Questo blog non sarà più aggiornato.
Il Maratoneta continua a pubblicare su http://piovonorunners.blogspot.com/
Ci vediamo lì.

2011-04-28

Qui finisce l'avventura.

Quattro mesi fa iniziò tutto con questo primo post, poi adattato e ripubblicato qui come intro. Ho i brividi a ripensare a quei momenti. Era dicembre.

Allora mi trovavo in Sicilia, a Milazzo. Avevo finito la tre giorni di esami di stato a Milano, salutato i colleghi di studio e tornato a casa, a Milazzo. Tre settimane prima Stefano Perego mi aveva confermato che avrei avuto un pettorale per Londra, e che avrei dovuto raccogliere 1.000 sterline per l'EEIBA per meritarmelo. Avevo già in mente che cosa avrei fatto: il blog, gli sponsor, OK il tempo è giusto!. Non avrei mai potuto immaginare che cosa sarebbe successo dopo.

L'intervista al New York Times? Bazzecole. La sfida con Gigi di Bergamo? Una passeggiata. Il record sulla mezza maratona? Pfff. La staffetta di Milano? Quasi ci siamo. Il record sulla maratona? Sì, ok, ma ancora non l'ho vinta la maratona.

Le persone che ho incontrato. Uno pensa che correre sia un'esperienza solitaria. I cacciatori di teste consigliano di aggiungere uno sport di squadra nel curriculum vitae. "Corri. Interessante, vuol dire che sei uno che lavora per obbiettivi, che sai lavorare da solo. Mi piace. Ma aggiungimi uno sport di squadra, chessò il floorball, che la corsa da sola fa troppo "loner"".

Non mi sono mai sentito così in compagnia come in questi quattro mesi. Email, commenti, telefonate, donazioni, chiacchiere, aperitivi, birre, corse in compagnia, missioni marziane, staffette. Interazione. Comunicazione.

Certo, la maratona l'ho corsa da solo. Ma quella è durata 3 ore 5 minuti e 41 secondi. Per la prima volta da quando ho iniziato a correre maratone, tutto il resto ha avuto più importanza.

E questo grazie all'EEIBA. Alla Fondazione de Marchi. A chi leggeva Milano-Londra.

Ma soprattutto a chi ha cacciato la grana. Che ha potuto vedere in esclusiva le foto della maratona. E che riceverà questi bellissimi souvenir della maratona di Londra (prima o poi).




Non potrò mai ringraziarvi abbastanza.

Il blog Milano-Londra chiude qui.

Giusto il tempo di dare un po' di numeri.
  • 1.008,5 km percorsi.
  • 402,02 euro raccolti per la Fondazione de Marchi dalle squadre di Milano-Londra (e non è ancora finita).
  • 10.950 sterline raccolte dall'EEIBA come squadra (e non è ancora finita).
  • 1.055,55 sterline raccolte per l'EEIBA (e non è ancora finita).
Non potrò mai ringraziarvi abbastanza.





"Voglio Rifarmi una Vita"


Per quattro mesi ha fracassato i corbelli ad amici, conoscenti e persone che passavano per la strada. Adesso che qualcuno iniziava a leggerlo, Valerio Scollo vorrebbe smettere. Illuso.


"Per me va bene"
"Carletto e Nizza che dicono?"
"Carlettoooooo!! Nizzaaaaaa!!! Può scrivere anche Valerio su Piovono Runners?"
"Ma vivete insieme?"
"No. Ma comunque han detto che va bene."
"Grande! Lo vado a dire a Rachel Donadio"

2011-04-27

Private View.

Più esclusivo dell'Avmani Pvivè. E con meno baldvacche.

Pvivate View della Mavatona di Londva. Solo per Hall of Famevs.


Private View
(clicca qui)





Se non leggi il link o non ti è arrivata un'email (e sei Hall of Famers) invia un'email a race4charity@gmail.com per la tua Private View.

2011-04-25

Spam.

L'ho rifatto. Nuovo allenamento. Per l'arrampicata a Wandlefumble.

Doppio allenamento, addirittura. Ieri (domenica), Sunday Rost a base di agnello e patate.


E birra ovviamente.

Piacevole passeggiata nella campagna inglese.




E poi eccolo. Il campo di prova. L'Aconcagua delle fagacee.


La scruto, cercando di misurarne l'altezza. Sì, è più alta di me.


Mi aggrappo ai suoi rami. Gibbone, bradipo o Valerio?

Un, due, tre, hop...


Conquistato!!!

Il primo ramo. La prospettiva inganna. Sembra che mi trovi a 2 metri di altezza. Saranno stati almeno 2,15.

Anche troppi, è ora di scendere.


Wandlefumble non sarà più alto di 2,15 metri, no?

Oggi (lunedì) sono tornato al mio mondo. 40 minuti di corsa, 120 addominali crunch, 45 flessioni, 45 sollevamenti, e altri esercizi dei quali ignoro il nome.

Per recuperare da tanta fatica necessitavo proteine. Formaggio Gouda e spam. Sì spam!! Spam con gouda, spam con pane, spam con carote, spam con spam.

Spam.


Avevano ragione i Monty Python. Fa davvero spam. Ugh.



