Questo blog non sarà più aggiornato.
Il Maratoneta continua a pubblicare su http://piovonorunners.blogspot.com/
Ci vediamo lì.

2011-01-15

Correre con lentezza.

Prima di tutto: comunicazioni di servizio.
Domani mattina (domenica), appuntamento alle 9 a Piazza Cairoli. Corsa a ritmo molto leggero con i Podisti da Marte. Si distribuiranno fiori ai passanti nella migliore tradizione marziana e, soprattutto, si raccoglieranno fondi per la Fondazione de Marchi.

L'evento su facebook.

Il sito dei Podisti da Marte.

Oggi la tabella prevedeva defaticamento. Riposo? No, defaticamento. Non è facile da spiegare a chi non corre. Soprattutto a chi non è un malato-segui-tabelle-leggi-riviste-podista. Si corre, ma non si fatica.

Il segreto sta nell'andare a un'andatura lenta e con un ritmo cardiaco sotto i 140 battiti al minuto (ma dipende dall'età). Non so perché ho scritto "il segreto". Troppa pubblicità del Mulino Bianco da piccolo forse.

La distanza programmata per oggi era di 8 km. Per 7 km ce l'ho fatta a tenere un ritmo lento, sempre sopra i 4'40'' al km. Sempre sotto i 140 battiti al minuto.
In armonia con il mondo e con la natura intorno. Apprezzavo le foglie di Parco Sempione. Appese agli alberi come i soldati in autunno. Gustavo con il respiro la freschezza dell'inverno.
Sorridevo ai bambini che giocavano con la palla. Rassicuravo le madri dei bambini che giocavano con la palla sorridendo anche a loro. E anche ai padri, visto che c'ero.

Poi mi sono rotto e ho corso l'ultimo km in 3'54''.

Oggi ne ho approfittato anche per usare una parte dei nuovi acquisti: un paio di scarpe e due magliette.

nuovi acquisti


Le scarpe, decisamente più pulite delle altre, e la maglietta "I'm training for Milano City Marathon" le ho usate oggi. La maglietta dei Podisti da Marte la userò domani.

Come direbbe mio zio: Shabbath Shalom.

Come direbbe nonna Pina: copritevi.

2011-01-14

I consigli della nonna.


Dov'ero rimasto? Ah, sì, "ci vediamo tra 12 km".

Sceso dall'ufficio, mi trovo davanti al Razzo missile.

 (nella foto: il Razzo missile) 
 
Tolgo il lucchetto rosso. Tolgo il lucchetto nero. Metto le mani in tasca.
"E i guanti?
Azz. Li ho dimenticati su.
Li vado a prendere?
No dai che faccio tardi.
Si dai è meglio così.
Ok, adesso basta pensare che chi legge s'annoia.
Se non ci fossi tu.
"

L'inferno gelato si abbattè sulle mie mani. Fiamme di ghiaccio lambivano la pelle. Penetravano la carne. Aggredivano le ossa. Arrivato al portone di casa, le mani si presentavano come moncherini inutilizzabili.
Forse sto esagerando. Sicuramente erano molto screpolate. Più del solito almeno.

Mi sono tornati alla mente i consigli della nonna. Copriti che è freddo. Ma nonna? E' il 15 di agosto?!? Sì, ma quando finisci la partita c'hai freddo.
Io la schernivo. E finita la partita, attraversavo il paese con il bolide (la bici che ho a Milazzo) a petto scoperto. Perché la maglietta era troppo sudata.
E la mattina dopo tossivo, e tossivo, e tossivo...

(tuu, tuu, tuu)
"Pronto!"

"Nooonnuzza!!"

"Valerio!!!"

"Come stai?"

"Eh, c'amu a fari? (che dobbiamo fare?)"

"T'ho pensato stasera."

"Io sempre ti penso."

"Sì, nonna, anch'io. Ma ti ho pensato perché avevo freddo alle mani perché mi ero scordato i guanti. E mi è sovvenuto di quando mi dicevi di coprirmi."

"Ah, e picchì ti scuddasti? (perché te li sei dimenticati?)"

"Perché sono rimbambinutu (rincoglionito). Lavoro, corro, scrivo sul blog."

"Chi? (che cosa?)"

"Il blog, quella cosa su internet."

"Mh."

"Sai, quella cosa per l'EEIBA."

"Chi? (che cosa?)"

"L'EEIBA, l'associazione che aiuta gli elettricisti in difficoltà."

"Gli elettricisti? E che c'ancucchi cu gli elettricisti? (quale collegamento c'è tra te gli elettricisti?)"

"Ma perché sono in difficoltà."

