoro non convenzionali. Di solito servono acqua, tè, biscotti, salamella, e roba simile.

Oggi dovevo correre 20 km. Anziché correrli in città, mi sono aggregato a un gruppo di amici e li ho corsi nei paesini attorno a Monticello Brianza (LC).

Mi sono svegliato alle 5.50, ho preso due metropolitane, e ho fatto 40 km di macchina. C'era nebbia, fango (tanto), salite spezzafiato e tratti ghiacciati. Non c'erano neanche le salamelle.

Mi sono divertito tantissimo. E' difficile da spiegare a chi non corre. La tapasciata è un momento in cui i podisti, esseri alienati e, tendenzialmente, solitari, incontrano altri podisti (tanti) in un contesto scanzonato e non competitivo. Si chiacchiera, si corre, si corricchia, si fa qualche garetta. Si affrontano salite impervie cercando di sopravvivere e, se possibile, di arrivare in fondo sempre correndo. Si commenta quanto dura fosse quella o quell'altra salita.

E soprattutto si vedono paesaggi bellissimi e non convenzionali.

la collina di Perego

la vista dalla collina di Perego


Ovviamente le foto sopra sono boutade. Uno scherzo. La foto della collina di Perego è questa.

(nella foto: la collina di Perego. Tutta da immaginare)

(nella foto: il maratoneta osserva la collina di Perego, basito)

Anche se non ho seguito affatto la tabella, l'allenamento è stato positivo. Ho corso i primi 2 km con Oliviero a 4'40'' al km. Poi ho seguito per un po' Manlio, a una velocità più moderata. Poi ho ripreso Oliviero, e siamo arrivati insieme al traguardo.

Oliviero è un ragazzo di 55 anni che corre con la società sportiva Atleti Campo Giuriati. In meno di quindici anni ha corso una cinquantina di maratone e diverse 100 km. Ci eravamo conosciuti sul pullman del Gazzetta Runners Club per la maratona di Firenze. Qui per il racconto di quell'avventura,

(nella foto: l'atleta con il maratoneta)

Manlio è Manlio Gasparotto. Un mito fatto blog. Trascinatore di tanti sedentari, fondatore del Gazzetta Runners Club e organizzatore di grandi avventure. Delle tante, ho partecipato a quella di Firenze, di cui sopra e, soprattutto, alla Strongman Run. Una gara che aveva così tanto fango in cui correre, che al confronto la tapasciata di oggi sembrava il deserto del Sahara.
Qui il racconto della Strongman Run (in fondo, un contributo del sottoscritto).

Sto divagando troppo. Colpa della Brianza. E dell'ottimo brunch che è seguito. Brianza nebbiosa. Brianza fangosa. Brianza ghiacciata. Per fortuna c'è anche Brianza Alcoolica.

2011-01-08

Allenamento incrociato.

1 km nuoto.
500 m trasporto spesa.
8 camicie, 5 maglie, 2 pantaloni ferro da stiro.

(nella foto: cross-training)

Domani, 21 km a Monticello di Brianza (Lecco), con Oliviero e Manlio. Spero di avere ancora energie. Il ferro da stiro è stato provante. Basteranno le alghe che mangio stasera?

p.s.
La Hall of Fame è stata aggiornata. Grazie, davvero.

p.p.s.
Sul ferro da stiro volevo fare una battuta sull'ironman. Ma l'avrebbero capita in pochi. Chi la immagina (e l'ha capita) è autorizzato a ridere. O a piangere.

2011-01-07

Pull the finger.

Il meteo di Repubblica si sbagliava. Alle 6.10 del mattino c'è troppo freddo per la pioggia.

(nella foto: il pensiero positivo visualizzato per 12 km)

Parco Sempione ghiacciato, anche oggi giro in città. Al contrario dell'altra volta c'era più gente. Non le ho contate tutte, ma saranno state almeno tre persone.

Prima visita: Montenapoleone. Per i saldi. Poi un saluto agli Omenoni e passaggio alla marziana in Galleria.