Buona Pasqua. E buona Pasquetta.

E, come insegnano ai corsi di maratona: ora e sempre, Resistenza.

2011-04-22

Arrampicarsi sugli alberi.

Un po' di musica.


Mi è stato proposto di andare ad arrampicare. Non era proprio sugli alberi, ma mi è stato detto che gli somiglia. La discussione è andata più o meno così.

Sarah: "ti piacerebbe andare ad arrampicarti a Wandlefumble" (parola incomprensibile)


Valerio: "mi piacerebbe molto arrampicarmi, ma soffro di vertigini"


S.: "ma non è alto"


V.: "è che ho davvero paura (mi sudano le mani solo a pensarlo). So solo arrampicarmi sugli alberi. In quello sono molto bravo. Possono anche essere altissimi"


S.: "oh Sarah (un'altra), gli piace arrampicarsi sugli alberi!! AH AH AH"


Sarah2: "AH AH AH"


V.: "AH AH AH ('azzo ridono?)"


S.: "adoro arrampicarmi sugli alberi!!"


S.2: "yeah, si arrampicava sempre sugli alberi quando viaggiavamo insieme"


S.: "Wandlefumble è molto basso. E' come arrampicarsi sugli alberi"


V.: "sicura?"


S.: "sicura."


V.: "ok!"

Si va tra due settimane. Oggi sono andato ad allenarmi. 45 minuti di corsa, interrotta da addominali, flessioni e altri esercizi per le braccia dei quali ignoro il nome. Pronto ad arrampicarmi sugli alberi.

Sto bene. Il ricordo emotivo della maratona è ancora forte. Le gambe sono a posto. Per recuperare i muscoli persi dopo il 32° km ho mangiato più carne di un T-Rex. Il record è stato venerdì: spezzatino di manzo e arrosto di agnello a pranzo. Ali di pollo fritte e barbecue di coste di maiale e pollo a cena. Quattro animali diversi in un giorno.

Questo blog non sarà aggiornato ancora per molto. Sto aspettando le ultime donazioni per la Fondazione de Marchi e per l'EEIBA.

E soprattutto le foto della maratona. Quelle ufficiali. Sti spacchio di inglesi ci impiegano una settimana per farmi arrivare il link per scaricarle.

Ho visto la versione in bassa definizione e meritano davvero. Le pubblicherò su facebook, ma farò in modo che possano vederle tutti quelli che hanno contribuito alla causa.

Saranno pubblicate le foto. Il bilancio finale (avrò raggiunto quota mille?). I ringraziamenti. E dopo?

Ma interessa davvero sapere dell'arrampicata a Wandlefumble?

2011-04-19

Com'è andata.

Com'è andata?

Continuo a chiedermelo. Valerio, che cosa hai fatto in questi quattro mesi? Dove sei stato?

Dove sono stato in questi quattro mesi?


Boh.

Anzi no. Aspetta. Non ricordo bene gli ultimi quattro mesi. Ma quello che è successo ieri, domenica 17 aprile 2011, me lo ricordo bene.

La sveglia è suonata alle 5.30. E l'ho staccata.

Per fortuna ce n'era una seconda.

La solita colazione da gara. Orzo pregermogliato, spremuta d'arancia, caffè.

Esco di casa.

Gli scoiattoli non litigavano questa volta. Le 6 e mezza di domenica. Era presto anche per loro.

L'autobus.

Chi mostra il pettorale viaggia gratis. Mi è capitato anche in altre gare. Ma non mi era mai successo che l'autista sorridesse e dicesse "good luck".

La metro. Un altro maratoneta la aspetta. Uno solo. Su 37mila. Mi sono svegliato davvero presto.

Il treno. Autobus, metropolitana, treno. Una partenza più vicina al centro no?

I maratoneti aumentano. Ce n'è anche uno vestito da ballerina. Nella mia carrozza sono tutti ultra sessantenni. Ci siamo ritrovati.

Maze Hill. La nostra fermata. Come automi scendiamo dal treno e ci dirigiamo alla partenza.

Le 7.30. Si parte alle 9.45. Forse potevo stare ancora un poco a letto.

L'osservatorio di Greenwich. Gli scoiattoli. I rinoceronti.




Il dirigibile della partenza rossa. L'ingresso della partenza rossa.


La maratona di Londra ha tre partenze. Le strade non sono abbastanza larghe per contenerci tutti. Partenza verde per i top runners, partenza rossa per chi corre per una charity, partenza blu per gli altri.

Arrivo davanti al furgone dove un'ora e mezza dopo avrei depositato la borsa.

(nella foto: la solitudine)

7.45. Si parte tra due ore.

Vado a bermi un tè caldo.

Lo finisco. Mi sdraio sull'erba.

7.55. L'adrenalina sale.

E' ancora troppo presto.

Respiro. Molto lentamente. Molto lentamente. Molto lentamente.

8.30. L'appuntamento con gli altri della squadra. Il primo ad arrivare è Vincent.

Sorride, ma è più agitato di me. Almeno questo è quello che voglio credere.

Where is Stef?

8.45. Mi spoglio. Per indossare la maglia della nostra squadra. Si avvicina Simon, che riconosce la maglia. E' completamente diverso dalla foto.