"Ah, allora va bene. E' beneficienza."

"Esatto. Per gli elettricisti inglesi."

"Inglesi?!? Ma cu gl'italiani che moiunu i fami?!? No potivi fari pi i picciridditti malati?"

"E nonna, vediamo quello che si può fare per i bambini malati."

"..."

"Ho fatto anche una donazione a tuo nome. 10 sterline. Una piccola parte del tuo regalo di Natale, per fare vedere come si dona con Justgiving."*

"Vabbuò va, i ora chi fà? (e adesso che fai?)"

"Adesso vado a correre 12 km."

"a st'ura? (a quest'ora?)"

"Eh, stamattina nun mi sbigghiai."

"Copriti che prendi freddo."

"Certo nonna."

"U Signuri mi ti benedici."

"E di tia mi nun si scorda."
 
(nella foto: i consigli della nonna)





La corsa del venerdì/2

L'ho già detto che c'è di bello a correre il venerdì?
Ci vediamo fra 12km. Maria Diletta Damin

La corsa del venerdì.

Sapete che c'è di bello a correre il venerdì mattina? E' venerdì mattina.

E oggi è uscito anche il Sole.


Stamattina non sono andato a correre. Non mi sono svegliato al primo squillo. Quando ho riaperto gli occhi erano già le 6.30. Il tempo non sarebbe bastato per correre 12 km. E andare a lavoro in orario.

Ieri mi sono coricato tardi. Ho fatto altro. Partita a Scarabeo. Perso, ma ne valeva la pena.
Per correre c'è anche la sera. Maria Diletta Damin

Pronto a ricevere il Sole.


2011-01-13

Tendènze.

Oggi la tabella settimanale prevedeva riposo. E ho rispettato il Suo diktat con mooolta fatica.

Stamattina mi sono svegliato alle 7 e mezza. Stasera ho mangiato alle 20 e 40. Pubblico questo post e vado a letto. Mi guardo un film, leggo un libro, faccio altro.

Noia? No, gioia.

La gioia di essermi imbattuto in questo blog: http://piovonorunners.blogspot.com/

Un amico (che avrei tanto voluto coinvolgere nella Relay Marathon di Milano, grrrr), ha deciso di correre la Relay Marathon di Milano (grrrr) con altri. Aveva già fatto questa scelta prima che glielo chiedessi, sei giorni fa. E per questo perdono lui e i suoi amici. E li assolvo da ogni peccato.

Il post dell'intervista al New York Times aveva anche una funzione esorcizzante. Dopo avere visto il numero di contatti che questo luogo stava avendo (grazie), avere ricevuto email (grazie), citazioni in altri blog ben più prestigiosi (grazie), contributi alla Causa (grazie), cominciavo a pavoneggiarmi troppo (prego). Quantomeno più del solito.

Capitemi, sono un umile ragazzo di provincia, figlio di un falegname. Nato in una stalla insieme a un bue e a un asinello. Adesso la gente legge, interpreta e commenta episodi della mia vita terrena. Che cosa dovrei pensare?

Nella corsa, come nella vita, non è bene farsi trascinare dall'orgoglio e dalla superbia. Aumentano i battiti cardiaci, si dimenticano i veri obbiettivi, si rischia di perdere gli amici.

Poi ho ricevuto il messaggio di Carlo, che mi annunciava l'apertura del suo blog. Dopo essere rimasto "affascinato" dal mio.

Per i miracoli: race4charity@gmail.com
Per le indulgenze: Un fiorino!

(nella foto: il maratoneta si prepara a trasformare l'acqua in caffè)


Lo Sciopero del Sole.

Un tempo l'associazione immediata sarebbe stata questa.


Oggi è questa.

2011-01-12

Dreaming a New Hope.

Una Nuova Speranza per l'Italia


Valerio Scollo ha una laurea in legge, parla un italiano stentato e lavora a Milano. La sua vita è cambiata da quando ha deciso di correre per l' EEIBA.


"Scusa, stavo rispondendo alle domande di Rachel Donadio del New York Times"
"..."
"Adesso esco"
"Che è questa puzza in bagno? Che hai combinato questa volta?"
"Niente, niente. Ero solo un po' culo. Adesso esco."


2011-01-11

Pausa.

Nel linguaggio silenzi e parole hanno pari dignità. Nella corsa no. La parola (il lavoro) è più importante del silenzio (la pausa). Però a volte le pause aiutano.

Le pause consentono di apprezzare il lavoro. E danno a corpo e mente tempo per il recupero.

Oggi pausa. Oggi niente nebbia, pioggia o fatica di altro genere da raccontare.