Da tempo volevo vedere il dito di quel genio di Cattelan (laurea honoris causa a Trento, in sociologia). Quale migliore occasione? Ci ho messo un poco a trovare la Borsa, tra i vicoli vicino Piazza Cordusio. Ma alla fine, eccolo lì, in tutta la sua metaforica profondità.

(nella foto: un saluto dai fratelli Lehman)

Mi trovavo già al 9° km e decisi di riprendere la strada di casa. Fu a quel punto che, complice il freddo al pancino, si fece sentire la cena della sera prima. Anche se ancora non pioveva, cominciò a tuonare.

2011-01-06

Justrunning.

Grandi novità. E' stata aggiornata la pagina di Justgiving. Per chi non lo sapesse, Justgiving è il modo diretto per contribuire alla causa.

La pagina della squadra per Londra è questa: http://www.justgiving.com/Rexel-UK-Green-Team

Dato che è in inglese, ho pubblicato le istruzioni qui.

Come dicevo, è stata aggiornata la pagina della squadra. Da ieri è presente anche questa fotografia.

(nella foto: 33° km di Firenze. Un sorriso "spontaneo" per il fotografo)

Ne ho di migliori, ma questa era l'unica in cui si vedeva bene il simbolo del nostro grande club.

Mi è stato chiesto anche di scrivere una frase che rappresenti la mia preparazione per Londra. Di solito ho due mantra che ripeto durante la maratona: "don't dream it, be it" e "no one can stop us now, 'cause we are all made of stars". Il primo è il finale di The Rocky Horror Picture Show. Il secondo è il ritornello di una canzone di Moby. Mi sembravano banali per lo scopo.

Quindi me ne sono uscito con questa frase: "I don't know how to run a marathon. I can just dream it, plan it, be it!" (trad.: "Non so come correre una maratona. Posso solo sognarla, pianificarla, esserla"). Presuntuosa. Mi descrive bene. Però se ne avete in mente di migliori, posso cambiarla con una che mi faccia sembrare meno "prick" (trad1, trad2). Fatemi sapere.


Allenamento

Prosegue la preparazione per Milano-Londra. Ieri (mercoledì 5 gennaio) ripetute/fartlek. Ho eliminato un chilometro dal riscaldamento. Sarei arrivato in ritardo al cinema. American Life, stupendo film di Sam Mendes. Stile Juno per intenderci, ma più maturo. E gli attori protagonisti erano davvero bravi.

Allenamento. Come dicevo: ripetute/fartlek. Ho accelerato un poco il recupero per le ragioni di cui sopra. Quindi da ripetute si sono trasformate in fartlek. Alla fine stavo bene. E il film era davvero appagante. Quasi come il panino alla porchetta che ho mangiato prima.

Oggi (giovedì 6 gennaio) ho aggiunto il chilometro perso ieri. La tabella diceva corsa media. 9 km in leggero crescendo, da 4'40'' a 4'20'' al km. Ho deciso di guardare poco il cronometro e di seguire soprattutto l'istinto. Alla fine, sui 10 km, ho tenuto una media di 4'21'' al km. Il mio istinto mi vuole fare correre veloce. E non va bene. Cattivo istinto.

Domani ci sono i leoni (hic sunt leones). Sveglia alle 5 e 40 per correre 12 km prima di andare a lavoro. Un po' come l'altra volta. In fondo poteva andare peggio. Poteva piovere.

(nella foto: il peggio)

2011-01-05

Tabelle. Terza settimana.

Terza settimana dall'inizio ufficiale dell'allenamento per Milano e Londra.
Quindi (rullo di tamburi) TERZA TABELLA!!!

(nell'immagine: la mia morte)

Questa settimana, complici ferie ed Epifania, il carico è piuttosto elevato.
Del primo e del secondo giorno si è già parlato.
Oggi: ripetute. Giovedì e venerdì: uscite a ritmo medio. Domenica: lungo.
Vediamo se questa volta ce la faccio. AH.