Siamo in tre e manca un'ora alla partenza. E dobbiamo ancora scattare le foto. Come si fa a tenere il cuore sotto agli 80 battiti al minuto in queste condizioni?

Respiro molto lentamente. Molto lentamente.

Arriva Big Rich. Cazzarola se è Big. Subito dopo Stefano. Neil dopo cinque minuti.

Ci siamo. Posso rilassarmi. Posso risvegliare la bestia. E spalmare la vaselina.


Che bestia!

Ci mettiamo in posa per le foto ricordo.

(nella foto: da sinistra a destra Big Rich, Simon, Vincent, Stef, Neil, V...)

Per vedere il davanti bisogna andare sulla nostra pagina di Justgiving. Così chi non l'ha ancora fatto può lasciare una donazione all'EEIBA, la nostra charity:

Saluto gli altri e vado alla partenza. Terza batteria su nove. Sarò abbastanza avanti? Ero abbastanza avanti.

L'ultimo passaggio dalla toilette (il terzo da quando sono a Greenwich) e posso mettermi in fila per partire.

9.35.

9.36.

9.37.

9.38.

9.39.

9.40.

9.41.

9.42.

9.43.

9.44.

9.45.

Poum.

Si parte.

Ero davvero vicino. Dopo 2 minuti dallo sparo passo il traguardo. A Berlino erano passati 15 minuti.

Il primo tratto è ripido. Corro fluido e senza nessuno che mi intralcia. Posso davvero fare un gran tempo.

Non sono passati neanche 50 metri e c'è già la gente che fa il tifo.

Consumo energie per dare il cinque ai bambini? Ovviamente sì.

Il primo miglio si corre in 6 minuti e 25 secondi. 30 secondi in meno del previsto, il ritmo per stare sotto le 3 ore.

Esatto. Punto a stare sotto le 3 ore. Non l'avevo detto a nessuno. Neanche a me stesso, per non tradirmi. Il mio obbiettivo adesso sono le 3 ore. Non le 3 ore 22 minuti e qualcosa di Firenze. Non le 3 ore e 10 minuti, come continuavo a ripetere ai colleghi inglesi.

3 ore. Cifra tonda.

Am I ready?

Secondo miglio in 6 minuti e 30 secondi. Sto viaggiando forte, ah!!

Corro, corro, corro. Il pubblico applaude, urla, canta, balla, suona. Regala arance. Regala caramelle. Regala birra. Quella no, è ancora presto.

Perdo il conto delle miglia. Da venerdì avevo iniziato a ragionare in miglia, non più in chilometri. Le segnalazioni lungo il percorso sono in miglia. La maratona è 26,2 miglia. Miglia, miglia, miglia.

E' il tredicesimo miglio quando arriviamo al Tower Bridge.


Due ali di folla esultante ci accolgono. Urlo e batto i pugni al petto. Thanks. Thanks. Thanks.

Quante energie consumate in questo modo. Ma quando mi ricapita quest'esperienza?

Superato il ponte c'è il passaggio della mezza maratona. 1 ora e 28 minuti. Se tengo questo ritmo la chiudo in 2 ore e 56 minuti. Se... Tze.

Al quattordicesimo miglio comincio a perdere lucidità. Rallento un poco, ma tanto ho un margine enorme.

Passiamo Canary Wharf, il distretto finanziario di Londra. La Londra 2.

Ho un conato di vomito. No, non durante la gara, mentre scrivo. Londra 2, Milano 2. Niente va, torniamo alla corsa che è meglio.

Canary Wharf. Avevo letto che era la parte più difficile. Invece c'è tanta gente a fare il tifo per noi. E' arrivata fino a qua. Ci sono solo uffici, la domenica è un deserto. E' stracolma di persone urlanti.

A Londra urlano il nome dei podisti. Te lo scrivi davanti sulla maglietta e ti incitano per nome. "Go John!!" "Go Adam!!" "Go Mike, come on, you can do it!!!"

Il mio nome è stampato sul retro della maglietta. Fondoretro. "Look at my ass!" "Stare my ass!" "Look at my bottom!! (se ci sono bambini)".

Niente. Tutti a incitare Adam e Mike. Perfino Carlos viene incitato.

Usciamo da Canary Wharf. No man's land. Fin qui l'unico tratto senza folla. Niente metropolitana, niente case, niente marciapiede. Solo strada.

20esimo miglio. 32esimo chilometro. La bestia nera. Mi sono sempre fermato qui. Ho sempre perso almeno 3 minuti.

Fitta ai reni, mi fermo. Così è andata a Berlino e a Firenze. A Roma è stato al 30esimo, perché non ero allenato.

Fitta ai reni, mi fermo. Londra.

I am ready. I am ready. I am ready.

Mi aggrappo al mio pensiero positivo. L'avevo conservato fino a quel momento. Appare nella mia mente. 10 secondi e riparto. Cammino spedito 30/40 secondi. Corricchio.

Corro.

Non ai ritmi di prima, ma il dolore va scemando.

Respiro. Molto lentamente. Molto lentamente. Pensiero positivo.