Lascio la parola a un articolo apparso sul numero di dicembre di Runner's World Italia. Nell'articolo si parla della poca "internazionalizzazione" dei podisti italiani. E' interessante soprattutto un passaggio, che ho evidenziato.

Si ricollega idealmente a quello che ieri Manlio ha scritto qui. E che riporto in estratto qui sotto.
"Valerio, tra parentesi atleta GRC..., sta preparando la maratona di Londra alla quale è riuscito a iscriversi con una onlus inglese alla quale destinerà il denaro che sta raccogliendo. Il suo è un bel progetto, anche perché dimostra che anche noi italiani sappiamo correre per beneficenza e non soltanto sui tracciati di casa: qui c'è molto da fare perché all'estero si stanno facendo una brutta idea del runner italiano, ma ci torneremo. Per ora vi invito a far girare la voce sulla maratona di Valerio e sulla sua iniziativa, che lui descrive e aggiorna sul suo blog nato per l'occasione: fare del bene (anche con la maratona di Milano, dove organizzerà una staffetta)"
Non che me ne freghi tanto di quello che pensano all'estero. Non hanno neanche il bidet. Però dispiace essere ritenuti per principio inaffidabili. Solo perché italiani.
Consoliamoci, almeno siamo puliti. Al contrario di inglesi e francesi.

Vi lascio alle parole del direttore di Runner's World Italia. Buona lettura. E buona pausa.


p.s.
Per leggere cliccare sull'articolo.

2011-01-10

Scarpe pulite.

Stasera a Milano pioveva. Che buona sorte.

No, sul serio. La tapasciata in Brianza di ieri mi aveva lasciato le scarpe tutte incrostate di fango.

prima

Ho corso 12 km sotto l'acqua continua e scrosciante. I primi 2 km a 4'40''/km, poi sempre sotto i 4'30''/km. Gli ultimi 3 km sono sceso sotto i 4'10''/km. Questa volta non era un istinto qualsiasi a farmi correre così veloce. Era l'istinto di sopravvivenza.

Per fortuna avevo un obbiettivo ulteriore. Centrare tutte le pozzanghere che c'erano sul percorso. Per pulire le scarpe. Non certo perché era divertente (ciaf ciaf ciaf).

Non è stato facile trovare pozzanghere. Erano quasi tutti i laghi. Ma il risultato è premiante.

dopo

O no?

p.s.
Oggi questo blog è stato citato. Qui.
Grazie.

2011-01-09

Sensazioni e programmi.

Lo so. Quattro post in un giorno sono troppi. Sarà l'aria brianzola respirata stamattina. Non riesco a fermarmi.
Per chi si fosse perso i precedenti della giornata, di seguito i link diretti: "Brianza Alcoolica.", "Perego.", "Regole del mercante in fiera.".

E' domenica. Tempo di bilanci e programmi.
La settimana appena trascorsa è stata piuttosto impegnativa. Lunedì sci, da martedì a giovedì corsa e venerdì piscina. Domenica corsa.

La tabella è stata più o meno rispettata. Ho spostato un chilometro da mercoledì a giovedì e domenica ho corso a ritmo libero. Ho aggiunto il lavoro in piscina.
In totale sono stati corsi circa 59KM. Per voi, un estratto del mio diario:

Le gambe e le ginocchia hanno retto lo sforzo. Il corpo e la mente anche. Quindi tutto bene.

Una settimana del genere non è ripetibile. Da domani riprende il lavoro serio, quello che impegna almeno dalle 9 meno un quarto alle 20. Quello che assorbe la mente anche dopo l'uscita dallo studio. Quello che amo fare.

Sono necessari almeno due giorni di riposo fisico completo. E sarà più difficile rispettare la tabella. Conto di farcela. Se si prende un impegno lo si rispetta.

Domenica, 22° missione dei Podisti da Marte. Per chi è interessato a partecipare, tutte le informazioni sono qui e qui.

Ecco la tabella della quarta settimana. Buona ripartenza. E buona fortuna.

Regole del mercante in fiera.

Un amico, leggendo il post "Mercante in fiera.", mi ha chiesto come mai non avessi inserito le regole.
Un'amica ricordava con nostalgia le partite che facevamo da piccoli. E rifletteva, amaramente, che ne aveva oramai dimenticato le regole.

Sperando di fare cosa gradita a entrambi:

Il mercante in fiera
Le regole descritte sono quelle in uso a Milazzo (ME). Ma immagino che siano uguali in tutta Italia.

Si gioca a mercante in fiera con due mazzi di quaranta carte, raffiguranti persone (ad es. il lattante), animali (ad es. la foca) o cose (ad es. la gondola). Le figure dei due mazzi sono uguali, mentre il dorso è di colore differente.