Capodanno trentino.

Buon anno.

Che bello scrivere con una tastiera pulita. Beh, non è proprio pulita. Ma almeno so che c'ho fatto.

Quest'anno grande festa in Trentino. Pochi ma buoni, ospiti di una grande amica.

(nella foto: quel che resta del 2010)

Il primo di gennaio, sveglia presto per visitare la città di Bressanone. Desideravo farlo da tempo, dicono che ci sia lo strudel più buono della regione.
Visita all'abbazia di Novacella, consigliatami nientepopodimenoche dal Prof. Diego Quaglioni ai tempi dell'Università (i trentini sanno di che parlo). Pomeriggio di riposo all'Acquarena.

Quello che ho fatto il 2 gennaio lo sapete già.

Il 3 gennaio, altro grande evento (per il sottoscritto). Dopo più di tre anni ho rimesso gli sci ai piedi. Come alcuni di voi sanno già, giocando a calcetto, nel marzo 2008 lacerai il legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Fui operato ad agosto 2008 dal Dott. Andrea Cescatti, dell'ospedale di Rovereto. Da allora ho corso tre maratone, diverse mezze maratone e ho ripreso a giocare a calcetto. Ma non avevo più sciato.

Con un amico, del quale sentirete parlare, la sua famiglia, e altri due amici trentini, abbiamo affrontato il Sellaronda.

(nella foto: in verde, 26 km di piste)

Il Sellaronda (o giro dei quattro passi), è un giro sciistico. Sci ai piedi, si percorrono quattro passi dolomitici intorno al massiccio del Gruppo Sella. La vista è mozzafiato e le piste sono tra le più belle al mondo. Alla partenza c'erano -12°.

(nella foto: fisica sperimentale. Gli effetti sull'acqua minerale della permanenza per sei ore in una macchina parcheggiata a Santa Cristina il 3 gennaio 2011. Esito dell'esperimento: si ghiaccia)

Ero piuttosto preoccupato per la difficoltà del percorso. Ci ha pensato la nostra guida a rassicurarmi: "non ti preoccupare Vale, le piste nere bisogna andarsele a cercare". Ne abbiamo trovate sei. Che fortunelli!
Nonostante la difficoltà del percorso e il freddo, la giornata è stata fantastica. I muscoli non hanno sofferto troppo il mio stile "violento" (d'altra parte sono stato azzurro di sci). E alla fine mi è anche passato il fastidio al ginocchio sinistro.

(nella foto: un uomo felice nonostante i -15° in cima al Pordoi. Ha contribuito alla causa)

Il giorno dopo, 4 gennaio, 3 km a 4'40'', 5 km a 4'30 e 1 km a 4'20''. Si inizia a fare sul serio.

2011-01-02

Notizie dal fronte settentrionale.

Fronte del Brennero STOP Trento STOP internet point STOP corso 14 km STOP 2 km 4'40'' STOP 12 km 4'02 STOP tabelle rispettate STOP prossime tabelle 5 gennaio STOP torno Milano STOP tastiera appiccicaticcia STOP che schifo

(Traduzione: sono a Trento in vacanza. Sto scrivendo da un internet point.
Stamattina ho corso 14 km. Sono incredibilmente riuscito a rispettare la tabella della settimana. Pubblicherò la prossima il 5 gennaio, quando tornerò a Milano.
Per ogni lettera che batto provo un grande disgusto. La tastiera è appiccicaticcia, non voglio immaginare che cosa c'ha fatto il tipo di prima. E non vi dico che cosa sta guardando il tizio accanto a me. Blah. Ok, ve lo dico: un video dei Tokyo Hotel)

2010-12-31

Milano di notte.

Mi capita spesso di correre con il buio. Ma di notte no. Stamattina la sveglia è suonata alle 5.40. L'ho fatta squillare due volte prima di alzarmi. Non ci volevo credere.

I guanti, le chiavi e tutto il resto erano già pronti. A queste ore basta veramente poco per farmi tornare a letto.