Si gira una curva e ritorna il pubblico. Più di prima. Mancano 8 km alla fine. Chissenefrega delle miglia. Chissenefrega delle 3 ore.

A sinistra, nell'altra direzione, corre il gruppo che finirà in 4 ore e 15 minuti. E' all'altezza della mezza maratona. Beati loro, che hanno ancora tanta strada da correre. Tanto pubblico da salutare.

Sono felice. Sto bene. I ritmi velocissimi dei primi 30 km me li scordo. Seguo l'andatura che riesco a tenere. E mi godo il momento.

"Look at my ass!!"

"Go Adam!!"

'tacci loro.

Si passa dentro a una galleria. Anche qui niente folla, ma chissenefrega.

Cento metri e torniamo alla luce. Destra e sinistra una fila continua di gente. 3 km all'arrivo.

Puro divertimento. "I can't hear you!!!" Mentre mimo l'orecchio di Toni.


A quest'altezza dovrebbero esserci Elisa e Sarah, le mie coinquiline. E anche Alessandra. Chissà se si sono incontrate.

"Valerio!!"

Qualcuno ha guardato il mio fondoschiena?!?

Sono Sarah ed Elisa. UAAAAAARGGGGHHHHH!!!!


E accelero!!!

"Valerio!!"

Qualcuno ha guardato il mio fondoschiena?!?

E' Alessandra. UAAAARGGHHH!!!!

L'urlo e l'accelerazione erano più moderate. Avevo già finito le energie.

Riprendiamo con l'orecchio di Toni. "I can't hear you!!!"

2 chilometri al traguardo. 2 ore 55 minuti e qualche secondo.

Azz, me la sono presa un po' troppo comoda con sto oreccho di Toni.

Accelero tranquillo. Sto bene. Sono felice.

Un fiore mi supera. Un fiore! E' una ragazza. Travestita da fiore. Che onta. Che disonore. Chissenefrega.

Westminster. Meno di un chilometro alla fine.

Accelero. Gli ultimi 100 metri. Sul maxischermo sopra l'arrivo si vede il fiore arrivare. Brava!!

Mi giro e corro all'indietro per 50 metri. Come on! Come on!!

Urlano.

Mi giro.

Il traguardo.

La gioia.

Fermo l'orologio.

3 ore 5 minuti e 43 secondi.

Il tempo ufficiale è di 3 ore 5 minuti e 41 secondi. Ma 2 secondi di incoscienza al traguardo ci stanno.

Una ragazza si avvicina per darmi la medaglia. L'abbraccio forte forte. "Well done! Well done!". Mi dice, mentre con lo sguardo probabilmente cerca qualcuno della security.

La lascio andare prima di superare il limite delle molestie sessuali.

Cammino. Lentamente.

Foto ricordo.

Cammino. Lentamente.

Una lacrima.

Cammino. Lentamente.

Ritiro il bagaglio e mi fanno l'applauso. "You're the first of this track".

Vado all'ombra.

Tiro fuori la maglietta asciutta.

Stendo il telo.

Scoppio a piangere. 4 mesi per arrivare qui. Sveglie prima dell'alba. Corse sotto la pioggia.

Ma anche esperienze meno piacevoli. Erano dieci giorni che non bevevo birra. A Londra.

Dove sono stato in questi 4 mesi?

Adesso ricordo.

Sono tornato in Sicilia e in Trentino. Sono stato a San Gaudenzio in provincia di Novara. A Verona. A Milano. A Londra.

E in tanti altri luoghi.

Ero lì. Finita l'ultima impresa. Mi ero svegliato prima dell'alba. Avevo preso il treno giusto. Avevo corso. Tanto.

Esce tutto in un colpo.

E fa quasi male al cuore.

Oh, mi fa proprio male. Mi fa male il petto. Cammino e respiro. Lentamente. Mi ero fermato troppo in fretta all'arrivo.

Passa anche quello.

Si può festeggiare!!

Chiacchiero con altri Finishers. Mangio (quasi) tutto quello che mi hanno dato all'arrivo. Tutto quello che avevo nello zaino.

E vado in cerca di Tamsyn, la ragazza che doveva preparare le torte. La trovo dopo circa mezz'ora, insieme a Stefano.

Torte e birra. London Pride, conservata in ghiaccio per l'occasione.


Poffarbacco se è dura la maratona!!
(c'è un bambino)

2011-04-17

3 ore 5 minuti e 41 secondi.

Avrei voluto scrivere un post lunghissimo per raccontare questa fantastica giornata.

Non ho le energie.

Le ho spese tutte nella maratona di oggi.

E adesso, "sono un po' stanchino".


Però non potevo non pubblicare il tempo finale della maratona (è nel titolo del post). Anche perché bisogna annunciare il Vincitore dell'ultima puntata di OK il tempo è giusto!

Chi si è aggiudicato La gente che sta bene con autografo e dedica di Federico Baccomo (Duchesne)?

Rullo di tamburi

TUM TUM TUM

TUM TUM TUM

Walter, con 3 ore 5 minuti e 22 secondi.

Vado a dormire.

Notte.


p.s.
Se non mi ricoverano prima, il racconto della maratona sarà pubblicato domani (lunedì) sera.

2011-04-16

Impressioni del giorno prima.