Uno dei giocatori fa il mercante. Il mercante prende uno dei due mazzi e distribuisce, a modico prezzo (ad es. 1 euro), una carta a tutti i partecipanti. Le altre carte sono vendute all'asta. Il mercante decide quante carte vendere di volta in volta (di solito un numero compreso tra 1 e 4). Più il mercante è bravo, più soldi riesce a raccogliere con l'asta. E a far divertire i partecipanti. A Milazzo abbiamo Pippo, un'istituzione. Temo che non sia disponibile per trasferte. Però se volete mi informo.

Esaurite le carte del primo mazzo, si prende il secondo mazzo. Da questo vengono estratte 5 carte, senza che nessuno ne veda le relative figure. Le carte vengono posizionate una accanto all'altra al centro del tavolo. I soldi raccolti con la vendita iniziale e con l'asta vengono distribuiti su ciascuna delle 5 carte, in ordine crescente. Il quinto premio è la beffa (u chiaccu). Il valore è solitamente pari al prezzo della prima carta (1 euro).

Le carte del secondo mazzo che avanzano, quelle non vincenti, vengono estratte una ad una. Con grande sadismo del mercante. Alla fine resteranno solo 5 carte in mano ai partecipanti. Il primo e l'ultimo premio vengono estratti insieme.

Credo di avere detto tutto. Se manca qualcosa, o avete domande, commentate pure.

Buon divertimento.

Perego.

Scusate. Ho fatto vedere le foto della collina di Perego.
Un tributo ad Antonio Albanese è d'obbligo.

Brianza Alcoolica.

Tapasciata in Brianza. Dicesi tapasciata la corsa non competitiva che attraversa ameni paesini, campagne, boschi e affini, con punti di ristoro non convenzionali. Di solito servono acqua, tè, biscotti, salamella, e roba simile.

Oggi dovevo correre 20 km. Anziché correrli in città, mi sono aggregato a un gruppo di amici e li ho corsi nei paesini attorno a Monticello Brianza (LC).

Mi sono svegliato alle 5.50, ho preso due metropolitane, e ho fatto 40 km di macchina. C'era nebbia, fango (tanto), salite spezzafiato e tratti ghiacciati. Non c'erano neanche le salamelle.

Mi sono divertito tantissimo. E' difficile da spiegare a chi non corre. La tapasciata è un momento in cui i podisti, esseri alienati e, tendenzialmente, solitari, incontrano altri podisti (tanti) in un contesto scanzonato e non competitivo. Si chiacchiera, si corre, si corricchia, si fa qualche garetta. Si affrontano salite impervie cercando di sopravvivere e, se possibile, di arrivare in fondo sempre correndo. Si commenta quanto dura fosse quella o quell'altra salita.

E soprattutto si vedono paesaggi bellissimi e non convenzionali.

la collina di Perego

la vista dalla collina di Perego


Ovviamente le foto sopra sono boutade. Uno scherzo. La foto della collina di Perego è questa.

(nella foto: la collina di Perego. Tutta da immaginare)

(nella foto: il maratoneta osserva la collina di Perego, basito)

Anche se non ho seguito affatto la tabella, l'allenamento è stato positivo. Ho corso i primi 2 km con Oliviero a 4'40'' al km. Poi ho seguito per un po' Manlio, a una velocità più moderata. Poi ho ripreso Oliviero, e siamo arrivati insieme al traguardo.

Oliviero è un ragazzo di 55 anni che corre con la società sportiva Atleti Campo Giuriati. In meno di quindici anni ha corso una cinquantina di maratone e diverse 100 km. Ci eravamo conosciuti sul pullman del Gazzetta Runners Club per la maratona di Firenze. Qui per il racconto di quell'avventura,

(nella foto: l'atleta con il maratoneta)

Manlio è Manlio Gasparotto. Un mito fatto blog. Trascinatore di tanti sedentari, fondatore del Gazzetta Runners Club e organizzatore di grandi avventure. Delle tante, ho partecipato a quella di Firenze, di cui sopra e, soprattutto, alla Strongman Run. Una gara che aveva così tanto fango in cui correre, che al confronto la tapasciata di oggi sembrava il deserto del Sahara.
Qui il racconto della Strongman Run (in fondo, un contributo del sottoscritto).

Sto divagando troppo. Colpa della Brianza. E dell'ottimo brunch che è seguito. Brianza nebbiosa. Brianza fangosa. Brianza ghiacciata. Per fortuna c'è anche Brianza Alcoolica.