Quando sono uscito era buio. No, peggio, era notte fonda. Mi è capitato altre volte di correre a quest'ora, ma mai in un simile deserto. Come mai? Che succede oggi?

Mi sono venute in mente le parole di Fabrizio, capitano dei Podisti da Marte. "la mattina si può correre in centro senza problemi". Se lo si può fare la mattina, ho pensato, lo si potrà fare anche di notte. Mi sono cimentato in una corsa marziana. Prima un giro veloce a Parco Sempione. Poi Moscova, Corso Garibaldi, Via Broletto, Galleria. Nessuno. Dove sono finiti i milanesi?

Proviamo il quadrilatero della moda. Sarà stata l'ora, quasi le 7, ma ho iniziato a incrociare qualcuno. Fantasmi dall'occhio spento, sorpresi da questa figura smilza e zompettante. Montenapoleone, Via della Spiga, Brera. Le vetrine della moda erano illuminate e addobbate per il capodanno. Al secondo giro nella Galleria avrò incontrato una decina di persone. Una folla. Allora non c'è stata l'apocalisse?

Mentre tornavo a casa, alle mie spalle, albeggiava. Credo. Troppo sonno per il saluto al sole. Un allungo finale ed ero sotto casa. Il portiere sorrideva. Lui non si sorprende più. Il cronometro segnava 14km a 4'29''/km di media. Troppo veloce. La Città era troppo bella per badare al cronometro.

Beh, andiamo a lavorare. Buon anno.

(nella foto: tanta fortuna, prima di essere cotta)

2010-12-29

Dove sono le chiavi?

Oggi si esce un po' prima. Un breve passaggio da [negozio monomarca] prima che chiuda. Che schifo di scarpe! E le chiamano classiche? Made in China a 110 euri? Folli. Questa volta non mi fregano, vado nel negozio sotto casa!!

Pedalare, che stasera si torna dalla corsa prima delle 21... Ecco le chiavi già pronte. I guanti che fa freddo. Dov'è il cardiofrequenzimetro? Lo perdo sempre, devo metterci un allarme. Eccolo. La canotta. La maglietta. I fuseaux. Certo che una volta, si correva in tuta. Forse non era così tecnico, ma almeno non sembravamo deficienti.

Musica. Oggi sono 8 km tranquilli. 6 km a 4'40''/km e 2 km a 4'30''/km. Possiamo andare di classica. Dov'è il CD che mi hanno regalato a Natale? Händel suonato da Hiro Kurosaki e William Christie. Me cojoni.

Ok, adesso si carica il CD. Dove ho messo le chiavi? Boh, controlliamo la posta. Dove sono i guanti? Händel caricato. Che ore sono? Le 20.40. Lo sapevo. Ma perché non riesco mai a partire a un orario umano? Dove sono i guanti? Le chiavi?

Ma devo uscire? Fa freddo. E' tardi. Ho fame. Milano-Londra, Milano-Londra, Milano-Londra.

Usciamo. E le chiavi? Il mazzo di riserva. E i guanti? Quelli che non mi piacciono.

0°. Aaaahhh, il tepore milanese.

(nella foto: la recherche)

2010-12-28

-4.

Fra quattro giorni sarà il primo dell'anno nuovo!!! No, non era questa la notizia.

A Milano stasera c'erano -4°. E ho fatto quattro ripetute.

"Stasera esco prima, alle 19. Massimo alle 19.30". Alle 19 ricevo una telefonata. Alle 21 esco dall'ufficio. Non mi do per vinto, una promessa è una promessa. Oggi ripetute.

Arrivo a casa, mi cambio, un bacione alla nonna-preoccupata-che-non-rispondevo, esco. 21.32.

Primi 2 km a 4'50'' tranquilli. Sbuffo come un cavallo per scacciare la sensazione di freddo. Al secondo bip dell'orologio parte la prima ripetuta. 1'50'' per 500 m. Un po' veloce a pensarci bene, fa 3'40'' al km. E a quanto il recupero? 500 m in 2'15''. Eh? 4'30'' al km?