Siamo quasi arrivati. L'ultimo impegno. L'ultima sfida.

Domani Milano-Londra raggiungerà l'ultimo dei suoi traguardi. Manca solo lui. La maratona.

42 km e 195 metri. 26,2 miglia. In quanto tempo?

E' una domanda alla quale questi Hall of Famers hanno tentato di dare risposta:


Zia Carmela: 3 ore 22 minuti e 39 secondi.
Walter: 3 ore 5 minuti e 22 secondi.
Alessandra: 3 ore 18 minuti e 00 secondi.
Alessandra (Londra): 3 ore 20 minuti e 12 secondi.
Ilaria: 3 ore 15 minuti e 00 secondi.
Cristiano: 3 ore 7 minuti e 00 secondi.
Davide: 3 ore 03 minuti e 00 secondi.
Ennio: 3 ore 28 minuti e 33 secondi.
Alessandro: 2 ore 59 minuti e 21 secondi.
Andrea (Trento): 3 ore 16 minuti e 00 secondi.
Demetrio: 3 ore 17 minuti e 00 secondi.
Beppe Sgrena: 3 часа 21 минъти и 24 секунди.
Elisa: 3 ore 10 minuti e 20 secondi.
Diana: 3 ore 7 minuti e 42 secondi.
Michele: 3 ore 12 minuti e 42 secondi.
Federico (Pechino): 3 ore 10 minuti e 23 secondi.
Morea: 3 ore 1 minuto e 8 secondi.
Andrea (Roma): 2 ore 57 minuti e 48 secondi.


Chi si sarà avvicinato di più? Chi vincerà La gente che sta bene con autografo e dedica di Baccomo?

Lo scopriremo domani (domenica).

Vi lascio con un po' di foto e impressioni prima della gara.

A presto.

Questa la dedico ai mitici Piovono Runners.

Come scrissi tempo fa in un commento a un loro post:
"Metti tanta vasellina nell'interno coscia, sotto le ascelle, intorno ai capezzoli (sui capezzoli consiglio di mettere il nastro anti vesciche della Decathlon), sui testicoli e sullo scroto. Soprattutto sullo scroto. Prima di spremere il tubetto ti consiglio di tenerlo per cinque minuti in un posto caldo, tipo le mutande..."

Ovviamente mi sono attrezzato a ciò.

Per i capezzoli non sono riuscito a prendere né i cerotti né il nastro della Decathlon.

Anche lì metterò tanta - ma tanta tanta - vasella.

Anche la colazione di sabato conta.

Quattro fette di pane integrale con marmellata, te, yoghurt bianco bio, due mele, spremuta d'arancia.

Quanto mi manca l'English Breakfast.

Qualche lettura sulla corsa.

Quale sarà il tempo finale? Escludo 2 ore e 45 minuti.

3 ore e 20 minuti va bene ma è un po' alto.

In medio stat virtus.

E questi che sono?

La maglietta del Rexel Team.

Front...

... e Back.

Abbiamo più sponsor della Ferrari F1.

Ancora non so se userò la maglia ufficiale del Rexel Team o la maglia del Gazzetta Runners Club.

Questo è l'abbigliamento GRC.

2011-04-14

La Gente che sta Bene.

No. Non mi riferisco a chi corre le maratone. Quella è gente che sta male. Parecchio male.

La gente che sta bene è l'ultimo romanzo di Federico Baccomo. Federico sarà sconosciuto a gran parte dei lettori di milano-londra (anche se il suo primo libro ha venduto più di 35mila copie).

Federico ha lavorato per qualche anno in uno studio legale "Magic Circle". Uno di quegli studi inglesi dove vieni pagato molto bene, ma vieni torchiato anche meglio.

Finita quella esperienza si è preso 8 mesi (8 mesi!!!) sabatici e ha aperto un blog: http://studioillegale.splinder.com. Lì ha raccontato per due anni la vita dell'avvocato d'affari in uno studio (il)legale di Milano. Per due anni ha fatto credere di scrivere dal lavoro, di raccontare dal vivo ciò che gli stava capitando. Nel frattempo lavorava in azienda e usciva alle 17 dall'ufficio.

Un genio della narrazione.

Da quel blog è nato un libro, Studio illegale. Libro che è stato vinto da Ilaria, con la seconda puntata di OK il tempo è giusto!

Tre anni dopo Studio illegale è uscito La gente che sta bene. Non è facile ripetere il successo di Studio illegale. Tutti i lettori del blog si erano fiondati a comprare il libro per sé e per regalarlo (ne avrò comprato almeno quattro). La gente che sta bene si deve vendere da solo.

Anche se ha un microsito niente male: http://www.lagentechestabene.it/

Beh, secondo me La gente che sta bene merita di più di Studio illegale. Ma decisamente di più. Studio illegale è allegro. Grottesco ma comunque piacevole. Ridi tanto. Soprattutto nella scena dei Ricchi e poveri.

La gente che sta bene mi ricorda tanto un film di Monicelli. Non dico qual è perché potrei rovinare la sorpresa narrativa.

La gente che sta bene è una sorpresa. Conosco Federico da due anni. Ed è come lo si immagina, un simpaticone.

