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2011-02-09

Un mercoledì da leoni.

Ieri mi sono tenuto sul minimalista. Non volevo creare aspettative, generare ansie. Soprattutto a me stesso.

Ieri è andata bene. Come non succedeva da un po'. Mal di pancia molto contenuto, gambe fluide, respiro e battiti cardiaci stabili.

Se ieri c'era l'antipasto, oggi c'è stato il primo piatto (la portata principale è il lungo di domenica).

1 km di riscaldamento e 13 km di fartlek. Una cura da cavallo. E sono guarito. Forse.

Di solito quando ci sono ripetute mi stretcho subito dopo il riscaldamento. Oggi mi sono cimentato nello stretching dinamico prima della partenza. Per partire già caldo, visto che avevo solo 1 km di riscaldamento. E per non interrompere mai la corsa.

Primi trecento metri e sento una fitta al gluteo destro. Non è possibile, oggi che la pancia non da problemi ci si mette la chiappa destra?! Stringo i denti, dopo un po' il dolore passa. Il primo beep, il primo km e parte il pre fartlek. Un km da correre in meno di 4'20''. Sono 4'11'', le gambe scalpitano.

Il secondo beep del secondo km. Le gambe prendono a muoversi da sole. Aspettavano da due settimane questo momento. Il momento in cui devono pompare con (quasi) tutta la loro forza.

Il primo giro da 2 km completato in 8'01''. Il secondo giro in 7'58''. Il terzo in 7'54''. All'11° km partono i due giri da 1 km. Per il primo impiego 3'54'', il secondo si conclude in 3'45''. Urlo liberatorio e si riprende la strada di casa.

Anche i recuperi da 1 km da tabella: tutti sotto i 4'20'', a 4'17'' al km di media. Sei finito Kingpin.

Il bello/brutto del fartlek è che non ti riposi mai. Finisci il giro veloce e parte il giro di recupero, a una velocità comunque sostenuta.
Solo alla fine, dopo l'ultimo giro veloce puoi far sciogliere le gambe e tenere un'andatura da crociera in direzione casa. Durante l'allenamento sono muscoli scattanti, fiatone, sudore e affanno.

Mi mancavano queste sensazioni. Mi mancava il piacere della corsa.

Per chi non prova l'esperienza mistica della corsa è difficile credere che ci sia piacere dietro questo genere di fatica. Il piacere di alzare l'asticella dei propri limiti. Il piacere di saper gestire il proprio corpo e le proprie esigenze. Il piacere di rilassarsi a casa scofanandosi la propria cena dopo la corsa.

E non è un caso se il mercoledì è il giorno delle ripetute e del fatlek. E' il mercoledì da leoni.


"Bella Vale, grintoso sto post. Avevo una domanda. Se il mercoledì sera fai il leone, la mattina dopo che fai?"

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