Alla fine non erano ripetute, ma fartlek. Non me n'ero accorto. Non che cambi qualcosa, ma almeno potevo farci caso mentre ricopiavo l'esercizio nella tabella. Cos'è il fartlek?
Cerchiamo su google una definizione da copincollare... C'è una pagina di wikipedia!! Grazie Jimmy Wales. Chi è Jimmy Wales? Per fortuna c'è una pagina anche su di lui.

Alla fine ero distrutto. C'ho aggiunto 2 km di recupero e sono rientrato a casa che avevo ripreso a sentire freddo. 8km a 4'30'' di media.

Ma il bello doveva ancora arrivare. Erano le 22.20. Fame, fame, fame. Apro una busta di lattughino e ne verso il contenuto in una ciotola. Lancio due fette di petto di pollo nella padella calda. Verso nella ciotola una scatoletta di tonno. Irroro il pollo con salsa di soia mentre è nella padella. Sminuzzo il pollo e sei pomodori secchi nella ciotola. Che cosa manca? Alghe. Sì alghe. Fonte di proteine, ferro e sali minerali. Comprate nel negozio cinese sotto casa. Viscide e gommose. Slurp.
(nella foto: la globalizzazione)

2010-12-27

Tabelle, mes amours.

Finiti i bagordi delle feste, si torna a correre seriamente.

E' noto che la maratona richiede preparazione costante e grande disciplina. Nonostante ciò sono riuscito a correrne tre in meno di un anno. Ce la possono fare davvero tutti.

Prima di correre una maratona preparo una tabella per programmare gli allenamenti. Solitamente adatto quella di Fulvio Massini per finire una maratona sotto le 3 ore e 30. E' più comoda perché prevede solo quattro uscite a settimana. Nonostante ciò, è difficile che riesca a seguirla in modo costante e disciplinato. Probabilmente anche per questo, in tutte le maratone che ho fatto, e concluso, mi sono fermato intorno al 30° km a fare stretching, a fare passare il dolore alle gambe o all'addome, e a imprecare contro l'universo (scusa Padre Armando).

Per questa maratona mi impegno solennemente a seguire la tabella predisposta. Anche grazie al vostro sostegno - soprattutto al tuo, mio/a caro/a [inserire il nome di chi legge] - sono sicuro di farcela.

La scorsa settimana non ho seguito affatto il programma di allenamento.

Questo era il programma originale:






Questo è quello che ho fatto:




Ci sono molte possibili spiegazioni per un tale fallimento.
In primis, lunedì dopo la corsa ho avuto un fastidiosissimo dolore al ginocchio sinistro. Domenica avevo corso 31 km a una media di 4'30'' al km. Una distanza e una velocità superiori a quanto programmato. Lunedì 14 km a 4'30'' al km, idem come sopra. Solo le cure dello zio medico sono riuscite ad alleviare il dolore.
In secundis, per una settimana ho mangiato e bevuto come un bue. La mattina non avevo la forza di alzarmi. E quando succedeva, sicuramente non avevo la forza per correre. E' così che la tabella è andata allegramente a quel paese. Ed è per il medesimo motivo che i buoi sono sotto di noi nella catena alimentare: non riescono a correre.

Questa settimana è diverso.
In primis, sono a Milano e non più a Milazzo. Cioè, c'è poco da mangiare.
In secundis, o inizio seriamente la preparazione, o il vostro generoso contributo sarà frustrato dalla mia indolenza.

Per questa ragione, da oggi, ogni inizio settimana pubblicherò il programma di allenamento. Sotto il vostro occhio vigile - soprattutto il tuo, mio/a caro/a [inserire il nome di chi legge] - sono sicuro di farcela.

Questo è il programma:




Oggi ho corso come da programma. Domani mattina, prima di andare in ufficio, correrò le ripetute. Mercoledì, presciistica la mattina in palestra e corsetta leggera la sera. La settimana prossima passerò tre giorni sulle piste da sci, quindi devo preparare le gambe a questo sforzo differente.