Uno che si sveglia alle 12. Il mercoledì. Che ha sempre la battuta giusta. Che viene a giocare a Monopoli. Che non viene a correre la staffetta però.

Poi ti tira fuori un libro come La gente che sta bene. Ma non nel senso che te lo prende dallo scaffale della Feltrinelli e ti consiglia di leggerlo (dicono che lo faccia alla Rizzoli. Senza dire che è lui l'autore).

Te lo scrive il libro. Parola su parola. Battuta su battuta (e sono tante). Colpo di scena su colpo di scena.

Studio illegale è un libro che ho letto in due settimane. Molto piacevole. Ne leggi 20 pagine la sera, prima di andare a dormire. Ridi di gusto. Ti aiuta a superare l'angoscia dell'ingresso nel mercato del lavoro.

La gente che sta bene è un libro che ho letto in due giorni. Lavorando, preparando la maratona e aggiornando il blog. Due giorni! Non ha battuto Il cane di terracotta di Camilleri solo perché meno di tre ore a notte non riesco a dormire.

La gente che sta bene è una catarsi. E non di quelle che faccio la sera.

E' un libro maturo. Anche perché si parla di tette.

Se per un caso dopo questa presentazione così raffinata decideste di leggere La gente che sta bene, consiglio di farlo dopo averne visitato il microsito. Soprattutto le massime di Giueppe Sobreroni, il protagonista del libro: http://www.lagentechestabene.it/dichiarazioni.php?pag=1

Dopo averne letto la storia, Giuseppe non lo guarderete più con gli stessi occhi.
***
La gente che sta bene è anche il libro in palio con l'ultima puntata di OK il tempo è giusto!

Ricordo che si può puntare sulla Maratona di Londra entro sabato 16 aprile alle ore 13.

Avrei dovuto dedicare questo post a rilanciare OK il tempo è giusto!, a parlare dell'autografo e della dedica che Federico ha fatto per milano-londra, e a pubblicare le foto dell'evento.

Poi ho letto il libro. Questo spazio andava utilizzato meglio. Parlando di catarsi per esempio.

Però le foto le pubblico, che tanto lo so che c'è chi entra nel blog e guarda solo quelle.

(Nella foto: l'Autore verga il libro con una dedica sublime. A stampatello)

(nella foto: l'Autore entusiasta per il pranzo
e per le cinque copie di La gente che sta bene che ha visto in casa.
Il maratoneta entusiasta. Il giorno dopo avrebbe corso la Staffetta di Milano)

2011-04-13

966,50.

Questo post è stato pensato in italiano, scritto in inglese e tradotto in italiano. Se volete leggerlo in inglese, questo è il link.
Tanto fa ugualmente lanzo ai cani (che in siciliano vuol dire "è bellissimo". Me lo dicevano sempre da bambino).
***
Mi sono allenato per quattro mesi. Mi è piaciuto l'allenamento. Che figo, allenarsi. Un allenamento intelligente, si può dire. Fa lanzo ai cani l'allenamento. Quattro mesi di sudore, di fatica. Quattro mesi ad aspettare per il momento. E il momento sta arrivando.


Ho corso per 966,50 km da quando è iniziato l'allenamento per la maratona di Londra.


966,50. La distanza che c'è tra la casa di Milano e la casa di Londra. Coincidenza?

Domenica. Il grande giorno. Raggiungerò quota 1.000 km. Si spera che riesca anche a superarli i 1.000 km.

Ma c'è un altro importante 1.000 da superare. Il mio obbiettivo per l'EEIBA è di raccogliere 1.000 sterline.

Sono così vicino, ma ancora non ci sono. E la "sfiga" è che la nostra squadra di Londra ha già superato l'obbiettivo di 10.000 sterline. E stanno ancora raccogliendo soldi. Che, sono l'unico a non aiutare?

(A proposito, chi vuole può aiutare qui
http://www.justgiving.com/Rexel-UK-Green-Team)

Il Marathon Expo, dove si ritirano i pettorali della gara, ha aperto oggi (mercoledì). In teoria sarei dovuto andare giovedì con Stefano e gli altri della squadra.

Non potevo aspettare. Sto già aspettando per 1.000 km. e Per 1.000 sterline. Datemi qualcos'altro da aspettare e potrei esplodere.

Quando sono arrivato lì (e non è stato facile: due metro e un tram), il mio cuore ha iniziato a battere così forte. Sarà stata la musica. Sarà stata l'atmosfera. Non lo so. Mi sono innamorato. E lei è vergine.


Occhio che ci sarà un po' di pubblicità della Virgin nelle prossime immagini.


Ho preso il mio pettorale: numero 39076.

Nella mia fila c'era un tizio che continuava piagnucolare: "Ma è abbastanza vicino alla partenza?" "Voglio andare veloce, ci saranno tante persone davanti?" "Posso cambiarlo e mettermi più vicino alla partenza?". Quel tizio ero io.

Una voce calda mi ha tranquillizzato: "Sì" "Solo per il primo miglio" "No". Per qualche secondo.

"No perché vorrei finire la maratona in ...". "Sa a Berlino c'erano così tante persone davanti che non ho potuto tenere il mio ritmo per 11 km".