Questo è tutto per oggi. Chi non si è addormentato leggendo questo post riceve un grande premio: sapere che la raccolta procede bene. In queste feste i miei parenti e alcuni amici (i migliori) hanno contribuito al raggiungimento di quota mille. A breve sarà pubblicato un grafico a torta (gnam).
Non solo la Gabanelli sa dare good news.

Alla prossima.

2010-12-26

Mercante in fiera.

Avrei voluto scrivere che il lattante era arrivato alla fine. E aveva vinto il secondo premio. Sarebbe stato un evento storico. Avrebbe attirato visitatori a questo blog come mosche al miele.

Il primo premio l'avrebbe invece dovuto vincere il pappagallo. O la giraffa. Le carte che avevo comprato all'asta. O perfino l'ananas. Anche se in questo caso avrei dovuto dividere il premio con Fabio, partner della joint venture (operazioni di finanza straordinaria in Sicilia!!).

Purtroppo tutte queste carte hanno perso. Nel primo caso, il caro Gino, ennesimo temerario, non l'ha avuta vinta con la maledizione del lattante. La carta è uscita tra le prime venti. Delle cinque carte che aveva, nessuna ha vinto un premio.

Nel caso di pappagallo, giraffa e ananas, l'EEIBA non ha ricevuto alcun premio. Fin dall'inizio, infatti, avevo dichiarato che avrei giocato per beneficienza. E' stato il primo anno che non ho vinto qualcosa. Solo negli ultimi due anni mi ero aggiudicato due primi premi, un secondo e un terzo premio. Partivo come favorito. Nulla. Mai dichiarare come si intende spendere il premio. Mai farsi aspettative.

In compenso, con grande generosità, il vincitore del primo e terzo premio (un totale di 50 euro) ha donato 10 euro alla causa (8,50 sterline).

E' così che mio cugino, sempre quello, è diventato il primo a donare per l'EEIBA.
Non solo, avendo donato 10 euro, entra di diritto nella Hall of Fame, e si aggiudica il souvenir ricordo della maratona. Quando si dice culo.
(nella foto: un ragazzo fortunato. Riceverà un souvenir della maratona)

P.S.
A fine serata il Dott. Venuto ci teneva a segnalare la sua presenza.

2010-12-25

Lasagne e corsa.

La famiglia è importante. Più della maratona? (pausa) Più della maratona.
Per la mia famiglia milazzese mi sono impegnato quest'anno a preparare il pasticcio di lasagne. Per preparare le lasagne intendo dire fare tutto in casa, fuorché macinare il grano e deporre le uova.
(nella foto: violenza in cucina)

Da bravi siciliani, la nostra è una famiglia molto ampia, che comprende zii, nonni e amici. Anche volendo, non si può mangiare tutti insieme solo la vigilia, o solo a Natale. Abbiamo il cenone della vigilia, e il pranzo di Natale (quest'anno anche il pranzo della vigilia di Natale, per salutare Padre Armando. Per fortuna quel menu non prevedeva lasagne).
Bisogna cucinare con un target di due tavolate da circa venti persone.
Come ben sa chi lavora, il 24 dicembre 2010 è caduto di venerdì. Venerdì 24 dicembre: 8km, recita la tabella (che pubblicherò quanto prima).
Programma della giornata: mi sveglio alle 7, corro 8km, faccio colazione e attacco a preparare le lasagne. Modalità vacanza on: non sento la sveglia, mi alzo alle 8, e attacco la sequenza di imprecazioni. Interrotta solo dal pranzo con Padre Armando.
Finita la spesa sono già le 10.30. Sono in ritardo solo di mezz'ora. Ma non ho ancora corso gli 8km.
Aggiorno il programma: impasto le 16 uova con il chilo e passa di farina di semola, preparo i cinque litri di besciamella, inizio a stendere la pasta, corro 8km, faccio la doccia e pranzo con Padre Armando. Ah! Ah! Ah!
Alle 14 finisco di preparare la besciamella, ho solo impastato uova e semola, e Padre Armando sta già mangiando da mezz'ora.
Alle 15 si riparte. Per fortuna ricevo l'apporto fondamentale di mio cugino. Quello dell'altra volta.
Ce la farò a correre alle 18? Uh! Uh! Uh!
A quell'ora avevamo appena finito la prima delle quattro teglie.
(nella foto, al centro, la prima teglia con il primo strato di besciamella. Il colore del cielo lascia poche speranze ai miei 8km)

La famiglia è famiglia. Probabilmente è più importante della maratona. Sicuramente lo sono le lasagne. E per correre, c'è sempre Natale.
(nella foto, 16 uova, 1,3 kg di semola, 5 l di latte, 720 g di farina "00", 220 g di burro, 500 g di parmigiano, 750 g di mozzarella, 400 g di tuma, 300 g di primo sale, 2 kg di ragù, 300 g di pesto, noce moscata, pepe e sale qb. Per la ricetta: race4charity@gmail.com)

2010-12-23

La piscina era chiusa.

Quale modo migliore di raccontare di corsa, se non parlando di nuoto?
Stamattina con il mio caro cugino volevo andare in piscina. Quella comunale di Milazzo (ME), bellissima, finalmente aperta al pubblico e funzionante.
Era chiusa. Che ci vuoi fare, le vacanze, il Natale, i pranzi abbondanti. La mia speranza di praticare un po' di cross training è naufragata miseramente.
Ma la mattinata non è andata sprecata.
Per chi non lo sapesse, Milazzo è una splendida penisola siciliana, protesa sul Mar Tirreno. Mare dappertutto e temperature massime superiori a 20 gradi. Anche il 23 dicembre.
Il costume ce l'avevamo già. Gli asciugamani non mancavano.
Mio cugino ha solo 16 anni. Non può ancora correre maratone e Strongman Run, ma ha la stoffa e la follia sufficiente per farlo. Non è stato difficile convincerlo.
Le immagini parlano da sole (ma le didascalie aiutano).

La 'Ngonia

L'Audace

L'Audace/2

La Nuotata

Il Tuffo

Che razza di incontri
(la razza si dissocia)

2010-12-18

Qui comincia l'avventura...

Fra circa quattro mesi sarò a Londra. A correre la mia quarta maratona. Una settimana prima sarò a Milano. A correre la mia prima maratona a staffetta.
Perché un blog per questo? Non bastava il solito aggiornamento su Facebook? "Am I ready?" "I was ready.". Le solite foto di me distrutto al 33° km, che simulo un sorriso al fotografo, mentre internamente maledico Filippide, tutti i suoi emuli successivi, e il giorno in cui ho deciso di correre questa follia. (Sarà un caso che il primo che l'ha corsa c'è morto?)
Questa volta non bastavano foto e status. Questa volta la maratona assume un significato diverso. Insieme a un amico di Londra, Stefano Perego, e ad altri alienati podisti daremo un significato ulteriore alla nostra corsa. Cercheremo di raccogliere 10.000 sterline per EEIBA. Almeno 1.000 sterline dovranno essere raccolte dal sottoscritto.
EEIBA è una charity inglese. Si occupa di assistenza alle famiglie dei lavoratori dell'industria elettrica morti o infortunati sul lavoro. Maggiori informazioni potete trovarle su "Chi siete".
Vi starete chiedendo come farà un praticante avvocato che vive a Milano a raccogliere 1.000 sterline per una charity inglese. Non ve lo stavate chiedendo? Beata ingenuità. Cliccando "Un fiorino" in alto a destra avrete la risposta.
Questo blog non vi chiederà molto. Solo di essere visitato, letto e, se ritenete, diffuso. Ci troverete l'allenamento che seguirò per la maratona, riflessioni personali, le iniziative di fundraising, e racconti dall'EEIBA.
Qui comincia l'avventura.