Sorrise. Capii.

"In bocca al lupo". Disse.

"Crepa".

Ma chi se ne frega del tempo. Posso anche divertirmi a passeggiare per 42 km e 195 metri. Sono a Londra. Ci saranno 42 km di persone a fare il tifo per noi. E non dimentichiamoci i 195 metri. Mai dimenticarli.

Giusto mentre mi stavo prendendo in giro con questi pensieri idioti, mi sono imbattuto in questo:


All the reasons why. Che in italiano vuol dire "tutte le ragioni perché". Che immagino voglia dire perché corri la maratona? Già, perché corro la maratona?

Volevo essere profondo. Ho respirato profondamente. E questa profondità è stata sufficiente per la giornata.


"Come se fosse antani!
milanolondra.blogspot.com
milano-londra (running for EEIBA)"

Il viaggio all'expo si è concluso con dello shopping. Molto importante in realtà. Ho comprato (e provato) tutti i gel e le bibite energetiche che ci daranno lungo il percorso. Non le avevo mai provate.

Sono come zucchero puro, arricchito con aromi artificiali. Così schifosi che mi hanno fatto venire voglia di rinunciare a correre la gara. Quanto li amerò domenica.

Adesso sono a casa. Aspettando per i 1.000 km. Tre giorni da adesso e mi vestirò per beme. E comincerò a correre.

Ma c'è una domanda che mi torna sempre in mente. Am I ready?



Waiting for a thousand k.

I've been training for four months. I've enjoyed the training. Yeah, it's nice, funny, clever training. It's awful. Four months of sweat, of pain. Four months of waiting for the moment. The moment is coming.


I've run for 966,50 km since I started training for the London Marathon.


966,50. The distance between my home in Milan and my home in London. Coincidence?

Sunday, the big day. I will reach 1,000 km. Hopefully I will also go past 1,000 km.

There's another important 1,000 to overtake. My target for the charity is 1,000£.

I'm so close, but still I'm not there. And the "bad" news is that our team has already reached its target of 10,000. And they're still raising money. Am I the only one not helping?

(By the way, if you want, you can sponsor here
http://www.justgiving.com/Rexel-UK-Green-Team)

The Marathon Expo opened today (Wednesday). I was supposed to join Stefano and the rest of the team on Thursday.

I couldn't wait. I'm already waiting for a 1,000 km. And for a 1,000 £. Give me some other thing to wait for and I might blow up (or blow off, I'm not that good with phrasal verbs).

When I got there (and it wasn't easy: two trains and a tram), my heart started pulsing so fast. It was the music. It was the atmosphere. I don't know. I just fell in love. And she's virgin.


I must warn you. You might see some commercial of the Virgin on next pictures.


I took my bib: 39076.

On my line, a guy asked whining: "Is it close enough to the starting line?" "I want to be fast, will I have people before me?" "Can I change it and get closer?". That guy was me.

A firm voice calmed me down: "Yes" "Just for the first mile" "No". For a few seconds.

"Because I want to finish it on ...". "In Berlin I had so many people before me that I couldn't run at my pace for 11 km".

He smiled. I understood.

"Good luck". He said.

"A sorreta" (which means thanks in Italian).

But who cares of time. I can also enjoy hanging around for 26.2 miles. I'm in London. There will be 26 miles of people cheering for us. And never forget the 0.2. Never forget them.

Right while I was fooling myself with such stupid thoughts, I bumped into this:


Why am I running the marathon? What's the reason?

I wanted to be deep. Inhaled deeply. Enough depth for today.


"Come se fosse antani!
milanolondra.blogspot.com
milano-londra (running for EEIBA)"

Come se fosse antani!

It's Italian. It means "As if it were pufflethy". Something like "a sorreta". But more polite.

The trip to the expo ended with some shopping. Very important shopping. I bought (and tried) all the gels and sport drinks they'll give us during the race. I needed to know their taste, I've never used them.

They're like pure sugar with artficial flavor. So disgusting that I was tempted to withdraw from the race.
I'll love them on Sunday.

I'm at home now. Waiting for 1,000 km. Three days from now I will suit up. And just run it.

But there's a question that keeps popping out. Am I ready?

2011-04-12

Bilanci e tabelle. Diciassettesima settimana.

Incredibile. L'ultima settimana. L'ultimo allenamento. Il penultimo bilancio (l'ultimo sarà complessivo).

E' difficile ripartire dopo tutte le emozioni di domenica scorsa. E scusate se ultimamente abuso della parola "emozione". E' la prima parola che mi viene sulle dita quando ripenso a quei momenti. E per parecchio tempo ripenserò a quei momenti.

Bilanci
La settimana trascorsa già da un po' si è chiusa bene. Come allenamento ho un po' spostato le sedute e ho forse corso troppo veloce domenica. Ma le emozioni che ho provato...

Per il fundraising non poteva andare meglio. Grazie al fondamentale sostegno dei colleghi dello studio di Milano (e di un naming Partner che è a Roma) siamo riusciti a raccogliere più di 200 euro per la Fondazione de Marchi. Io e Fabio contavamo i soldi della scatolina con gli occhi lucidi.

Quante emozioni.

Anche per l'EEIBA va alla grandissima. Mentre scrivo manca davvero poco a raggiungere la fatidica quota mille. Quella per la quale tutto è iniziato.

Tabelle

Niente di impegnativo. Se penso a quanto faticavo anche solo tre settimane fa. Che scemo che ero.


Sono così rilassato che non sono neanche andato a correre lunedì. In compenso oggi (martedì) mi sono svegliato alle 6 e ho recuperato gli 8 km dovuti. Almeno credo che fossero 8 km. Ho messo il sensore da scarpa per contare i chilometri nelle scarpe giuste. E ho messo le scarpe sbagliate. Me ne sono accorto dopo 2 minuti che correvo...

Niente di impegnativo dicevo. A parte il lunghissimo di domenica. 42 chilometri e 195 metri. Non saranno un po' troppi?

2011-04-11

La Squadra di Londra.

Una settimana è troppo poco per archiviare le emozioni di una gara. Specialmente di una gara vissuta così bene.

Dopo Milano però c'è Londra. E' il nome del blog. E' come funziona il gioco. 10 aprile 2011 Milano. 17 aprile 2011 Londra. Milano-Londra.

Questa settimana si riparte con Londra.

Per la prima volta non sarò io a scrivere. Lascio la parola a Stefano Perego, leader del Team Rexel che correrà la Virgin London Marathon per l'EEIBA.

Ho ancora il tempo di ripensare un po' a Milano.


Ciao a tucc'! Come si dice in Brianza…

Lasciatemi dire che sono davvero contento di aver dato a Valerio l'opportunità di correre con noi la Maratona di Londra perché la sua passione alimenta la passione degli altri: e questo è fondamentale.

Il mio merito è di aver creduto in una persona che non conoscevo che ora reputo un amico, grazie a quel sesto senso che ogni tanto ci aiuta nella vita a scegliere bene.

Il mio orgoglio è aver trasmesso a Valerio il senso del "fare fundraising", a correre ci pensa bene da solo! In essenza, io ho imparato dagli inglesi cosa sia il rispetto per tutti quelli che fanno sport amatoriale e fanno della beneficenza: due cose quasi inscindibili "in the UK" e spesso maledettamente sbagliate, storte in Italia.

Ma gente come Valerio, Manlio e altri valorosissimi amici non molleranno mai e "contageranno" tutti con corsa, sport, eventi e fundraising.


Stef, 39 anni da Missaglia –Lecco-
Faccio il Direttore di una multinazionale ormai da dieci anni, in vari luoghi. Ho iniziato a correre perché con il lavoro era l'unica cosa che si potesse fare ovunque, a qualunque ora. La maratona è nata come idea per dimostrare qualcosa a me stesso, e ogni anno c'era una nuova motivazione. Non sono un vero maratoneta, ne faccio una all'anno! Non ho il fisico per "la regina delle corse" ma se c'è un posto dove amo correrla è Londra: la gente è incredibile.


Neil, 43 anni, inglese.
E' il mio collega della Finanza. Ci conosciamo da anni e se accetta una sfida va fino in fondo. Eccezionale nel lavoro e infaticabile, ama l'aria aperta.
Mentre mangiavamo "bacon and chips" gli ho buttato lì l'idea: ne ha parlato con la sua tribù familiare e al lunedì "era dentro" per la sua prima maratona! Il suo fundraising è incredibile.


Vincent, 33 anni francese.
Riporta a Neil ed è un altro Direttore Finanza: che balle! Questa è la sua seconda maratona e ha molto faticato a trovare il tempo per allenarsi....Tra un nuovo baby e viaggi su e giù per la Manica. Un timido che ho dovuto spingere per fare il fundraising.....si è svegliato tardi, ma sapete il proverbio!


Simon, 37 anni inglese.
Manager Informatico, alla prima maratona. L'ho tirato dentro alla fine di una riunione. La tecnica è semplice: parli del correre, di come sarebbe simpatico fare qualcosa e poi della maratona di Londra... "dura ma incredibile". Oplà!
La BBC trasmette ore e ore della maratona e ho amici che stanno lì a vedere se "qualcuno che conosco passa in TV"...


Richard, 36 anni inglese.
Big Rich lavora nella nostra rete di punti vendita e... non l'ho mai incontrato di persona! Ha corso New York tempo fa e poi famiglia babies work e ora eccolo ancora pronto! E' uno "heavy" e il suo è lo spirito giusto: mi ha cercato per settimane per avere un posto e se lo merita.
E' stato molto attivo con il fundraising: bravissimo coi colleghi e gli amici, un martello!


Andy, 40 inglese.
Sfiga. E' l'unico che non sarà a Londra perché si è seriamente infortunato a 6 settimane dalla corsa. Ma lui è un altro duro che merita: ha perso talmente tanti chili che è ritornato un ragazzino. Peccato e sarà per il nuovo anno.



Valerio: sapete già tutto!
Quello che non sapete è che lui ha insegnato qualcosa a me: la passione e la creatività di questo combattivo runner siculo-trentino, trapiantato a Milano sono eccezionale fonte di ispirazione per nuove e future avventure, di corsa!

London, 31/3/11 Stef